LAW & ORDER

“La sicurezza è un diritto”

Insediato il nuovo questore Messina. Ordine pubblico e prevenzione, “ma ci sarà molta attenzione alla criminalità organizzata”. Poche parole sui fatti di piazza San Carlo che hanno coinvolto il predecessore: "Ci vorrà tempo per metabolizzare"

Attenzione sull’ordine pubblico e sulla prevenzione, con il controllo del territorio, ma “ci sarà anche molta attenzione agli ambiti della criminalità organizzata”. Sono questi i cardini su cui punta il nuovo questore di Torino, Francesco Messina, che si è insediato oggi al primo piano di corso Vinzaglio 10, dopo la nomina del capo della polizia Franco Gabrielli approvata dal governo il 23 dicembre scorso: "Ringrazio il prefetto Gabrielli per questa nomina - ha affermato -. Considero questo incarico il massimo che un funzionario di polizia possa ottenere". 

Su suoi impegni ha subito sottolineato "la necessità di mantenere alto il livello di ordine pubblico e la necessità di lavorare in squadra in una realtà complessa”, ha dichiarato ricordando che “bisogna andare sul territorio, che non è soltanto quello della città di Torino, ma quello della provincia. Ci vorrà un po’ di tempo per capire”. Lo farà grazie a suoi collaboratori, con cui intende fare squadra (durante la presentazione era affiancato dal capo di gabinetto Michele Mollo dal vicario Sergio Molino). Poi ha sottolineato che i cittadini hanno il “diritto di avere la sicurezza”. Non ha ancora avuto il tempo di incontrare la sindaca Chiara Appendino: “Sono arrivato stamattina, ma ci siamo sentiti telefonicamente”. Con il procuratore Armando Spataro, invece, ha già avuto modo di lavorare a Milano: “Ricordo le indagini sulle stragi del 1993, in particolar modo quella di via Palestro”.

Sui fatti del 3 giugno in piazza San Carlo ha affermato poche cose: “Non ho elementi per comprendere, conosco la questione solo dai giornali. È un fatto che deve essere metabolizzato e per un po’ di tempo avrà un peso”, ha affermato. Per questo aspetto il suo compito sarà un po’ più delicato di quello che spetta normalmente a un questore: Messina arriva dopo la promozione a prefetto di Angelo Sanna che è stato indagato per omicidio colposo e lesioni colpose e ha lasciato la città per un incarico a Roma: “Promoveatur ut amoveatur”, promuovere per rimuovere una situazione che ha destato qualche imbarazzo, senza dimenticare la gestione dell’ordine in piazza Santa Giulia dopo le proteste per i controlli antialcool.  

Nato a Catania nel 1961, Messina viene descritto come uno “sbirro”, uno che, nonostante sia arrivato ai piani alti della questura, conserva il fiuto investigativo e la voglia di azione. Ha conosciuto l’evoluzione della criminalità degli ultimi decenni fino all’evoluzione attuale, con la criminalità organizzata che spara molto poco per previlegiare gli affari, mentre la microcriminalità che spaventa i cittadini comuni. La sua carriera è cominciata trent’anni fa, nel 1987, come agente della sezione omicidi e poi alla sezione antirapine della squadra mobile della Questura di Milano. Ci resta cinque anni e poi passa alla Direzione investigativa antimafia, il gruppo interforze nato nel 1991 da un’idea di Giovanni Falcone. Ci è rimasto cinque anni, quando passa alla Criminalpol per un breve periodo. Nel 1999 torna alla Squadra mobile come capo della sezione sulla criminalità organizzata, appena creata, e nel 2000 passa alla questura di Reggio Calabria come vice capo della mobile. Da qui comincia la sua scalata. Un anno dopo guida invece quella di Brescia. Tempo due anni e nel 2003 diventa primo dirigente della polizia di Stato con un incarico eccellente, quello di capo centro del Sisde a Palermo. Resta nei servizi segreti per quattro anni al termine dei quali torna a Milano come capo della squadra mobile, incarico che ricopre fino al 2009 quando sale di livello gerarchico, lascia la “strada” e le inchieste seguite in prima linea e diventa vicequestore a Bergamo. È un nuovo inizio. Nell’agosto 2013 il capo della polizia Alessandro Pansa lo nomina questore a Varese. Un anno e mezzo dopo passa alla guida della questura di Caserta e nell’ottobre 2016 passa a quella di Perugia.

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