FIANCO SINISTR

Con Nesi è Grasso che cola

La moglie dell’ex banchiere socialista candidata con Liberi e Uguali. Formazione d’attacco (al Pd) a tre punte: Fornaro, Airaudo e Dirindin. E potrebbe calare pure la “presidenta” Boldrini

“Perché noi i candidati li scegliamo cercando il massimo coinvolgimento dei territori”. Per una stilettata al Pd, ancora nelle nebbie tra istanze locali e attesi lanci di paracadutati o candidature in posizioni sicure decise dal Nazareno, basta Instagram. Che poi serve pure a mettere, sotto la puntualizzazione di Federico Fornaro, una foto della sala della Gam gremita per l’assemblea regionale di Liberi e Uguali. Quella dove si sono tracciate le linee di condotta per le prossime elezioni – maglie strettissime (ma larghe per i padri nobili, da Bersani e D’Alema a scendere) per la concessione della ricandidatura a chi ha già due mandati, altolà a chi pure potrebbe passare indenne dalla legge Severino – ma soprattutto dove, insieme ai temi portati dai circoli aperti a tempo di record dopo la scissione, sono arrivati i primi nomi della formazione di Pietro Grasso, in attesa dell'arrivo del leader a Torino il 21 gennaio. Nel capoluogo piemontese, infatti, il presidente di Palazzo Madama ha deciso di aprire la propria campagna elettorale.

Scontata, ma formalizzata, la ricandidatura dei tre parlamentari uscenti: oltre allo stesso senatore Fornaro, l’ex sindacalista Giorgio Airaudo, arrivato alla Camera nel 2013 con Sel e la senatrice (ex Pd, come Fornaro) Nerina Dirindin. Quali saranno le loro collocazioni ancora non è chiaro anche se per Fornaro molti prevedono un secondo giro al Senato, probabilmente nel plurinominale a Torino (e non si esclude anche altrove) e una partita casalinga nell’uninominale nel collegio Alessandria-Asti. Ipotizzabile nel Piemonte 2 la Dirdindin, mentre Airaudo potrebbe restare nell’ambito torinese dove però ci sono altri due nomi di peso: l’ex sindaco di Settimo Aldo Corgiat e l’ex vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Placido.

Pronti a scendere in campo “se il partito lo chiede” tutti e tre i consiglieri regionali: Valter Ottria che potrebbe “coprire” alla Camera l’Alessandrino così come l’Astigiano, Silvana Accossato data come spina nel fianco del piddino Umberto D’Ottavio a Collegno e Marco Grimaldi. Ma la lista di Grasso vedrà in Piemonte anche un ex renziano, che tale era già ovviamente quando venne scelto da D’Alema per coordinare il suo comitato per il No al referendum: Stefano Schwarz, 34 anni, torinese, un nonno membro del Cln di Cuneo, leopoldino della prima ora, aveva segnato la sua conversione con quel saluto assemblea del Teatro Farnese in vista del referendum – “Compagne e compagni” – che lasciò basito più di un colonnello dalemiano. I civatiani di Possibile, invece, puntano su Paolo Cosseddu, che verosimilmente presidierà il quadrante Nord del Piemonte 2.

Cardiochirurgo di fama (a lungo nel gruppo privato lombardo Humanitas), ma anche moglie del politico banchiere socialista Nerio Nesi, Patrizia Presbitero è uno degli altri nomi di peso che la sinistra calerà in Piemonte, nel collegio di Ivrea, ancora da definire se alla Camera o al Senato, ma certamente anche lei presente nel listino. Perché è lì, nel plurinominale, che i candidati di LeU avranno l’unica opportunità di essere eletti. I collegi uninominali saranno comunque tutti presidiati, non solo per raccogliere voti da portare al proporzionale, ma anche per quella missione che il Pd teme, a ragione, in più di una delle tante porzioni elettorale in cui è stato diviso il Piemonte: erodere voti ai democrat e impedire loro di aggiudicarsi il collegio. Se questo per il Pd pare destinato ad accadere nella circoscrizione 2 dove il centrodestra è data favorita a fare l’en plein, il male maggiore ai dem gli ex compagni di partito (insieme al resto della sinistra, uniti in LeU) potrebbero farlo proprio a Torino e provincia. E molto potrà dipendere anche da quale nome nazionale arriverà come capolista. Pare sarà la presidente della Camera Laura Boldrini, ma non è ancora deciso. E anche dall’avere in testa di lista una donna o un uomo dipenderanno le collocazioni dei candidati che se, per scaramanzia, non hanno ancora fatto il biglietto per Roma, hanno incominciato a prenotare il posto. Prima fila, a sinistra.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    17:51 Giovedì 11 Gennaio 2018 dedocapellano Tanto peggio... tanto meglio... addendum

    L'economista è il Prof. Enrico Colombatto, leggere il suo articolo sul seguente indirizzo web: www.lospiffero.com/cantina/facciamo-fallire-litalia-per-il-suo-bene-10114.html

  2. avatar-4
    17:03 Giovedì 11 Gennaio 2018 dedocapellano Tanto peggio...tanto meglio.....

    sono solidale con quanto commenta Pacioc ,con la sola differenza che io forse faro' una scelta di voto "rivoluzionaria" per una persona di sinistra come me........voterò per Berlusconi con una mia motivazione intima "in questa (i)talia è meglio il tanto peggio tanto meglio!!!! L'economista di Torino di scuola "liberale" qualche tempo fa scriveva che per l'Italia era meglio fallire che continuare in una agonia perenne.......

  3. avatar-4
    16:44 Giovedì 11 Gennaio 2018 Pacioc temo che...

    con candidati simili, così vicini al proletariato e agli ultimi, così attenti ai problemi della disoccupazione, del lavoro che manca, della pochezza di una società scoppiata, o continuerò a votare PD turandomi tutti gli orifizi, o diserterò le urne. Io sono di sinistra, questi sono dei poltronai. Ci mancava la cardiochirurga moglie del banchiere.....

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