POLITICA & CULTURA

12 milioni di arretrati affossano i Musei

La Fondazione che gestisce spazi e gallerie di Torino vanta crediti risalenti al 2013: "Costretti a vivere grazie alle anticipazioni bancarie". A gennaio un po' di ossigeno dal Comune. Ma per ora le procedure di licenziamento restano

Le istituzioni sono in arretrato nei confronti della Fondazione Torino Musei per 12 milioni di euro. Niente male per una struttura che ha un bilancio di circa 6 milioni. È la dura vita degli enti che si sostentano grazie ai contributi pubblici, sempre meno e sempre più in ritardo. I numeri sono emersi durante la commissione Cultura in Consiglio regione in cui il presidente Maurizio Cibrario ha fatto il punto della situazione dopo gli annunciati licenziamenti. Solo quest’anno il Comune di Torino ha tagliato il contributo di 1,8 milioni, una sforbiciata mitigata solo in parte dalle fondazioni bancarie che l’hanno ridotto a 1,35 milioni. I crediti della Fondazione nei confronti degli enti pubblici risalgono addirittura al 2013, al punto che “viviamo grazie alle anticipazioni bancarie” ha ammesso Cibrario. Palazzo Civico deve ancora alla Fondazione 9,3 milioni di cui 3 si è impegnato a versarli entro il 15 gennaio. Un altro milione e mezzo, invece, deve ancora essere pagato dalla Regione.     

Una situazione finanziaria che riduce ogni spazio di manovra e ha imposto al presidente di annunciare 28 licenziamenti alla fine dello scorso anno. “Avevamo la necessità di chiudere un bilancio che tenesse conto dei tagli effettuati, abbiamo dovuto provvedere a un piano sostenibile - ha spiegato Cibrario -. Sono stato costretto alla procedura di licenziamento. In gioco c’era l’esistenza stessa della Fondazione, poiché i revisori non avrebbero mai approvato un bilancio senza il piano di ristrutturazione. Un negoziato si può aprire adesso, prima non c’erano alternative”.

E infatti ora gli enti si stanno muovendo per evitare di lasciare i lavoratori a casa. La Regione ha annunciato nei giorni scorsi il suo ingresso in Fondazione e l’investimento di ulteriori 350mila euro con cui verranno salvati 12 posti di lavoro attraverso il mantenimento della biblioteca e della fototeca della Gam. Inoltre verranno messi 2 milioni sul Borgo Medievale, la cui gestione passerà nelle mani dell’amministrazione comunale. “Abbiamo posto alla Fondazione la creazione di un piccolo dipartimento sui musei piemontesi” ha detto l’assessora regionale Antonella Parigi, che poi ha concluso: “Le nostre proposte sono chiare, auspico che anche il Comune avanzi le sue per poterci confrontare”.  

La situazione resta comunque critica. “Le procedure per il licenziamento non sono state bloccate e a parte questi 12 dipendenti salvati dall’intervento della Regione, sul futuro degli altri resta una totale incertezza” afferma Carlo Adorno della Uil. Anche la promessa del Comune di assorbire altri dieci lavoratori “appare fumosa e sono in pochi casi percorribile”.

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