POLITICA & LAVORO

Fca investe, ma non a Torino

Marchionne destina 10 miliardi di dollari negli Usa. Mentre in riva al Po il polo del lusso è in stallo e servono nuovi modelli. L'allarme dei sindacati. Chiamparino e Appendino: "Tavolo unitario per fare il punto, poi confronto con azienda e governo"

Negli Stati Uniti Fca ha investito 10 miliardi di dollari dal 2009 a oggi, rispettando l’accordo Fiat-Chriysler sottoscritto dalla proprietà durante l’amministrazione di Barack Obama. In Italia, invece, la situazione appare critica e a Torino, se possibile, le preoccupazioni aumentano per lo stato di stallo in cui versano gli stabilimenti del polo del lusso di Mirafiori e Grugliasco.

Persino le sonnacchiose istituzioni locali si sono fatte carico del problema come dimostra l’incontro avvenuto questa mattina tra il governatore Sergio Chiamparino e il vicesindaco di Torino Guido Montanari (assieme agli assessori Gianna Pentenero e Alberto Sacco) con i sindacati per fare il punto della situazione. “Il presidente, con la sindaca Chiara Appendino condivide le preoccupazioni sul futuro del polo del lusso” si legge in una nota della Regione. E per questo considera “essenziale l’individuazione di un luogo deputato ad aprire un serio e costruttivo confronto con l’azienda, che possa essere il più esteso e rappresentativo possibile”. Auspici, speranze. Per il momento nulla di più. “Regione e Comune convocheranno a breve un tavolo unitario per fare il punto sulle prospettive degli stabilimenti torinesi, in preparazione di un confronto con l’azienda ed eventualmente anche con il governo nazionale”.

Parole accolte positivamente dai rappresentanti di lavoro, seppur con tutte le cautele del caso. “Prendiamo positivamente atto che le istituzioni locali, presenti all’incontro di oggi al massimo livello, condividono le nostre preoccupazioni sul futuro di Fca a Torino, con particolare riguardo al Polo del lusso, e che si muoveranno verso il Governo e l’azienda, senza aspettare la presentazione del piano industriale, rivendicando l’urgenza di nuovi investimenti” dichiara Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese, dopo l’incontro presso la sede della Regione Piemonte. “Valuteremo nei prossimi giorni la coerenza di queste valutazioni con gli atti concreti, a fronte anche del fatto che a settembre scadono gli ammortizzatori sociali a Mirafiori. Tra l’altro - conclude Bellono - le incertezze nostrane stridono con le notizie di queste ore provenienti da oltreoceano sugli investimenti americani”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    22:41 Venerdì 12 Gennaio 2018 moschettiere Occorre dirlo

    Mi pregio ricordare che Fiat prima ed FCA ora, non sono stati e non sono enti benefici e neppure organizzazioni non lucrative. È vero che hanno ampiamente praticato lo sport di socializzare le perdite, ma sempre -ovviamente - nel pieno rispetto delle regole. Ora i politici si strappano le vesti, ma dimenticano (o fan finta) che la responsabilità è solo loro. Colpa di chi ha permesso la socializzazione delle perdite (uguale la classe politica) e poi costretto alla fuga dall''Italia (uguale sempre la classe politica). Ma quelli, il mea culpa, mai!! Abbiamo un carico fiscale da paura, un costo del lavoro elevatissimo, una stabilità politica traballante, una pace sociale fragile... aggiungiamo? Ovvio che chi investe i propri denari faccia delle valutazioni... Ma la gente protesta e poi vota. Almeno votasse Ali Babà, così di problemi ne avremmo solo 40...

  2. avatar-4
    17:47 Venerdì 12 Gennaio 2018 Paladino Ma guarda un pò

    Torino è ormai da anni un cimitero di fabbriche e uffici abbandonati da FIAT e collegate. L'unica cosa nuova è la catena di montaggio di SUV da 80/90 mila euro che si vendono pochissimo. E la classe politica cittadina adesso si accorge che a Marchione e famiglia non frega nulla della nostra città? Complimenti per la perspicacia......

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