PARTECIPATE

Ok al piano di Gtt, ma mancano i soldi. Gelo della Regione

Il Comune di Torino (tramite Fct) dà il via libera al programma di risanamento dell'azienda dei trasporti. Nessuna indicazione, però, su come verrà coperta una parte del fabbisogno finanziario. Reschigna: "Attendo dei chiarimenti"

Via libera al piano industriale di Gtt, ma per ora resta l’interrogativo sulla copertura finanziaria. L’assemblea dei soci dell’azienda guidata da Walter Ceresa ha autorizzato il programma di risanamento e investimenti dal 2018 al 2021, pur non essendoci a oggi la copertura del fabbisogno finanziario, calcolata in 133 milioni. Insomma, il socio unico Fct - la finanziaria del Comune di Torino - riconosce il fabbisogno finanziario per tenere in piedi l'azienda ma non spiega come intende soddisfarlo. Non è stato chiarito, infatti, come l’amministrazione comunale reperirà i 25 milioni che mancano e che secondo gli advisor dovevano essere coperti attraverso un aumento di capitale, oppure – nell’ipotesi ventilata dalla Regione Piemonte – da un prestito obbligazionario convertendo.

Una situazione di indeterminatezza confermata dal gelo proveniente da piazza Castello. “In tutta la giornata non ho ricevuto nessuna comunicazione da parte del Comune su come intendesse procedere, evidentemente non abbiamo lo stesso modo di rapportarci” afferma il vicepresidente della Regione Aldo Reschigna. Ma ormai “cosa fatta capo ha”. La questione ora torna squisitamente finanziaria. Con l’approvazione del piano industriale, infatti, l’amministrazione guidata da Chiara Appendino riconosce un fabbisogno di 133 milioni che necessita di una totale copertura. “Aspetto nei prossimi giorni di capire in che modo il Comune intende reperire i 25 milioni mancanti” prosegue Reschigna. In ballo ci sono i 40 milioni di fondi Fsc che, attraverso un emendamento al decreto fiscale la Regione ha ottenuto di poter utilizzare per il risanamento di Gtt, ma “parliamo di denaro pubblico che va maneggiato con cura – conclude il braccio destro di Sergio Chiamparino -. L’azienda può essere risanata solo con quei 133 milioni previsti dal piano”. Non uno di meno. A questo punto, in assenza di chiarimenti da parte di Palazzo Civico, la Regione potrebbe addirittura sfilarsi dall’operazione.   

Ma quali sono le risorse certe finora messe in campo dal socio unico (Fct), dalla Regione Piemonte e dal Comune di Torino? Innanzitutto ci sono i 40 milioni di fondi Fsc della Regione, cui si aggiungono 25 milioni legati all’accordo transattivo tra Agenzia per la mobilità piemontese e Gtt sui 71 milioni di disallineamenti emersi dalle carte contabili. Il Comune, dal canto suo, consentirà a Gtt di posticipare al 2021 il pagamento di 17,4 milioni del canone concessorio sui parcheggi relativo al 2018. C’è, inoltre un contributo statale di 25 milioni per l’acquisto di nuovi mezzi con un impatto sul fabbisogno di 13,1 milioni. Altri 10,7 milioni saranno garantiti in dieci anni dal piano di rientro varato da Palazzo Civico per far fronte alle rate scadute dei mutui contratti per l’acquisto delle carrozze della linea 4, mentre le banche dovrebbero garantire nuove linee di credito per 15 milioni di euro, con un impatto sul fabbisogno pari a 9 milioni. Mancano ancora 25 milioni.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento