Forza Italia
A PIE' DI LISTA

Portaborse d’oro e galoppini, tutti a libro paga della Regione

Partiti e politici "caricano" sui conti di Palazzo Lascaris i costi di una caterva di collaboratori. Attivisti e militanti, sindaci e amministratori locali, piccoli cacicchi del territorio. E Laus incorona la Grippo "miss 100mila"

“Il personale è politico” si proclamava negli anni Settanta quando la militanza esigeva coerenza tra sfera privata e impegno pubblico. Un motto che come un blasone potrebbe essere affisso sul portone nobiliare di Palazzo Lascaris, dimora del Consiglio regionale del Piemonte, dove il personale è tutto (o quasi) politico. Sindaci e amministratori dei più sperduti comuni, militanti e attivisti di partito, rampolli della vecchia nomenclatura e cariatidi impolverate. C’è di tutto tra il centinaio di collaboratori che compongono gli staff di comunicazione dell’ufficio di presidenza e dei gruppi consiliari, ovviamente anche tanti seri e bravi professionisti. Un esercito diviso in modo bipartisan, anzi tripartisan tra tutte le forze politiche.

Con l’avvicinarsi delle elezioni aumentano anche i premi fedeltà gentilmente elargiti dai capataz. Consulenze che hanno tanto il sapore della mancetta, poche centinaia di euro per un progetto che non si sa mai bene cosa sia. Basta dare un’occhiata all’elenco dei consulenti e collaboratori del Consiglio regionale per imbattersi in casi davvero singolari. Alcuni di loro, per esempio, sono stati ingaggiati per le ultime due settimane di dicembre, con in mezzo le festività natalizie: che abbiano dovuto incartare i regali dei consiglieri o preparar loro il cotechino in vista del cenone? Tra loro c’è, ad esempio, Andrea Tragaioli, sindaco di Rosta in quota Forza Italia, ingaggiato con un contratto a progetto dal 5 al 12 dicembre per un importo di 910 euro. Ciò che risulta ancor più strano è che il primo cittadino, che nel curriculum vanta una laurea triennale in Economia, abbia svolto tale incarico presso l’ufficio comunicazione del Consiglio. La prova, comunque, deve essere andata bene, perché con il nuovo anno è arrivato il bis, presso lo stesso ufficio, fino a fine legislatura.

Moltissimi sono iscritti ai partiti, come per esempio Ilario Abate Daga, ex presidente della commissione Pianificazione territoriale del Pd di Torino: a lui per una ricognizione delle norme sull’edilizia durata 20 giorni sono stati erogati 5mila euro (curioso che tra tutti i dipendenti regionali nessuno fosse in grado di assolvere a tale incombenza). Fornisce i suoi servizi al gruppo dem pure l’assessore di Grugliasco Raffaele Bianco, mentre altri presidiano il territorio di elezione dei rispettivi “titolari”. Al punto che, a quanto pare, di alcuni praticamente quasi nessuno conosce il volto, visto che “lavorano” altrove.

Sono passati gli anni del gogamigoga, certo, ma il sottobosco della politica resta fittissimo e il Consiglio regionale è l’istituzione che da decenni fornisce linfa vitale. Una consulenza qui, una collaborazione là e con l’approssimarsi delle urne la cintura si allarga e con essa la platea dei beneficiari. Per avere mani libere Palazzo Lascaris ha anche approvato una legge grazie alla quale elimina i limiti imposti all’inizio della legislatura per l’utilizzo di personale esterno. Avanti a chi tocca.

C’è da fidelizzare i “cani sciolti” della politica. Piccoli amministratori, ex consiglieri o assessori comunali trombati, politici insoddisfatti dei propri referenti regionali pronti a saltare su un cavallo più veloce. Sarà il caso di Fosca Gennari, ex assessore alla Cultura di Venaria, espressione di una lista civica e poi candidata sindaco senza successo, ora ingaggiata come esperta dal presidente Mauro Laus? Chissà. L’elenco è lunghissimo. Figurano ex sindaci come Benedetto Nicotra di Santena, ultimamente particolarmente attivo in rete con video “imbarazzanti”, e politici un tempo potenti e ora sul viale del tramonto come Angelo Burzi.

Dall’inizio della legislatura sono stati sottoscritti più di quattrocento contratti. Tra loro c’è pure qualche paperone come Maria Grazia Grippo, braccio destro di Laus che dopo essere stata sua collaboratrice in azienda l’ha voluta a tutti i costi in via Alfieri: prima come portavoce del presidente e ora, dopo averla fatta eleggere a suon di preferenze in Sala Rossa, collaboratrice per la comunicazione: per quest’ultimo anno e mezzo di legislatura guadagnerà 117.720 euro (centodiciassettemilasettecentoventi euro!). Fresco di promozione anche lo staffiere, più che staffista, del capogruppo dem Davide Gariglio, cioè Davide Fazzone che per il suo incarico di uomo ombra percepirà quasi 70mila euro di qui alla fine della legislatura. Tra loro c’è pure chi, sulla scia di illustri predecessori, prova a sfruttare amicizie e relazioni ottenute in questi anni per il grande salto in parlamento: è il caso di Raffaella Violino, candidata alle parlamentarie del Movimento 5 stelle.

Molti di loro collaborano con i gruppi di Palazzo Lascaris dall’inizio alla fine della legislatura tra continui stop and go, con contratti di pochi mesi o un anno che si rinnovano di volta in volta per aggirare le norme che prevedrebbero un inquadramento diverso dal co.co.co. – quello con cui vengono ingaggiati i collaboratori – per un lavoro che di fatto è subordinato e non di consulenza. Una situazione più volte censurata dalla Corte dei Conti che, visto il perdurare, potrebbe decidere di accendere un faro.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    21:13 Sabato 20 Gennaio 2018 Dimitri Nessun però

    Decisamente sorpreso dagli oltre 100 mila in area Pd per una singola collaboratrice. Probabilmente i tagli che subiamo a trasporti e sanità saranno trsnseunti e colmati da preziose progettualità a beneficio dei contribuenti.

  2. avatar-4
    15:46 Martedì 16 Gennaio 2018 abrecu portaborse

    Sarebbe interessante avere tabelle approfondite dei portaborse partito per partito con relative mansioni. Da cosa ho potuto capire dalle tabelle della Regione un numero abnorme di questi signori si occupa di comunicazione...comunicazione de che? probabilmente sotto questa voce si celano incarichi vitali per il funzionamento dell'istituzione che al cittadino comune sfuggono.

  3. avatar-4
    11:55 Martedì 16 Gennaio 2018 Badola Si però...

    Ogni consigliere regionale ha circa budget per 2 part-time che prendono 750 euro al mese netti (senza tfr e tredicesima) oppure un full-time da 1500 netti. Ora, a parte un paio di casi in tutta la Regione, non paiono proprio portaborse d'oro..

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