SANITA'

Asl e Aso, fusione a babbo morto

L'accorpamento delle due aziende ospedaliere slitta a gennaio 2019, quando la legislatura regionale sarà ormai agli sgoccioli. Domani l'approvazione in giunta, poi la discussione in Consiglio. Ma le resistenze sono ancora tante

Slittano i tempi, rispetto ad auspici e previsioni, della fusione tra l’Asl e l’Aso di Alessandria. Domani l’assessore alla Sanità Antonio Saitta porterà in giunta la proposta di delibera del Consiglio regionale nella quale è già indicata la data dell’eventuale accorpamento delle due aziende sanitarie: il primo gennaio 2019. La stessa natura dell’atto, ovvero la proposta della Giunta al Consiglio di deliberare (previa discussione) la fusione, non solo è il riconoscimento (più volte richiesto, ma non sempre attuato) dell’assemblea di Palazzo Lascaris su un tema che investe la programmazione sanitaria, ma finisce anche con il risultare un elemento in grado di allungare i tempi di un provvedimento che da alcune parti si sarebbe voluto rapido, tanto da precedere il rinnovo dei contratti dei direttori generali di Asl e Aso che scadranno ad aprile.

Della possibilità di arrivare con un’unica azienda sul territorio alessandrino prima della riconferma o il cambio degli attuali vertici (Gilberto Gentili all’Asl, Giovanna Baraldi all’Aso) era, tra gli altri, fautore il presidente della commissione Sanità di Via Alfieri, Domenico Ravetti (Pd) cui si deve la proposta di fusione che aveva raccolto il consenso, oltre che dei democrat, di una parte dei Cinquestelle con il consigliere Paolo Mighetti. Di segno contrario la minoranza di centrodestra che con il consigliere di Forza Italia Massimo Berruti aveva presentato a sua volta un ordine del giorno volto a subordinare l’eventuale riduzione del numero delle aziende alessandrine a un piano complessivo regionale e a uno studio approfondito da cui far emergere pro e contro su cui basare l’eventuale decisione. Al partito degli scettici si era iscritto anche Gabriele Gallone dell’esecutivo nazionale dell’Anaao, il maggior sindacato dei camici bianchi. E se Ravetti a supporto della sua richiesta alla Giunta aveva rimarcato come “I tentativi compiuti negli anni per mettere in rete tutti i presidi sanitari con l’obiettivo di razionalizzare, qualificare e potenziare l’offerta non hanno prodotto risultati soddisfacenti”, aggiungendo che “la cooperazione tra Asl e Aso è sempre stata debole perché hanno prevalso le esigenze delle singole aziende”, dal sindacato dei medici era arrivata secca la risposta: “L’assessore faccia l’assessore, se due direttori non collaborano tra di loro li si induca a farlo e se non lo fanno li si sostituisca. Assurdo modificare un sistema, unire due aziende perché chi le governa non riesce e non vuole farle cooperare”.

Posizioni differenti sul progetto di fusione sono emersi, spesso con toni anche duri - tra cui una lettera di alcuni primari dell’Aso a Saitta in cui si chiedeva di non procedere in questa direzione -  sul territorio interessato al cambiamento nella gestione dei servizi con l’accorpamento dell’azienda che oggi gestisce l’ospedale del capoluogo, l’infantile e il centro riabilitativo Borsalino con quella territoriale che governa gli ospedali di Tortona, Novi Ligure, Acqui Terme, Ovada e Casale Monferrato. Un tema che sarebbe finito con forza nella campagna elettorale, soprattutto a livello di collegi. Non è detto che ciò non accadrà, ma l’aver allungato il brodo, finisce con l’apparire anche un tentativo di sminare un terreno già ostico per il Pd alle imminenti elezioni politiche. La stessa data indicata nell’atto che verrà licenziato domani dalla  Giunta, rimanda l’eventuale accorpamento di Aso e Asl a pochi mesi prima della fine della legislatura regionale, con l’eventualità ad oggi nient’affatto remota, di lasciare ad altri l’incombenza di gestire quello che potrebbe essere uno degli ultimi atti sul fronte sanitario dell’amministrazione regionale di centrosinistra.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    17:54 Giovedì 18 Gennaio 2018 Paladino Ma guarda un pò....

    Dopo il mezzo disastro dell'accorpamento dell'ASL Città di Torino ci si pente? Peccato che si è già riusciti a devastare la sanità dell Capitale del Piemonte....

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