POLVERE DI (5) STELLE

Dossieraggi e screenshot scabrosi dietro la cacciata del candidato M5s

Il caso Corfiati emblema del "metodo" di scontro politico in uso all'interno del movimento per regolare i conti. Si scava nel passato in cerca di segreti reconditi, meglio se morbosi. E così viene cancellato senza neppure una spiegazione

Il segreto è ormai quello di Pulcinella e la notizia vola da ore di bocca in bocca, o meglio di chat in chat. Non c’è grillino che in questi giorni non si sia interrogato sulla repentina esclusione di Mario Corfiati dalle liste del Movimento 5 stelle. C’è chi ha parlato di una candidatura imbarazzante, chi di un potenziale “danno di immagine”, di certo c’è che dopo essere stato designato a furor di popolo alle parlamentarie on line, Corfiati ha saputo che il suo nome era stato depennato con un tratto di penna direttamente dai vertici del Movimento. Perché? Azzardiamo una spiegazione. L’aspirante onorevole, infatti, in un passato non si sa quanto remoto è comparso su un sito d’incontri per omosessuali (grinderboy.com) con tanto di nome d’arte “Alberto” e sotto la dicitura “escort gay”. La foto utilizzata su questo portale è la stessa del suo profilo facebook. Tutto qui. Mistero svelato, se di mistero si può parlare.

Imbarazzante? Dipende dai proprii principi morali, dalle personali convinzioni e da quanto queste incidono sulle convenzioni sociali. E dai punti di vista, anche politici. Marco Pannella negli anni Ottanta portò Ilona Staller (in arte Cicciolina) a Montecitorio e Rifondazione Comunista, in piena seconda repubblica, candidò con orgoglio Vladimir Luxuria (nata Wladimiro Guadagno) che ha confessato di aver venduto il proprio corpo (“Ho fatto anche la prostituta, ed è una cosa di cui mi pento, una cosa contraria al senso di dignità del mio corpo e della mia persona”). Se nel primo caso si trattava di una evidente provocazione in pieno stile radicale, nel secondo il partito di Fausto Bertinotti faceva sua la battaglia dei diritti transgender. Nulla a che fare con Luigi Di Maio che bacia il sangue di San Gennaro e strizza l’occhio ai cattolici e ai settori più moderati dell’elettorato.

Di questo rigurgito di puritanesimo elettorale ha finito per pagarne lo scotto Corfiati. Naturalmente il profilo in questione è stato rimosso, ma come spesso accade nelle cronache a Cinquestelle, circolano dossier e screenshot, di cui lo Spiffero è entrato in possesso, ma che ha deciso di non pubblicare. Dopo che per un paio di giorni si sono accavallate voci e ricostruzioni, il diretto interessato ha sentito il bisogno di replicare attraverso il suo profilo facebook, ma senza, di fatto, dare una spiegazione: “Da cittadino, da attivista, da professionista – scrive Corfiati – per anni mi sono battuto affinché la verità venisse sempre a galla, contro ogni macchinazione o illazione che potesse danneggiare il Movimento e i suoi Portavoce. Oggi invece sono, mio malgrado, vittima di rocambolesche, irreali e goliardiche illazioni da cui prendo le distanze, essendo false e lontane anni luce dalla mia persona”. Contattato via mail e via watsapp dallo Spiffero, Corfiati non ha mai risposto. Nel suo post, però, specifica di non essere stato lui a ritirarsi dalle parlamentarie e che “fino a ora non ho ricevuto comunicazione ufficiale con annesse motivazioni del movimento per il mio depennamento dalla lista”.

Resta ancora un dubbio: potrebbe qualcun altro aver aperto quel profilo sul sito d’incontri utilizzando le foto di facebook per diffamare il diretto interessato? Se così fosse Corfiati dovrebbe come minimo sporgere denuncia per risalire agli autori e fare in modo che questi vengano processati. Gli screenshot erano custoditi da un gruppo di fuoriusciti per lanciarli in rete “al momento opportuno”, cioè in piena campagna elettorale, ma qualcuno deve averli anticipati, inoltrando tutto a chi di dovere e stoppando a poche ore dalla presentazione delle liste la candidatura di Corfiati. Chi? E soprattutto perché? Appare molto probabile che la gola profonda sia interna al M5s e questo la dice lunga sul clima che si respira nella formazione capitanata da Luigi Di Maio.
C’è poi la questione del temuto danno d’immagine, che ha consigliato ai capi del Movimento di correre ai ripari depennando il nome di Corfiati. Se il suo nome (ed evidentemente il suo passato) è fonte di imbarazzo per i Cinquestelle, come intende comportarsi la sindaca Chiara Appendino, che per prima gli ha affidato un incarico istituzionale, nominandolo nel cda dell’Ismel – l’Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro dell'Impresa e dei Diritti Sociali – dove poi ha assunto l’incarico di vicepresidente? A Palazzo Civico c'è già chi ha chiesto un'audizione del diretto interessato.

print_icon

3 Commenti

  1. avatar-4
    17:11 Mercoledì 31 Gennaio 2018 BOLIVAR777 Che bella roba!!!

    E questo movimento si proporne di governarci:C'è da mettersi le mani nei capelli. La Sindaca Appendino comincia ad uscire dai derivati!!!!

  2. avatar-4
    13:06 Mercoledì 31 Gennaio 2018 giacomo_b candidatura imbarazzante....per i 5 stelle

    certo che se è una fake news verrà fuori in fretta, quanto ai requisiti morali ed al possibile danno di immagine è veramente così ostativo aver lavorato prima di candidarsi? ed è così imbarazzante darsi da fare per portare uno stipendio a casa?

  3. avatar-4
    23:59 Martedì 30 Gennaio 2018 olapo333 Ma l\'incarico all\'ismel

    Va beh, ma se lui è un escort gay che vantaggio avrebbe avuto l\\\'appendino a nominarlo all\\\'ismel anche senza competenze? Mica è stato scelto da un uomo con gli stessi gusti sessuali..

Inserisci un commento