Nous voulons

I napoletani del 1799 li chiamavano “i nuvoloni”; erano gli occupanti francesi, giacobini a metà illuministi, che nelle piazze e piazzette gremite da piccole folle di curiosi, anche se non parlavano francese, ascoltavano rapiti  “.. nous  voulons.. nous voulons.. nous  voulons..” Volevano cambiare tutto dell’amministrazione borbonica, anche i giorni del calendario. Anche noi abbiamo i nostri nuvoloni, sono i 5Stelle che  vogliono cambiare un sacco di cose, tutte  assolutamente popolari: redditi per tutti, decrescita creativa, giù le tasse, basta con la burocrazia e la tirannia della UE, con il potere delle banche, i politici corrotti, i vitalizi pubblici, il nepotismo ecc. Si trova forse qualcuno non d’accordo ? 5Stelle hanno avuto grande successo: è cominciato con un  verace, coraggioso e ignorantissimo vaffà e con gli insulti urlati di Beppe Grillo contro “il sistema” dei partiti, contro la  UE, il Parlamento e la finanza mondiale. E poi via con l’idea rousseauiana di democrazia digitale diretta (anche nel senso che sarebbe diretta dalla  Grillo e Casaleggio &Co.) Il loro indiscutibile  successo è ormai oggetto di studio sociologico, antropologico e futurologico. Ma ora il vaffà è finito. Basta vedere il candidato premier Luigi Di Maio nel suo impeccabile blu bon con cravatta moderata presentarsi in tutti gli show televisivi e gli incontri politici come un giovane manager deciso a farsi assumere per riformare la ditta in dissesto chiamata Italia. A sentirlo Di Maio è già stato assunto. “Il segreto del successo – ironizzava  Oscar Wilde - è di convincere la gente di averlo già raggiunto.” Di questo formidabile consiglio Di Maio, anche grazie ai social, ha fatto tesoro. E’ lui il futuro premier e già sa un sacco di cose che gli serviranno allo scopo, aiutato da grillini che della   competenza, di fronte alla sfascio nazionale, ormai stanno per ricevere il monopolio. Ormai anche la signora di Voghera sa che Di Maio sa; e a quanto  sembra, gli autori di show televisivi, giornalisti ed alcuni insospettabili  parrucconi, oltre naturalmente a molti suoi coetanei, sembrano riferirsi a lui come il futuro capo del governo italiano. Di Maio è anche molto prudente: non dice come intende realizzare le riforme che  ha proposto, né cosa dirà dopo le elezioni nel prossimo vertice  con Macron e la Merkel. Sa bene che in politica bisogna sempre dire alto e forte che cosa fare, mai dire come farlo, con quali procedure, quali soldi, quali tempi, quali esiti. Ci mancherebbe! Nel passato ci sono già caduti in troppi; i grillini non sono così stupidi.
*Marco Antonio Patriarca, Società libera

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