Forza Italia

Niente liceo, andate nell’arena

Il presidente della Confindustria cuneese, Mauro Gola, ha dedicato una parte consistente del suo preziosissimo tempo giornaliero a redigere una lettera molto particolare. La missiva rientra infatti tra quelle “importanti” poiché destinata alla famiglie di Cuneo, con figli prossimi ad accedere alle scuole superiori, e scritta con l’obiettivo di regalare generosamente loro un consiglio autorevole (e magari al contempo destare l’interesse dei media). Gola in una paginetta dispensa perle di saggezza con l’ausilio di un testo facilmente comprensibile e così riassumibile: l’industria in zona cercherà lavoratori grazie alla sua futura espansione, per cui bene iscrivere i ragazzi alle scuole tecniche una volta finito il percorso d’istruzione obbligatorio.

Quanto vergato dall’industriale cuneese non è altro che l’ennesima conferma del triste ritorno ad un passato cupo quanto sgradevole. Il businessman in realtà non ha espresso concetti del genere “Evitate la scuola ed inviate i vostri figli a lavorare” (come qualcuno afferma nel dibattito scatenatosi in seguito) ma si è “limitato” a dare un suggerimento (seppur non richiesto) ai suoi concittadini del genere: “se fate studiare le vostre proli non indirizzatele su strade desuete come quelle liceali, ma addestratele per trasformarle in operai specializzati”.

È realistica l’eventualità che Gola abbia decisamente ragione e sia in assoluta buona fede nell’attimo in cui spedisce migliaia di lettere ai cittadini di Cuneo, affrontando un costo non indifferente; eppure quell’atto appare profondamente inopportuno ed un tantino offensivo nei confronti dei destinatari. Inopportuno poiché nessuno ha la facoltà di conoscere così bene quel che avverrà in futuro, soprattutto per quanto concerne il comparto industriale. Di certo gli investimenti in corso possono far presagire ad una tenuta della produzione meccanica presente nella provincia Granda (pur perdendo nel tempo quel territorio alcune cartiere ed officine ferroviarie) ma escludere aprioristicamente prossime delocalizzazione di aziende, o contrazioni di mercato, risulta essere ottimismo fuori dalla realtà economica attuale (specialmente a fronte dell’inattività legislativa della politica sul tema tutela del lavoro).

Condizionare quindi i prossimi cinque anni di tante persone significa addossare a se stesso una responsabilità enorme, specialmente nel caso in cui i cittadini accolgano l’invito alla scelta scolastica “giusta” per i loro ragazzi, ed in seguito si ritrovino a vedere gli stessi senza lavoro dopo aver conseguito il diploma.

Atto offensivo a causa del reale significato sociale di una lettera di tale genere, che svela un desiderio padronale incontestabile. Un sogno rimasto nel cassetto per decenni ed oggi finalmente realizzabile, ossia quello di reclutare i figli del popolo (dei proletari) nell’esercito composto da coloro che cercano lavoro previo transito in istituti tecnici, aumentandone così l’offerta a scapito del salario; mentre riservare ai fanciulli della classe dirigente gli studi classici o scientifici così da predisporli a diventare la classe dirigente cooptata nel futuro.

Probabilmente al lettore risulterà difficile riconoscere quella che si può definire la sfacciata riproposizione delle classi sociali: quei contenitori a tenuta stagna dove collocare i pochi agiati ed i tanti ormai ridotti quasi alla fame. Ancora più complicata risulta la presa d’atto di non essere parte del potente gruppo al vertice, quello di comando affiliato alla classe dominante (coloro che hanno soldi, belle auto e licenziano a loro piacimento gli altri).

La comunicazione di Gola alle famiglie si allinea ideologicamente al bracciale elettronico che l’impresa multinazionale Amazon vuole fare indossare ai suoi sottopagati dipendenti, con lo scopo di accelerare i tempi di smistamento postale degli ordini. Una scelta aziendale che lede gravemente le residuali garanzie a favore dei dipendenti, affondando definitivamente il nostro Statuto dei lavoratori.
Il controllo degli impiegati tramite attrezzature elettroniche a fronte di salari definibili al limite della sopravvivenza (molto lontani da quella dignità del lavoro garantita dalla nostra Costituzione), ed i messaggi invasivi inviati al popolo dalla Confindustria (contenenti l’invito rivolto ai genitori di non far sprecare tempo ai figli in studi troppo culturali), bene raffigurano l’obiettivo sociale in seno alle liberticide riforme volute dalla politica in questi ultimi decenni.

Professori di economia della corrente ultra liberista (vedi la professoressa De Romanis con la sua voglia di austerità), ministri carnefici del welfare, politici dal “bamboccione” facile e presidenti della Confindustria sono bravissimi solitamente a predicare bene in corti altrui. I loro figli possono permettersi di essere “deresponsabilizzati” scegliendo di percorrere la strada liceale per poi accedere ad un lavoro sicuro, e sovra pagato, grazie all’interesse di papino o mammina. Al contrario, per tutti gli altri si pongono possibilità sempre più anguste per costruire il proprio futuro senza dover emigrare all’estero.

Di questo passo i prossimi governi (Pd o FI e Lega che siano) dovranno varare la riforma risolutiva, ovvero istituire un’arena per città capoluogo dove i rampolli ricchi possano sedere e gustarsi lo spettacolo, mentre alle proli dei popolani si possa serenamente offrire un’opportunità di lavoro che le valorizzi e responsabilizzi: fare il gladiatore sperando di vincere sempre i cruenti scontri all’arma bianca. Una riforma oramai prossima, statene certi.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    17:10 Giovedì 08 Febbraio 2018 mork ma dai...

    il cv della valida Ministra dell'Istruzione confuta le tesi qui esposte.

  2. avatar-4
    21:33 Martedì 06 Febbraio 2018 Conty La cultura umanistica forma dirigenti

    Due dati certi: da 15 anni negli U.S.A. si reclutano i CEO (amministratori delegati) fra i laureati in discipline umanistiche; Adriano Olivetti non si fece alcuna remora nell\'affidare la direzione di un negozio Olivetti a un neolaureato in letteratura medievale. Fatti ovviamente opposti come intenzioni. La verità è che la cultura umanistica amplia la mente di chi la riceve e lo/la mette in grado di essere professionista migliore e potenziale dirigente, Togli i figli dei poveri dai licei e impedirai loro di avanzare professionalmente ed economicamente, a tutto vantaggio dei figli dei ricchi. Questo è classismo. Anche se da decenni ci ingannano sulla fine del classismo ovvero per certa gente va bene quando i poveri rinunciano ai loro interessi di classe mentre imprenditori e liberi professionisti possono continuare a tutelare i loro.

  3. avatar-4
    12:02 Martedì 06 Febbraio 2018 mork davvero?

    in urss i burocrati miliardari esportavano la lotta di classe combatttuta ora dai milionari odierni ma, in attesa del crollo del capitalismo, è crollata l'urss. Ha vinto il capitale, come dimostrano i ricchi comunisti che mandano i figli a studiare nei college inglesi ed americani, con le tasse di chi lavora, mentre i figli del popolo lavorano nei call center senza contratto. Almeno il cuneese è più sincero.

  4. avatar-4
    11:03 Martedì 06 Febbraio 2018 fatti Gola è coerente con se stesso

    è Confindustria, laurea in scienze dell'amministrazione e consulenza del lavoro, subito in carriera in consigli di amministrazione accanto a Marcegaglia, Testa, Cordero di Montezemolo, fa il suo mestiere, elenca i fabbisogni attuali, qui ed ora, di risorse umane. Da quando l'industriale perora la causa o le aspettative del lavoratore? casa mai pensa ai suoi figli cooptandoli nel suo ambiente. È anche vero che far laureare tutti non ha senso, costa soldi e impegno personale, e può creare frustrazione. I percorsi di vita, per fortuna restano personali, l'importante è assicurare che ciascuno abbia la sua opportunità.

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