POLVERE DI (5) STELLE

“Appendino, così non va adesso serve una svolta”

Invito critico del consigliere grillino Chessa. Dopo venti mesi di amministrazione “ritengo sia il momento di provare ad aggiustare la rotta, cercando una progettualità organica e prospettica”. In vista verifica di maggioranza e, forse, rimpasto di giunta

Un “cambio di passo” nell’amministrazione di Torino, guidata dalla sindaca M5s Chiara Appendino “è un’esigenza forte e innegabile”. La richiesta viene dall’interno dello stesso movimento, dal consigliere comunale Marco Chessa che sul suo profilo facebook fa autocritica e lancia un appello: “Per trovare delle soluzioni - scrive - credo sia necessaria un’analisi collettiva da parte della Giunta e della maggioranza consiliare nella quale sarà necessario bandire personalismi e alibi, abbattendo ogni forma di barriera mentale”. Già nelle scorse settimane Chessa non aveva avuto timore di portare avanti le sue idee non nascondendo il favore verso una nuova candidatura di Torino per le Olimpiadi invernali, vent’anni dopo quelle del 2006, mentre la settimana scorsa si è trovato, suo malgrado, protagonista della candidatura, poi ritirata dall'amministrazione, al vertice della Fondazione Filadelfia.

“Dopo quasi 20 mesi di mandato - è l’analisi del consigliere pentastellato - ritengo sia il momento di provare ad aggiustare la rotta, cercando di non limitare la nostra azione amministrativa alla sola gestione contabile, cercando di uscire da una eccessiva visione tecnica, cercando di trasformare un approccio troppo improntato sul quotidiano con una progettualità organica e prospettica”. L’invito di Chessa a “non nascondersi dietro l’alibi della gestione di chi ci ha preceduto” ma di “cercare nuove soluzioni per la nostra città” senza “essere succubi degli eventi e poco capaci di dominarli o autoreferenziali” arriva a poche settimane dalla discussione del bilancio di previsione che metterà alla prova la tenuta della maggioranza pentastellata e in cui la tentazione di ribaltare le responsabilità, di una manovra dura da far digerire ai torinesi, su chi c'era prima è molto forte.

Nella geografia del gruppo grillino, Chessa è sempre stato considerato un esponente moderato, talvolta insofferente nei confronti dell'ala più movimentista capitanata da Damiano Carretto e Viviana Ferrero, gli stessi che con vigore si sono opposti alla candidatura olimpica di Torino, da lui sostenuta con forza, assieme all'assessore allo Sport Roberto Finardi. In questo momento - aggiunge Chessa - mi chiedo dove stia andando la nostra amministrazione, quanto e come incida il nostro lavoro sulla vita dei cittadini e quale sia l’eredità che potremo lasciare alla nostra amata Città. La situazione economica che abbiamo trovato ci ha imposto delle manovre coraggiose, dolorose e drastiche” ma, dice, “non sempre siamo riusciti a comunicare nella maniera corretta le misure adottate o a far passare il messaggio che alcune scelte fossero imputabili ad un forte senso di responsabilità”.Secondo Chessa serve “un cambio di passo che dobbiamo e possiamo fare il prima possibile. Siamo ancora in tempo per farlo, ma senza aspettare. Torino lo merita”.

A questo punto non è da escludore un confronto serrato all'interno della maggioranza, quella “verifica” invocata proprio da Chessa che potrebbe riverberarsi anche nella giunta di Appendino, dove da tempo alcuni assessori sono finiti nel mirino della maggioranza in Consiglio. Componenti di una squadra che fatica, come Federica Patti, titolare dell'Istruzione ma considerata da molti “inconsistente”, oppure la collega ai Trasporti Maria Lapietra che sconta tutti i pasticci sulla metro 2 e un carattere spigoloso che l'ha portata più volte in rotta di collisione con il portavoce e ormai uomo ombra della sindaca Luca Pasquaretta, fino ad arrivare a Francesca Leon, assessore alla Cultura. Molto, tuttavia, dipenderà da cosa succederà dopo il voto del 4 marzo e dalla tenuta psico-politica della sindaca anche a fronte dell'esito delle inchieste giudiziarie che la vedono a vario titolo coinvolta.

print_icon

7 Commenti

  1. avatar-4
    16:03 Giovedì 08 Febbraio 2018 dedocapellano Non è colpa dell'Appendino ma........

    L’edizione 2017 del Rapporto Rota presentata ieri fotografa in maniera netta. I dati accumulati, lavorati e incrociati da Luca Davico, Luca Staricco e Luisa Debernardi, raccontano che se il peggio forse è passato, la situazione comunque non è rosea, anzi: Torino ha il più alto tasso di disoccupazione maschile (10percent.) del Centro-Nord ed è al secondo posto per disoccupazione femminile (10,9percent.).

  2. avatar-4
    15:55 Giovedì 08 Febbraio 2018 dedocapellano Basta M5S

    Ma come si fa a triplicare il permesso di parcheggio auto residenti, da 45€ a 180€ ? ! Il vero problema che non si sa più a chi dare il voto....

  3. avatar-4
    19:25 Mercoledì 07 Febbraio 2018 patty Prima che sia troppo tardi

    Serve dare una svolta, prendere una direzione decisa, altrimenti tra pochissimo sarà troppo tardi e non resteranno che le dimissioni della Sindaca

  4. avatar-4
    19:03 Mercoledì 07 Febbraio 2018 enrico1248 Peldicarota

    hai ragione su tutta la linea.ESCLUSO SUL TURISMO.I turisti sono aumentati dati ufficiali,almeno quelli...

  5. avatar-4
    20:55 Martedì 06 Febbraio 2018 PoveroDumas Per il bene

    Per il bene della povera Torino, tutti a casa, subito

  6. avatar-4
    14:22 Martedì 06 Febbraio 2018 moschettiere Cosa servirebbe

    La vera sola svolta utile sarebbe la sua dimissione, seguita dalla giunta. Cosa potrà servire un rimpasto tra incapaci? La città ringrazierebbe...

  7. avatar-4
    14:16 Martedì 06 Febbraio 2018 PELDICAROTA CHESSA DOVE VIVE?

    Ma non si è accorto che da quando c'è la giunta Appendino le periferie di Torino sono rifiorite? Che la disoccupazione è ai minimi storici e che le anagrafi danno la nuova carta di identità in meno di una settimana? Per non parlare di quanti turisti in più vengono a Torino per vedere quante biciclette ci sono finalmente in ogni angolo cella città?

Inserisci un commento