PADRONI & PADRINI

Governo elettorale al voto (degli industriali)

Passerella a Torino di Gentiloni e dei ministri Padoan e Calenda per "capitalizzare" l'azione dell'esecutivo su Impresa 4.0 e sostegno alla produzione. Il premier passa all'incasso: "L'Italia si è ripresa dalla crisi più terribile dal dopoguerra, merito nostro"

“L’Italia si è ripresa dalla crisi più terribile dal dopoguerra e il governo rivendica il ruolo di avere accompagnato la rimessa in modo del Paese. Bisogna dare continuità e stabilità al percorso di riforme avviato, non si può interrompere”. Da una parte ci sono i risultati ottenuti in questi cinque anni di legislatura, dall’altro le prospettive per i prossimi cinque in uno dei momenti più delicati per l’economia italiana, impegnata in una difficile transizione.  È su queste due direttrici che si articola il discorso del Paolo Gentiloni, a Torino per partecipare al convegno su Impresa 4.0 con industriali e parti sociali alle ex Ogr.

“Abbiamo una responsabilità – ha detto il premier - prendere questa favorevole congiuntura economica (di crescita), metterla al riparo dai rischi geopolitici e utilizzarla per ricostruire il tessuto sociale e un modello più coeso di società”. Tradotto vuol dire maggiore spesa per il welfare e per fare in modo che ogni strato sociale del paese sia in grado di intercettare la ripresa, a partire dalle fasce più deboli.

Al convegno hanno partecipato anche il ministro dell’Economia delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Tra gli interventi quello del presidente dell’Istat Giorgio Alleva, del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, della presidente di Rete Imprese Italia Patrizia De Luise, dei segretari generali Carmelo Barbagallo, Susanna Camusso eAnnamaria Furlan, dei Rettori del Politecnico di Torino Marco Gilli e dell'Università degli Studi Gianmaria Ajani e della Presidente della Fondazione Its Ict Anna Maria Poggi.

Fondamentale sarà il ruolo della manifatturiera, che “ha affrontato la transizione e ha le carte in regola per essere nel gruppo di testa in Europa anche grazie al piano Industria 4.0”. “Si pensava – ha proseguito Gentiloni - che la straordinaria evoluzione tecnologica avrebbe messo in luce le debolezze della manifattura italiana, le cose però non sono andate così”. Gli investimenti stanziati dall’esecutivo sono 9,8 miliardi, messi in campo dalla legge di bilancio, risorse che “possono dare ulteriore impulso” in questa sfida internazionale con i big come Usa e Cina.

Una linea seguita anche dal ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, secondo il quale “il piano Industria 4.0 va molto bene. Gli investimenti sono cresciuti dell’11 per cento, una percentuale cinese, molto superiore a quella tedesca” (frase con cui ha subito polemizzato la Camusso, che, quasi per deformazione professionale, derubrica il tutto a una "parziale ripresa degli investimenti privati ma siamo lontani dai livelli che sarebbero necessari"). Il programma di digitalizzazione e innovazione messo in piedi dal governo  “quest’anno vale 9,8 miliardi di euro” dopo i 20 miliardi dell’anno scorso e sposta “il focus verso competenze e formazione”. “La formazione, per cui è stato introdotto un credito di imposta - ha sottolineato il ministro - è la chiave di volta per far sì che il piano Industria 4.0 non spiazzi i lavoratori italiani”. Per Calenda, “questo deve essere un elemento cardine per rendere la transizione a saldo positivo”. Il secondo elemento su cui puntare nell’ambito della formazione, ha spiegato, “è quello degli Its: i dati sono lì a dimostrare che stiamo perdendo una occasione di mercato clamorosa. Abbiamo una richiesta clamorosa di studenti Its e questa è la soluzione più costruttiva e strutturale e meno costosa che possiamo trovare”.
 
Avere il cento per cento delle aziende italiane connesse a 30Mbps entro il 2020, e la metà di queste a 100Mbps è uno degli obiettivi del prossimo triennio, sul fronte delle infrastrutture abilitanti, del piano Impresa 4.0. Tra gli altri obiettivi che si leggono nelle slide, c’è un incremento da 80 a 90 miliardi di euro tra il 2017-2018 negli investimenti innovativi privati, un aumento di 11,3 miliardi di spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione con maggiore focus su tecnologie 4.0 entro il 2020, e una crescita di 2,6 miliardi di euro del volume degli investimenti privati early stage, cioè nella fase iniziale dell'impresa, mobilitati entro il 2020.

Il segretario della Uil Barbagallo chiede un accordo con Confindustria per “gestire gli eventuali effetti occupazionali ” e puntare “in quelle realtà interessate ai cambiamenti dettati dall'innovazione, a una riduzione mirata dell’orario di lavoro”. E inoltre pone l’accento sulla necessità di “incrementi salariali” nell’ottica di una “redistribuzione della ricchezza” che “aumenti il potere d’acquisto delle famiglie, l’unica leva per rilanciare il mercato interno”. Un pungolo cui non si sottrae il leader di Confindustria Boccia: “È anche nostro interesse che aumentino ma bisogna costruire un percorso di fiducia, iniziare è già un buon punto, il punto di arrivo sarà alzare i salari”. “Quello che non possiamo accettare – conclude il numero uno di viale dell’Astronomia - è firmare accordi che possono paralizzare le imprese”.
 
 

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