Forza Italia
POLITICA & LAVORO

Embraco, si apre uno spiraglio

L'azienda annuncia la sospensione dei licenziamenti dopo l'incontro con il ministro Calenda, ma si attende il via libera della Whirpool. Pugno duro del governo che valuta una procedura contro la Slovacchia all'Ue per aiuti di stato illeciti

Un passo avanti, ma non definitivo. Manca la parola della Whirpool. Al termine dell’incontro di oggi in prefettura con il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e i sindacati, i rappresentanti della Embraco hanno affermato di poter prendere in considerazione il ritiro dei 497 licenziamenti dei 527 dipendenti dello stabilimento di Riva di Chieri, a rischio chiusura entro la fine dell'anno. Un’apertura che dà speranze, anche se il ministro non è ancora soddisfatto: “Giovedì mattina abbiamo un appuntamento a Roma dove l’azienda si deve presentare per firmare il ritiro dei licenziamenti”, ha detto incontrando i dipendenti in presidio in piazza Castello. Dopo quella firma potrà partire la cassa integrazione che permetterà ai lavoratori di questa azienda del gruppo Whirpool di avere un po’ di ossigeno e scongiurare la chiusura dello stabilimento della fabbrica che produce compressori per frigoriferi. Se invece la casa madre dirà di no, “la considereremo come una dichiarazione di guerra al governo”. Insomma, ora l'esecutivo mostra il pugno duro. 

Una contromossa è già pronta. In questi giorni Calenda, che ammette soluzioni diverse dal ritiro dei licenziamenti, avrebbe già mosso alcune pedine. Ha mosso il collega Angelino Alfano “per avviare una procedura formale in Europa nei confronti della Slovacchia”. Qui l’Embraco, azienda brasiliana che ha rilevato la fabbrica fondata dalla famiglia Agnelli, ha il suo stabilimento principale e vorrebbe spostare tutta la produzione. Calenda intende avviare queste pratiche europee “per verificare se c’è stato un accordo fiscale fra il governo slovacco e l’azienda che può essere discriminatorio. Vogliamo valutare se ci sono gli estremi per una denuncia per aiuti di Stato”. 

Se la trattativa avesse esito positivo, “una soluzione andrà ancora trovata, la strada è ancora lunga”. Della stessa idea i sindacati: “È stato fatto un grande passo avanti - afferma il segretario generale della Fiom di Torino Federico Bellono -. Ancora però non c’è niente di scritto, verificheremo se davvero ci sarà  una svolta giovedì prossimo”. Per il collega della Uilm Dario Basso, “il ministro ha assunto finalmente una posizione rigida, ha messo l’azienda con le spalle al muro - spiega -. Giovedì l’Embraco sarà obbligata a ritirare la procedura di licenziamenti. Se non lo farà Whirpool si assumerà  le responsabilità”.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento