Forza Italia
POLVERE DI (5) STELLE

M5s, Martelli molla (per finta)

Continua lo stillicidio di candidati grillini. Il novarese Carlo Martelli, capogruppo in Senato, "rinuncia" all'elezione per le irregolarità nella restituzione delle quote di stipendio. Intanto però andrà a Palazzo Madama, poi si vedrà

Più che una campagna elettorale, per il Movimento 5 stelle si sta trasformando in una corsa a eliminazione. Questa volta a cadere è un piemontese, Carlo Martelli, parlamentare uscente di Novara e uomo forte dei pentastellati che nell'ultimo anno di legislatura ha pure ricoperto il ruolo di capogruppo in Senato. Anche lui, come il collega Andrea Cecconi, è risultato non in regola con i rimborsi del proprio stipendio e ora, via facebook, annuncia la sua “rinuncia all’elezione”. “So di aver mancato nei confronti degli iscritti del M5s, anche se la mia coscienza è a posto perché ho restituito fino all'ultimo centesimo come promesso”. Martelli, infatti, la scorsa settimana ha sanato le sue pendenze con il M5s effettuando un versamento al fondo per il microcredito “per mettermi in regola con le restituzioni pubblicate sul sito tirendiconto.it” e ora fa sapere di aspettare la decisione dei probiviri sulla sua situazione. “Voglio solo precisare – si legge ancora nel suo post - che non c’è nessuna legge che ci obbliga a dimezzarci lo stipendio, quindi tutto quello che facciamo è su base volontaria. In questi anni ho rinunciato a 204.731 euro e questo resta”. Martelli fa sapere comunque che continuerà a fare campagna elettorale per il M5s. 

C'è da capire come potrà manifestarsi la sua rinuncia, essendo ormai in lista e peraltro in posizione blindata. Verosimilmente Martelli sarà eletto, essendo capolista nel listino proporzionale al Senato; tornerà dunque a Palazzo Madama e poi che succederà se i probiviri decideranno di archiviare la vicenda con una pacca sulla spalla? Senza dimenticare che le dimissioni dal Parlamento non possono avvenire da un giorno all’altro ma devono essere calendarizzate e votate dall’assemblea. Insomma, ci sarà tempo per cambiare idea. Che la mossa di Martelli abbia una regia nazionale lo dimostra la somiglianza del suo post nei passaggi più importanti con quello del collega (di parlamento e di sventure) Andrea Cecconi, un altro che oggi annuncia la sua rinuncia.

Intanto, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali, saltano altri due candidati grillini alle prossime politiche, dopo la rinuncia dell’impresentabile Emanuele Dessì e dopo l’affondamento dell’ammiraglio Rinaldo Veri, costretto alla rinuncia (questa vera, perché avvenuta prima della presentazione delle liste) perché già eletto in una lista civica a Ortona.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento