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Pd, sondaggi da incubo: zero collegi a Torino

Numeri da capogiro: en plein del centrodestra nel capoluogo, come nel resto della regione. I grillini non riuscirebbe a vincere nessun scontro diretto. LeU non sfonda, ma determinante nella sconfitta dei dem. Tre settimane per invertire la rotta

Che Torino non fosse più il villaggio di Asterix della sinistra era noto da tempo. Che il voto del 4 marzo possa spazzare via anche le ultime capanne rimaste è, invece, scenario da allarme rosso. Ovvero quello scattato nel Pd, a partire dal Nazareno dove si stanno studiando contromisure,  dopo la lettura di uno dei sondaggi che stanno circolando in queste ore e al quale parrebbe difficile riuscirne a contrapporre almeno un altro in funzione tranquillizzante. Prima di riferire le percentuali attribuiti alle principali forze politiche e coalizioni, va detto che proprio in base a questi dati il centrosinistra rischia di non vincere neppure un collegio uninominale alla Camera in città e nella sua cintura, potendo solo contare sul filo cui è appesa la candidatura del deputato uscente Umberto D’Ottavio nel suo collegio di Collegno. Altro dato per nulla trascurabile riguarda il M5s che non porterebbe a casa neppure un eletto nell’uninominale.

Ovvio, a questo punto, il probabile en plein della coalizione di centrodestra che, pronosticato come vincente in pressoché tutti i collegi della regione, era dato in difficoltà proprio nel capoluogo e provincia. Dove, invece, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e quarta gamba di Noi con l’Italia-Udc paiono in decisa rimonta. Partendo proprio dal centro cittadino, in quel collegio Torino 1 dove il centrodestra viene accreditato del 36% contro il 32% del centrosinistra e con i grillini fermi al 22% e Liberi e Uguali all’8%. Se queste percentuali venissero confermate nelle urne, ad essere eletto sarebbe il parisiano Marco Francia con una sconfitta del parlamentare uscente del Pd Andrea Giorgis, sostenuto apertamente da Sergio Chiamparino il quale si era speso a suo favore quando quel collegio era finito nel mirino del segretario regionale Davide Gariglio.

Quadro sostanzialmente analogo, sia pure con alcuni scostamenti, nel secondo collegio torinese dove la candidata del centrosinistra, Silvja Manzi, espressione della lista +Europa di Emma Bonino, sarebbe sconfitta dal berlusconiano Roberto Rosso (l’omonimo del più noto ex azzurro ora fittiano) visto che il centrodestra è dato al 34% ovvero tre punti sopra il centrosinistra e 9 in più dei grillini, con LeU che confermerebbe il trend nazionale del 7%. Il sondaggio condanna pure un’altra parlamentare uscente del Pd: Paola Bragantini nel collegio Torino 3 si fermerebbe al 31%, superando il M5s di 4 punti, ma rimanendo sotto di 2 rispetto al centrodestra che lì candida l’ex consigliera regionale Augusta Montaruli (fedelissima di Giorgia Meloni). E per un paio di punti (32 contro 34) rimarrebbe fuori dal Parlamento il senatore uscente Stefano Lepri che corre per la Camera nel quarto collegio dove se i grillini restano fermi al 24% LeU si attesta sull’8%: in base a questi numeri sarebbe eletto l’Udc bonsignoriano Paolo Greco Lucchina.

Per trovare una capanna del villaggio di Asterix con più probabilità di rimanere in piedi rispetto alle altre bisogna andare a Collegno dove il centrodestra, che schiera la leghista Sara Zambaia, è conteggiato solo di un punto percentuale in più rispetto al Pd che candida D’Ottavio. È quello, però, il collegio dove i grillini balzano in avanti, arrivando al 30%, cifra assegnata anche al centrosinistra, mentre LeU pure lì viene indicato come forza in grado di intercettare l’8% dei consensi. Ben 10 punti staccherebbero nel collegio di Settimo il centrodestra dal centrosinistra con quest’ultimo al 27% superato addirittura di un punto di Cinquestelle e con LeU al 6, mentre a Ivrea la débâcle piddina sarebbe davvero pesante: i dem fermi al 25, superando di 2 punti il M5s ma inceneriti dal centrodestra forte di un 45%. Grillini avanti al centrosinistra (29% contro 25%) a Moncalieri dove Forza Italia e alleati sono dati al 38% e LeU al 6. Un misero 22% al Pd a Pinerolo dove i pentastellati sfiorano il 30%, ma il centrodestra raggiunge il 40.

Scenario prossimo all’apocalisse per la dirigenza democrat piemontese che, pur con le cautele che vanno riservate a sondaggi e proiezioni, certo non potrà dire bastevole l’essersi in gran parte garantita in posizioni sicure nei listini, tantomeno compensare la possibile disfatta nell’ex villaggio di Asterix guardando al resto della regione. Qui, da nord a sud, da est a ovest il centrodestra era già dato come la forza in grado di accaparrarsi tutti o quasi i collegi uninominali. Previsioni che i dati, in queste ore sotto gli occhi dei vertici piddini, confermerebbero accentuando spesso il divario, lasciando sempre il M5s al terzo posto. A Verbania il Pd sarebbe quasi doppiato (25% contro 49%) e dati di poco differenti disegnano lo scenario a Novara (46% centrodestra, 25 centrosinistra, 21% M5S e un deciso calo che troveremo anche in altre province per Liberi e Uguali dati al 5%). Il Pd prenderebbe esattamente la metà dei voti del centrodestra a Biella (24% contro 48, con Cinquestelle al 21% e LeU al 5%). A Vercelli le urne consegnerebbero un 44 a 27 con i grillini al 22 e l’alleanza di Pietro Grasso al 6%. Percentuale per LeU attribuita anche ad Alessandria, dove tuttavia il dato potrebbe essere più alto considerata la candidatura del senatore uscente Federico Fornaro, uomo di spicco della nuova formazione e con forte radicamento nel territorio. Comunque anche qui il Pd sconterebbe 11 punti di svantaggio rispetto al centrodestra (che ha in campo il segretario regionale della Lega Riccardo Molinari) rimanendo al palo del 28% incalzato dal M5s al 25%. Più alto il divario ad Asti: centrodestra al 43%, Pd al 25%, M5s al 24 e LeU al 6%. Cifra quest’ultima che scende di un punto a Cuneo dove a Forza Italia e alleati viene attribuito il 49% contro il 23% del Pd e il 22 del M5s. Infine Alba dove a differire rispetto al capoluogo di provincia è solo la percentuale che riguarda i democrat e i grillini, visto che questi ultimi sorpasserebbero il Pd di un punto, con Liberi e Uguali alla soglia minima del 4%.

Un quadro a dir poco allarmante per il Pd guardando alla partita del maggioritario, perché se è vero che in base a questi dati avanzerebbe più di un dito di una mano per contare i collegi in cui può sperare di vincere, è altrettanto vero che la percentuale di voti riversata sul proporzionale porta i democrat in Piemonte a una soglia decisamente superiore a quelle indicate a livello nazionale e grazie alla quale entreranno in Parlamento non solo i capilista ma anche i secondi e in alcuni casi fors’anche i terzi. Numeri da allarme rosso, senza dubbio. Ma forse anche per questo in qualche modo utili a una chiamata alle armi, da parte del Nazareno. Incominciando da chi in Parlamento sa che, bene o male, ci entrerà. Perché, per dirla con De Andrè anche se ci saranno quelli che si crederanno assolti (magari scaricando sul candidato di collegio) sono tutti coinvolti. E poi meglio allarmarsi davanti a un sondaggio con numeri da incubo anziché cullarsi su uno che fa sognare. Sarebbe un brutto risveglio.

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6 Commenti

  1. avatar-4
    23:04 Venerdì 09 Febbraio 2018 giacomo_b non è bastato il referendum

    la verità è che i candidati sono tutti mediocri e si legittimano fra di loro, nessun partito con una proposta politica ed un candidato decente avrebbe votato una legge elettorare come quella con cui andremo a votare. Speriamo che Renzi se ne vada, solo lui è riuscito a ridare linfa ad un berlusconi politicamente sepolto ed ad un disoccupato senza idee come dimaio. Nel momento in cui il PD avrà candidati decenti anche gli altri partiti dovranno per forza esprimere candidati più validi. AAA.....vendesi idee per programma elettorale, sconto su programma completo.

  2. avatar-4
    14:50 Venerdì 09 Febbraio 2018 PELDICAROTA GLI ELETTORI NON SONO MAI CRETINI

    Non è che un cretino diventa improvvisamente furbo perché vota come te. O viceversa. Sono le regole di quella che chiamiamo democrazia ( mei che niente...) poter votare anche i politici che sanno cavalcare l'onda del dissenso.

  3. avatar-4
    14:30 Venerdì 09 Febbraio 2018 rubatà si sa ...

    dare un voto a dimaio e come darlo a salvini.

  4. avatar-4
    11:41 Venerdì 09 Febbraio 2018 PoveroDumas Stupefacente

    Il dato in assoluto più strepitoso è quello riferito ai 5S! Se riusciranno a prendere tutti questi voti dopo lo scempio che hanno fatto di Torino, beh avrà avuto ragione il loro capetto a dare dei cretini agli elettori!

  5. avatar-4
    10:21 Venerdì 09 Febbraio 2018 capkirk Molto bene

    Lo sanno tutti che votare Renzi corrisponde a votare Berlusconi. Le "larghe intese" si vedono all'orizzonte.

  6. avatar-4
    09:35 Venerdì 09 Febbraio 2018 dedocapellano vince il "tanto peggio tanto meglio......"

    Bene, i Torinesi continuano nella loro vocazione "rivoluzionaria" ! cosa c'è di più rivoluzionario che dare il voto a Berlusconi?

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