Forza Italia

Torneranno i “Responsabili”?

Ormai non è più solo un chiacchiericcio. Dopo il voto, si dice in modo sempre più insistente, tornano le “grandi intese” e il tutto si può fare perché scenderanno in campo gli intramontabili “responsabili”. Ovvero quei personaggi che garantiscono , se richiesta, una maggioranza trasformistica e trasversale. A prescindere da chi li elegge e da quale schieramento vengono eletti.

Certo, i segnali ormai sono noti a tutti. C’è un convergenza politica abbastanza evidente tra il capo del Pd e il fondatore di Forza Italia per dar vita ad un esecutivo di “grande coalizione”. Il tutto, come ovvio, se il voto del 4 marzo non consegna una vittoria schiacciante e numericamente autosufficiente alla coalizione di centrodestra. Il che è del tutto possibile, almeno stando a ciò che dicono quasi tutti i sondaggisti. Ma la “grande coalizione”, o le “larghe intese” come comunemente vengono chiamate, sono sempre più gettonate. E tutto ciò, com’è del tutto evidente, riduce la stessa competizione elettorale ad una finta e virtuale concorrenza politica.

Certo, non mancano gli esempi concreti che accompagnano da tempo un eventuale e futuro accordo politico tra Pd, Forza Italia e gli immancabili “responsabili”. Dal comune avversario politico - i 5 stelle - alle molteplici candidature di ex esponenti del centrodestra nelle fila del Pd; dalla conclusione singolare della Commissione banche ad una sorta di “desistenza” virtuale in molti collegi uninominali con candidati che “non si disturbano” eccessivamente; dall’evitare di accentuare l’attacco politico reciproco - se non attraverso una palpabile finzione - a disegnare già scenari di collaborazione e alleanze.

Accanto a moltissimi altri esempi che si potrebbero citare. Ma, per fermarsi a quelli pubblici e percepibili da tutti, c’è comunque un dato politico che non può sfuggire a nessuno. Ovvero, la quasi certezza che torneranno i cosiddetti “Responsabili”. Ed è sufficiente questa banale considerazione per arrivare ad una conclusione politica: ovvero, le alleanze che si presentano di fronte agli elettori sono del tutto virtuali, finte. Cartelli elettorali destinati a sciogliersi come neve al sole appena le circostanze politiche lo richiedono. Circostanze che non vengono neanche più sottaciute. Anzi, vengono quasi platealmente acclamate come unica strada per garantire governabilità al paese e dare un assetto sicuro al sistema. Con tanti saluti al centrodestra, al centrosinistra e ai cosiddetti “programmi” dei rispettivi schieramenti.

Ora, se dovesse essere questo l’esito concreto della consultazione del prossimo 4 marzo, non lamentiamoci poi di un ulteriore e progressivo allontanamento dei cittadini dalla politica con relativo e conseguente astensionismo elettorale. Senza nascondersi solo dietro i dettagli tecnici di una pessima legge elettorale che permette di dar vita ad una coalizione che poi, il giorno dopo il voto, viene puntualmente rinnegata e buttata nella spazzatura. Vedremo...

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1 Commenti

  1. avatar-4
    14:50 Mercoledì 14 Febbraio 2018 patty Caro Merlo, l'impressione è che a Lei le larghe intese andrebbero benissimo, se ci ricavasse un posticino!

    Dico, uno che è nato nella DC della prima repubblica si scandalizza per le larghe intese? Dopo più di 30 anni in politica e quasi 20 in parlamento? Merlo, la faccia finita con questi scritti intrisi di ipocrisia.

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