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CINQUE CERCHI

Olimpiadi, una parola Chiara

In Città Metropolitana il Pd prova a stanare la sindaca: "Presenti il dossier e promuova la candidatura dei siti olimpici cittadini e montani". Ma Appendino, per ora, non si pronuncia

Come una novella Capitan Tentenna, Chiara Appendino sulle Olimpiadi non si pronuncia. Non dice sì ma neanche no, sguscia via da una discussione che coinvolge da settimane istituzioni e stakeholder, sempre più ostaggio dell'ala più radicale del Movimento. Per provare a stanarla, il 31 gennaio scorso, i consiglieri metropolitani dei territori olimpici Monica Canalis e Mauro Carena (entrambi del Pd) hanno presentato una mozione per chiederle di uscire allo scoperto e dichiarare le sue reali intenzioni. La mozione, un atto politico che verrà votato il 7 marzo prossimo, è sostenuta in modo compatto dal centrosinistra e dal centrodestra, cioè dalla maggioranza del Consiglio. “La Città Metropolitana di Torino è favorevole alla candidatura alle Olimpiadi 2026”, annunciano Canalis e Carena. 

“Torino dispone di un patrimonio impiantistico sportivo unico, oltre ad avere competenze ed esperienza nell’organizzazione delle Olimpiadi, che renderebbero fattibile e propizia una sua candidatura ai Giochi Invernali 2026 - afferma la consigliera comunale del Pd Canalis -. Il riutilizzo del patrimonio esistente consentirebbe di riqualificare gli impianti e risparmiare risorse, organizzando dei giochi low cost”. Per dar maggior forza alle sue opinioni l’esponente dem sottolinea come “tutti i Comuni Olimpici (Bardonecchia, Cesana Torinese, Chiomonte, Claviere, Pinerolo, Pragelato, Prali, Sauze d’Oulx, Sestriere e Torre Pellice) si sono detti favorevoli ad una riedizione delle Olimpiadi invernali" e che "manca solo il Comune di Torino". 

L’elenco delle candidature per ospitare i giochi del 2026 non è stato completato e anzi, poche città hanno presentato dei dossier. Le Alpi torinesi partirebbero avvantaggiate perché - ricordano i consiglieri nella mozione - “Torino dispone di un notevole patrimonio di impiantistica sportiva, oltre ad avere competenze ed esperienza, che renderebbero fattibile e propizia una sua candidatura". Inoltre "il riutilizzo del patrimonio esistente consentirebbe di risparmiare risorse, organizzando dei giochi low cost”. A disposizione, poi, ci sarebbero “diverse decine di milioni di euro, frutto della buona gestione delle Olimpiadi 2006”.

Alla fine del documento Canalis e Carena chiedono alla sindaca pentastellata di impegnarsi a “percorrere tutte le strade possibili per contribuire anche istituzionalmente al dossier di candidatura di Torino e a presentarlo nelle sedi competenti”, ma anche a “valorizzare in ogni forma i siti olimpici cittadini e montani, cogliendo ogni opportunità di rilancio e riqualificazione”. Tutto dovrebbe essere fatto nelle vesti di sindaca della Città metropolitana che comprende anche i territori ai margini della provincia e tenendo conto “della necessità di valorizzare il potenziale turistico ed economico delle Valli Olimpiche e, più in generale, di tutte le valli della Città Metropolitana”.

Anche Sergio Chiamparino è andato in pressing su Appendino dichiarandosi favorevole a una riedizione, vent'anni dopo, della kermesse che ha sancito la nascita di una Torino pirotecnica come definita da uno studio di Belligni e Ravazzi tanto caro alla prima cittadina. Un dossier sarebbe già stato redatto dal presidente della Camera di Commercio Vincenzo Ilotte, un programma low cost attraverso il quale si potrebbero realizzare i giochi riuscendo quasi a dimezzare i costi rispetto al 2006. L'unica che finora si è tenuta a debita distanza da una discussione che invece la coinvolge direttamente è proprio la Appendino. Nelle risposte pubbliche sull'argomento ha passato ad altri la patata bollente, sostenendo che la candidatura spetta al governo. Il Movimento, in Consiglio, è spaccato tra coloro che vedono i Giochi come un'opportunità (colui che si è speso più di tutti è Marco Chessa) e l'ala oltranzista guidata da Damiano Carretto e Viviana Ferrero, secondo cui i grandi eventi, e le Olimpiadi in particolare, rappresentano la greppia in cui vengono fagocitati milioni e milioni di denari pubblici. Una fazione che ha registrato la scorsa settimana la defezione del sindaco grillino di Pinerolo Luca Salvai, appena designato dai colleghi dei comuni olimpici portavoce delle loro istanze presso Appendino.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    16:35 Lunedì 12 Febbraio 2018 Cronistapresente Quando si dice avere le idee chiare...

    Anche in questo il Movimento Cinque Stelle rivela tutta la sua accozzaglia di visioni e di progetti per la città ed il suo territorio. All'interno dei Cinque Stelle fra i Consiglieri scopriamo dunque esserci i 5 stelle e i 5 cerchi. Chi vincerà il derby?

  2. avatar-4
    14:25 Lunedì 12 Febbraio 2018 PELDICAROTA PRENDERE UNA DECISIONE?

    Ma è contrario ai principi del buon governo della cosa pubblica...

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