Forza Italia
SCONTRO DI CIVILTA'

Guerra d’Egizio, la marcia (indietro) della destra

L'epurazione del direttore del museo Greco? "Una fake news". Dopo la pioggia di critiche e distinguo, Crosetto impone la virata a Fratelli d'Italia. Meloni: "Polemica montata ad arte dalla sinistra"

L’epurazione del direttore del Museo Egizio Christian Greco? “Una fake news”, peggio “una bufala inventata dalla stampa”. È ammirevole il tentativo di Guido Crosetto di arrampicarsi sugli specchi per difendere Fratelli d’Italia, partito da lui fondato e in cui è tornato coi gradi di coordinatore nazionale, ma non foss’altro per la sua mole, il risultato rimediato dal Gigante di Marene è una abborracciata sconfessione dei suoi (ehm) compagni. “La notizia secondo cui Fratelli d’Italia vorrebbe cacciare il direttore del museo Egizio è una bufala inventata dalla stampa” è “montata ad arte dalla sinistra per coprire una iniziativa idiota del museo” ha detto Giorgia Meloni a Milano tornando a criticare i biglietti scontati per gli arabi.

Una marcia indietro imposta dopo la pioggia di critiche e distinguo piovute sui vertici di FdI, dal Movimento 5 stelle a Sergio Chiamparino, passando anche per gli alleati più moderati del centrodestra, come Raffaele Fitto, uno dei principali azionisti della quarta gamba. E così anche i protagonisti del pasticcio tornano sui propri passi, naturalmente dando la colpa a chi ha mal interpretato le proprie parole. “Non ho mai scritto di voler cacciare il direttore Greco del Museo Egizio, è semplicemente una fake news costruita ad arte da alcune agenzie che già avevano battuto la mia dichiarazione in modo corretto. Per il resto, criticare una scelta gestionale di un direttore il cui stipendio è pagato sì da una Fondazione, ma il cui fondatore principale è sempre il Mibact, ritengo sia ancora permesso in una nazione libera” afferma Federico Mollicone, responsabile comunicazione FdI. “Il mio intervento - prosegue - era contro l’appello dei Comitati scientifici del Mibact, che invece di esprimere pareri culturali interferiscono con la campagna che lo ha difeso. Uno strano conflitto di interessi. Pertanto consiglio al ministro Franceschini di ricordarsi la sua carica istituzionale e di censurare loro non noi”.

Da giorni esponenti di Lega e Fratelli d'Italia sono in polemica con il blasonato Museo Egizio di Torino, reo di aver lanciato - tra le sue tante iniziative promozionali – un’offerta per le giovani coppie arabe alle quali si offrono due entrate con un solo biglietto. E se i toni sembravano essersi placati venerdì con l’incontro tra Giorgia Meloni e lo stesso Greco (che aveva offerto alla candidata un libro sul museo e spiegato a lei e ai militanti che la accompagnavano che “il museo è aperto a tutti” e che l’iniziativa per le coppie arabe è solo una delle tante) è di nuovo bufera dopo che al museo è arrivata una nota di solidarietà dei comitati tecnici scientifici del Mibact, ovvero gli esperti che affiancano il Consiglio superiore dei beni culturali.

“Il nostro portavoce, Mollicone, è stato male interpretato. Si riferiva ai vertici del ministero dei Beni Culturali non al direttore del museo e ha fatto benissimo a ricordare loro che hanno sbagliato a cavalcare politicamente questa notizia, perché sono nominati politicamente e sono soggetti a verifica politica quando cambia l’esecutivo", ha continuato Crosetto spiegando che dietro al Museo egizio di Torino “c’è una fondazione, quindi il ministero non può cacciare il direttore”.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    21:30 Lunedì 12 Febbraio 2018 moschettiere Come avevo detto

    Una tempesta in un bicchiere d'acqua. Greco è in malafede perché la sua è stata un'iniziativa politica dalle tinte grilline e comunque discriminatoria. Ma non era il caso di farne una questione di Stato. Se ne sono accorti e il riposizionamento con retromarcia (poco elegante) era nell'aria. Ora per favore parliamo di cose importanti.

Inserisci un commento