Forza Italia
PARTECIPATE

L’ombra del fallimento su Tne

Torino deve mettere 500mila euro per salvare la società che gestisce le aree Fiat dismesse. Appendino punta i piedi (dopotutto lei voleva liquidarla) ma ora il rischio è di inguaiare la finanziaria comunale

Su Tne - Torino nuova economia - si allunga l’ombra del fallimento. La società che ha accompagnato (senza troppa fortuna) la dismissione e riconversione delle aree lasciate libere dalla Fiat a Mirafiori e Collegno, non ha presentato nei termini di legge l’istanza di concordato e di conseguenza, a oggi, è fallita. Gli spazi per salvarla – mettendo l’ennesima pezza su una partecipata che annaspa tra i debiti e con i creditori alle porte – ci sarebbero ancora, ma il clima di tensione tra i due soci cui è affidata l’operazione (Regione Piemonte e Comune di Torino) complica estremamente le cose.

Dal punto di vista politico c’è l’intenzione di evitare la liquidazione, ma è necessario andarci con i piedi di piombo poiché le norme nazionali sono piuttosto stringenti sulla ricapitalizzazione di società partecipate che chiudono in rosso per tre esercizi consecutivi. Per allinearsi alla legge Madia è stato chiesto all’amministratore unico di Tne Davide Canavesio un piano finanziario che riducesse il fabbisogno da 3,5 milioni a 2,5. Il piano, più volte rivisto, è stato affidato al professor Maurizio Irrera, avvocato e ordinario di Diritto commerciale all’Università del Piemonte Orientale.

Venerdì scorso piazza Castello ha dato il via libera alla delibera con cui Sergio Chiamparino (colui che da sindaco, nel 2005, diede vita a Tne per la realizzazione del Polo Tecnologico di Mirafiori e del Campo Volo di Collegno) s’è impegnato a intervenire per 2 milioni a patto che Palazzo Civico contribuisse per i restanti 500mila euro. Tutto risolto? Neanche per sogno. Dal Comune c’è chi ha buttato benzina sul fuoco, sostenendo che i patti fossero altri. A quanto risulta allo Spiffero Chiara Appendino non ha nessuna intenzione di mettere mezzo milione su una società che lei stessa voleva liquidare, essendosi già fatta carico di 2,5 milioni legati alla dilazione del debito tributario della società. “Se la Regione ci tiene a salvarla metta sul tavolo le risorse necessarie” è il ragionamento della sindaca, anche se un eventuale fallimento rischierebbe di ripercuotersi anche sul Comune, con la prospettiva di una svalutazione patrimoniale per Fct (la finanziaria di via Milano) per 16 milioni di euro.

Servono 500mila euro per chiudere la partita "in bonis" ma se la società vuole ripresentare un concordato è obbligata ad allegare il piano finanziario e le coperture. Sindaca e governatore si stanno parlando per trovare una soluzione. Il tempo, però, stringe.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    08:56 Martedì 13 Febbraio 2018 enzar TNE fake news ?

    Accidenti, ma è proprio vero ciò che scrivete? Sul sito ufficiale TNE leggendo sul curriculum del Canavesio, che per la verità pare un curriculum da postare su Linkedin e non su un sito istituzionale, si legge testuale testuale: “Dal 2012 è (Davide Canavesio) amministratore delegato di Tne – Torino Nuova Economia, la società proprietaria delle aree industriali dismesse di Mirafiori, partecipata da Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino. Dopo anni di stasi, la società è oggi ripartita avviando uno dei più grandi cantieri di Torino, la cui attività consentirà anche di ripianare i debiti” . E poi si parla tanto di controllo delle fake news….sito TNE da aggiornare velocemente prego.

Inserisci un commento