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Gtt, il rosso è di 64 milioni

L'azienda dà il via libera al bilancio 2016. Sulle perdite pesano "partite straordinarie" a partire dai 40 milioni per la svalutazione di crediti inesigibili (i cosiddetti disallineamenti). Ora la palla passa al Comune di Torino

Ripulito da tutti i crediti deteriorati, il bilancio 2016 di Gtt chiude con un rosso di 63,8 milioni, una voragine un buona parte colmata grazie all’intervento del socio pubblico (il Comune di Torino, tramite la sua finanziaria Fct), della Regione Piemonte e degli istituti bancari, come previsto dal piano industriale di risanamento e rilancio dell’azienda. Il via libera è stato dato oggi dal consiglio di amministrazione presieduto da Walter Ceresa, all’assemblea dei soci spetterà il compito della ratifica definitiva.

“Il progetto di bilancio disegna attraverso i numeri una società la cui gestione economica si presenta positiva e che prosegue un’attenta opera di riduzione dei costi” si legge nella nota dell’azienda, anche se al netto delle partite straordinarie, il conto economico chiuderebbe comunque in perdita seppur solo di 1,87 milioni, rispetto ai 200mila euro di attivo registrati nel 2015. Ma quali sono le partite straordinarie che causano il rosso? “La prima è legata all’acquisto dei nuovi autobus, punto centrale del piano industriale che peraltro ha già trovato una prima applicazione con il lancio di una gara per 174 nuovi veicoli – spiega Ceresa - Tale decisione ha inevitabilmente comportato una revisione della vita utile dell’attuale parco mezzi e di conseguenza dei relativi ammortamenti, causando un impatto negativo sul bilancio pari a circa 15 milioni. La seconda è l’iscrizione di un accantonamento di natura straordinaria del fondo svalutazione crediti, pari a circa 40 milioni, in relazione all’ipotesi di accordo transattivo relativo ai cosiddetti disallineamenti con gli enti”.

Senza le partite straordinarie, come detto, il bilancio di esercizio 2016 risulterebbe lievemente negativo (-1,87 milioni di euro). Dall’analisi della gestione operativa emerge un ebitda positivo e pari a 47,1 milioni di euro. Le voci principali della gestione caratteristica segnalano un aumento dei ricavi da traffico (biglietti e abbonamenti) che raggiungono i 107,4 milioni con un incremento dell’1,4 per cento. Trend in crescita anche per quanto riguarda i ricavi della sosta (+3 per cento). È continuata una politica di riduzione dei costi che ha riguardato in particolare i costi per i servizi scesi di 5,5 milioni (-5,7 per cento), con un contributo significativo dei costi assicurativi (-42 per cento a parità di copertura). Il costo del personale risulta invece di 217,4 milioni di euro (-4 milioni) per un totale di 4.761 addetti, circa 100 in meno rispetto al 2015.

La palla ora passa a Fct. Da una parte la finanziaria del Comune esprime “soddisfazione” per il via libera al progetto di bilancio, aggiungendo però che l’azionista (cioè il Comune di Torino, cioè Chiara Appendino) “completerà le verifiche sulla compatibilità con il piano industriale recentemente autorizzato da Fct in vista della prossima approvazione del bilancio da parte dell’assemblea dei soci”. Resta a questo ancora da capire in che modo Palazzo Civico intenda coprire quella parte di fabbisogno finanziario individuata dal piano e corrispondente a circa 25 milioni (anche se per l’azienda potrebbero essere un po’ meno).

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