RESISTENZA BRUCIATA

“Non parliamo con CasaPound”

I candidati di Pd e LeU, Giorgis e Grimaldi, rifiutano il confronto con il rappresentante della formazione di estrema destra. Il discrimine è l'antifascismo, affermano entrambi. Ma per Forza Italia è un atteggiamento antidemocratico

È polemica a Torino sulla partecipazione ad un incontro politico, in programma domani, dove è annunciata la presenza anche di un esponente di CasaPound, Federico DepretisPde LeU hanno deciso di non partecipare. «Qualche giorno fa sono stato invitato a partecipare al dibattito “Votati alla cultura” organizzato dal Polo Culturale Lombroso 16 di Torino, ho subito accettato l’invito, sia per l’argomento trattato, sia per stima nei confronti degli organizzatori. Leggo però ora che tra i relatori potrebbe esserci anche un esponente di CasaPound». Così Andrea Giorgis, docente universitario e candidato alla Camera nel collegio uninominale di Torino centro per il Pd, ha deciso di disertare: «Come ho anticipato agli organizzatori, credo che un confronto proficuo e sereno si possa svolgere solo tra persone e forze politiche che si riconoscono nei principi dell’antifascismo, dai quali è nata e sui quali si fonda la nostra democrazia costituzionale. Del resto, la cultura o è plurale e democratica e quindi antifascista, o non è». Sulla stessa linea, quella del rifiuto al confronto in nome di una militanza antifascista anche Marco Grimaldi, candidato di LeU.

Posizione su cui polemizza il coordinatore di Forza Italia di Torino Davide Balena, secondo cui «è tipico di questa sinistra pensare di potersi sostituire allo Stato decidendo chi ha il diritto di parlare e chi no, solo in base a ciò che meglio li aggrada. Il paradosso è che sia Pd che LeU in nome dell’antifascismo assumono loro stessi un atteggiamento fascista». Un antifascismo di maniera contraltare di un fascismo immaginario, caricaturale, parossistico che si alimenta proprio grazie alle (de)legittimazioni dei suoi altrettanto parodistici avversari.

Sempre in tema di “allarme democratico” 26 sigle nazionali e territoriali si sono unite a Torino nel comitato promotore di “Mai più fascismi” che avrà come momento centrale la manifestazione in programma il 24 febbraio a Roma. Associazioni, partiti, sindacati, movimenti che nel capoluogo piemontese invitano anche i candidati alle elezioni politiche a sottoscrivere l’appello e a impegnarsi «affinché nella nuova legislatura vengano rispettati i dettati della Costituzione e le leggi vigenti». Per la presidente provinciale Anpi, l’ex assessore comunale Maria Grazia Sestero «è un segnale positivo, in questo particolare momento, che così tanti soggetti si siano uniti nel nome dell’antifascismo». Un concetto ribadito dal segretario metropolitano del Pd Mimmo Carretta che evidenzia come, al di là delle divergenze su altri temi fra i partiti promotori, (Pd, LeU, Rifondazione, Partito Comunista, L’altra Europa con Tsipras) «c’è una base comune che ci unisce, l’antifascismo, l’amore per la Costituzione e la difesa della democrazia». Fra i promotori anche Cgil, Cisl e Uil, Libera, Uisp, Arci e Anppia il cui presidente Bruno Segre lancia un appello «affinché tutti facciano un esame di coscienza e moltiplichino gli sforzi per contrastare ogni tentativo di resuscitare il fascismo». Per la segretaria torinese della Cgil Enrica Valfrè, che parla a nome dei tre sindacati, «bisogna ricostruire la memoria, rendere evidenti e non sottovalutare tutti gli episodi che stanno accadendo e che non hanno nulla a che vedere con il vivere democratico».

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8 Commenti

  1. avatar-4
    12:12 Lunedì 19 Febbraio 2018 Valter Ameglio Raffronti

    A proposito della "propensione " democratica viene spontaneo il raffronto tra l'understatement tipicamente sabaudo dei ns candidati e la passionalità tutta napoletana dei centri sociali. In tempi dove il concetto di rappresentanza è gravemente delegittimato chiedo chi rappresentano sia i candidati e sia gli epigoni degli anni di piombo. Mi avevano insegnato che le idee si combattono con le idee

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    09:30 Sabato 17 Febbraio 2018 moschettiere Fughiamo ogni dubbio

    Il Fascismo è stato un fenomeno politico il cui bilancio è stato gravemente negativo. Nessun revisionismo, né concessioni, sono giustificabili. Ma esso è ormai consegnato alla Storia, non è più un evento vivo. E la Storia merita analisi e approcci adeguati e ben differenti dalla speculazione politica. Impostare la propria proposta politica - a 70 anni di distanza - sull'antifascismo equivale veramente ad essere privi di una strategia attuale. Allora perché non ricercare anche le radici del terrorismo odierno nella Carboneria o far risalire la violenza urbana alle ribellioni dei tempi di Menenio Agrippa? Il vero problema è l'incapacità della sinistra di compiere un'analisi serena dell'attualità, prigioniera com'è di fantasmi e pregna di risentimento e desiderio di impossibili rivincite. E non si rende conto - la schiera trinariciuta - che anche il Comunismo è morto e consegnato alla Storia, chiuso e giudicabile solo sul piano storico. Ecco perché la sinistra non può che essere perdente, esattamente come la destra non è e non può essere fascista. Le frange di eccesso, certamente esistono, ma come dicevano i nostri vecchi, "i ragli degli asini non vanno in Paradiso".

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    20:26 Venerdì 16 Febbraio 2018 gastone RIFLETTERE

    Prima di ogni altra riflessione mi domanderei: perchè atteggiamenti e comportamenti \"fascisti\" si ripropongono in Italia e in Europa? Negli anni seguenti alla prima guerra mondiale crebbero rapidamente con una forza enorme e un enorme consenso di popolo due dittature che ben conosciamo e d\'altra parte anche in Russia si installo\' una dittatura di \"tutto rispetto\"...Perché quando per anni i governi si rivelano incapaci di far funzionare i loro paesi e li portano allo sfascio esasperando il popolo emerge la spinta a una reazione drastica?

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    12:36 Venerdì 16 Febbraio 2018 PELDICAROTA NON VI E' NESSUNA REGOLA

    Casa Pound non è stata dichiarata organizzazione fascista? E questo basterebbe per obbligare qualcuno a confrontarsi dialetticamente con chi non rinnega Mussolini, le leggi razziali e le deportazioni nei campi di sterminio? Si confronti chi ne ha lo stomaco adatto. E a proposito della peggiore eredità del fascismo giurerei che sono stati i morti che a causato.

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    11:45 Venerdì 16 Febbraio 2018 abrecu fascisti

    Ancora una volta una provocazione fascista, questa volta da parte di Casapound i cui militanti - che teoricamente erano scesi in strada per protestare contro le violenze alle donne (ma solo se commesse da stranieri) se la sono presa con tre ragazze che avevano rifiutato di prendere i loro volantini). Secondo me con questa gentaglia non si parla, i commenti pelosi sono aria fritta di chi è probabilmente in sintonia con simili individui

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    09:27 Venerdì 16 Febbraio 2018 moschettiere Democrazia pelosa

    Tipica logica democratica pelosa della sinistra trinariciuta: la legittimità non è conferita dal rispetto delle norme ma dall'affinità ai propri canoni (di partito). Della serie: "siamo democratici e rispettiamo tutti, purché abbiano idee che ci piacciono". Non stupisce, è stato così per anni ai tempi della "logica" dell'"arco costituzionale" al di fuori del quale si sarebbe posto il MSI di Almirante, pur democraticamente e legalmente eletto. Hanno tre narici, non è colpa loro...

  7. avatar-4
    23:38 Giovedì 15 Febbraio 2018 silvioviale Rigurgiti di antifascismo.

    O CasaPound è fuori legge, e in tal caso si può discutere il perché, o non è fuori legge, e in tal caso, se si può presentare alle elezioni, è un interlocutore. Peraltro, se dovesse avere degli eletti, mica possono essere nascosti sotto il tappeto.

  8. avatar-4
    15:44 Giovedì 15 Febbraio 2018 Valter Ameglio Eredità

    La peggiore eredità del fascismo è stata l'antifascismo A. Bordiga

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