DIRITTI & ROVESCI

Gioco, il proibizionismo non paga

Appello bipartisan per modificare la legge sulle slot machine della Regione Piemonte. Cirio (FI): “Illiberale e inefficace”. Esposito (Pd): “Risposta sbagliata a un grave problema, quello della ludopatia”. In ballo 3 mila posti di lavoro. L'apertura di Chiamparino

Sul gioco la legge non vale la candela. Un appello bipartisan alla Regione Pemonte, a rivedere la legge sul gioco d’azzardo definita “sbagliata”, “inutile” e “dannosa” perché “non risolve il problema” e “colpisce il lavoro”. È il messaggio che arriva da alcuni esponenti di centrodestra e centrosinistra che hanno partecipato oggi al convegno promosso dalle associazioni di categoria “Liberi di scegliere basta proibizionismo”.

L’europarlamentare di Forza Italia Alberto Cirio propone di “fare un bilancio della normativa a un anno dalla sua approvazione per valutare se abbia avuto dei benefici o altrimenti sospenderla, perché è una legge ipocrita che viola anche le libertà personali”. Il senatore Pd Stefano Esposito vuole accelerare i tempi: “La battaglia - dice - va fatta subito perché il problema riguarda il lavoro. Ci strappiamo giustamente le vesti per i 500 lavoratori Embraco, qui si parla di 2 o 3 mila lavoratori in Piemonte che non possono rimanere invisibili”. Da Esposito dunque l’appello ai presidenti Chiamparino, Laus e ai capigruppo “per riaprire il tavolo su questa legge, frutto avvelenato di un Paese appassionato al populismo che è partita in un modo e poi - conclude - tutti hanno fatto +1”.

E mentre Luca Cassiani (Pd) parla di una “legge anticostituzionale che non mette un freno alla ludopatia e non guarda a quelle che possono essere le conseguenze” il segretario piemontese della Lega Riccardo Molinari osserva: “di fronte alla parola ludopatia si perde lucidità e vengono fuori leggi come questa che non eradica il problema e colpisce il piccolo commercio e penalizza quelli che sono presidi del territorio e della legalità come le tabaccherie e i bar. Auspico dunque - conclude - che tutte le parti politiche si mettano d’accordo per cambiarla”.

Un appello prontamente raccolto dal governatore Sergio Chiamparino, il quale non ha mai mancato di manifestare le proprie perplessità riguardo a questa legge: "Non mancherò di trasmettere anche formalmente l'appello del senatore Esposito alla presidenza del Consiglio regionale non appena l'assemblea tornerà a essere pienamente operativa, dopo la tornata elettorale del 4 marzo".

L’Istituto Milton Friedman ha presentato un vademecum per la lettura della legge del Piemonte sui giochi, illustrato durante il convegno organizzato da Fit ed Sts. “La legge piemontese, una delle più recenti in Italia in materia di limitazione all'offerta di gioco lecito - si legge nel documento -, ha recepito senz’altro le esperienze delle altre regioni, cercando di superare le criticità che erano emerse in sede di contenzioso con i privati. La normativa, tuttavia, finisce col presentare obiettivamente dei caratteri ultraproibizionisti. Nel tentativo di garantire una certa razionalità e proporzionalità in rapporto alle leggi delle altre regioni del Nord Italia, prevede delle differenziazioni tanto sulla base della popolazione residente nei singoli comuni quanto nel disciplinare il regime di transitorietà, che però in sostanza non presentano la necessaria ragionevolezza. La normativa infatti non è immune da critiche: resta irragionevole e illogica la previsione di diversi luoghi sensibili che sembrano difettare del bene giuridico oggetto di tutela. Oltre a ciò la previsione di distanze così elevate non potrà che riprodurre quell’effetto espulsivo del gioco lecito, teorizzato dall’Avv. Geronimo Cardia e posto a fondamento delle azioni contenziose di numerosi operatori del settore. Il combinato disposto delle disposizioni della normativa analizzata creerà di fatto un regime proibizionista nel quale, a causa della completa espulsione del gioco legalizzato, potranno fiorire forme di gioco illegale solitamente controllato dalla criminalità organizzata. È in particolare per questo motivo che, come Istituto Milton Friedman, ci siamo sempre opposti con estrema durezza alle normative, che come quella in questione, prendendo a pretesto la cura delle patologie endemiche alla somministrazione di gioco lecito, finiscono per creare un danno ancora più grande in termini economici e sociali . Il fine della nostra campagna informativa è proprio quello di far comprendere le criticità di un tale impianto normativo. Informare è la chiave per prevenire sia nell'ambito del contrasto alle patologie che in quello del contrasto alle normative superficiali e poco lungimiranti”.

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6 Commenti

  1. avatar-4
    19:00 Venerdì 25 Maggio 2018 annarossi48xxxxxxxxx svegliaaaaaaaaaaaaaaaa

    ma tu campi a spese dello stato o ti arrabatti ogni mattina per mandare avanti UN PICCOLO BUSINESS? hanno tolto le slot in 3 locali vicini al bancomat e ... chiuderanno: quindi niente iva tasi tarsi e irpef dall'anno prossimo in poi. se si volevano dimezzare le slot bastava toglierne la metà in ogni locale i ludopatici si iscrivono come gli alcolisti anonimi poi: scompaiono e tornano ai loro vizi ma le asl continuano ad averli iscritti, in questa italia c'è ancora il buon senso^ avete fatto un casino con sto distanziometro punto e basta bacchettoni con la soluzione a tutto vergognatevi! e poi date nuova licenza al locale distante 501 metri? se si dovevano dimezzare non si danno nuove concessioni! lo capirebbe una capra! manderò i miei figli a mangiare a casa vostra siamo senza lavoro con le vostre balle! '

  2. avatar-4
    13:31 Martedì 20 Febbraio 2018 moschettiere Verità

    La faccenda è solo politica e di interesse. Allo Stato non interessa nulla della salute fisica e mentale della gente. Adotta solo misure di facciata. Se così non fosse non lucrerebbe su tabacco e alcool. Ora sta pensando alla cannabis (business miliardario...) che renderà molto ma molto di più del controllo delle slot (diffcile e poco remunerativo in termini di tasse). Allora inventiamoci la bella azione contro le ludopatie delle sale giochi. Prova è che mica rinuncia alla vendita di grattaevinci e simili, anzi di quelli se ne possono comprare all'infinito...

  3. avatar-4
    08:45 Martedì 20 Febbraio 2018 enzar Non costringete i Torinesi a cambiare idea.....

    Che furbi questi signori politici pro slot. Adesso che i 5S potevano essere ben puniti per la loro prestazione deludente a Torino li si getta questo bel salvagente e li si regala la possibilità di essere gli unici a difendere la salute mentale e le tasche dei Torinesi. I tabaccai e baristi in genere votano già per i partiti tradizionali e soprattutto Lega quindi fate voi i conti e traete le conlusioni della stupidità di strategia politica.

  4. avatar-4
    21:24 Lunedì 19 Febbraio 2018 Gclegal Al convegno di oggi di FIT Sts e If abbiamo ricordato l’effetto espulsivo del distanziometro della Legge Piemonte

    Ringrazio l’Istituto Friedman per avere condiviso i contenuti espressi contro l’effetto espulsivo del gioco legale richiamato negli scritti dal 2011 raccolti nel testo La questione Territoriale – Il proibizionismo inflitto al gioco legale dalla normativa locale. Edito da GN media del 2016 - Studio Legale Cardia e Cardia - gclegal https://www.gclegal.it/it/la-questione-territoriale-proibizionismo-inflitto-al-gioco-legale-dalla-normativa-locale/

  5. avatar-4
    20:20 Lunedì 19 Febbraio 2018 fabioinviaggio L'unica informazione utile

    Prima del gioco d'azzardo di massa non c'era questa quantità di persone che andava nei Servizi a chiedere di smettere. Per me questo è l'unica informazione veramente utile e poco importa il loro numero. L'unica cosa saggia da fare, se qualcuno trovasse il coraggio, sarebbe di definirle i giocatori d'azzardo patologici come danni collaterali di una politica economica predatoria e distruttiva.

  6. avatar-4
    16:29 Lunedì 19 Febbraio 2018 tandem Prima di tutto

    Prima di tutto, e dovrebbe pensarci lo stato, sarebbe opportuno proibire la pubblicità, come si è fatto per le sigarette. E poi chi se ne frega dei posti di lavoro, se campano sulla pelle della gente, anche i boia rimasero disoccupati quando si abolì la pena di morte....

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