ECONOMIA DOMESTICA

Italiaonline, 270 lavoratori a rischio

Si prospetta un nuovo caso Embraco per l'azienda nata dalla fusione con Seat Pagine Gialle. Appendino: "Le istituzioni faranno la loro parte". La preoccupazione dei sindacati

Italiaonline come Embraco? Nei giorni in cui monta la polemica sulla delocalizzazione dell’azienda del gruppo Whirpool in Slovacchia con il licenziamento di 497 lavoratori dello stabilimento di Riva di Chieri, un’altra società rischia di lasciare a casa centinaia di dipendenti. Questa mattina, durante la commissione Lavoro del Comune di Torino i vertici di Italiaonline hanno di fatto confermato i timori di una imminente crisi. La Commissione Lavoro del Consiglio comunale ha audito in mattinata dirigenti e legali di Italiaonline. “Siamo qui per rispetto istituzionale e per ribadire che stiamo rispettando gli accordi siglati con i sindacati e col Mise. Per quanto riguarda il futuro, siamo un’azienda quotata in borsa” ha detto il responsabile del personale Andrea Fascetti.

L’azienda nata dalla fusione nel 2016 con Seat Pagine Gialle è proprietaria di Pagine Bianche e Pagine Gialle, dei marchi Virgilio e Libero (quasi 10 milioni di abbonati), della concessionaria web Iol Advertising, leader della pubblicità on line in Italia, e di molti tra i più noti portali della rete. L’invito all’audizione da parte dei Consiglieri comunali è motivato dall’imminente scadenza di giugno quando terminerà la cassa integrazione di 274 dei 397 dipendenti delle sede torinese.

“Vogliamo evitare una Embraco bis” ammonisce Chiara Appendino che questa mattina ha incontrato i lavoratori di Italiaonline in presidio, in occasione dello sciopero di 4 ore, sotto il Comune. “Le istituzioni stanno cercando di fare la loro parte e il nostro interesse è la tutela della filiera ma soprattutto dei posti di lavoro” ha detto la sindaca. “Stiamo parlando di persone e non di numeri”, ha aggiunto la sindaca ricordando l’intenzione del presidente della Commissione comunale Andrea Russi di convocare nuovamente l’azienda. “Firmerò anch’io la richiesta di convocazione - ha concluso la prima cittadina - e parteciperò alla commissione”. I lavoratori sono 394, di cui 104 in cassa integrazione a zero ore e 170 in cassa integrazione a rotazione. A livello nazionale i dipendenti sono 826, di cui 242 in cassa a zero ore e 297 a rotazione. La preoccupazione di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil si estende a tutto l’indotto ex Seat, circa 1000 lavoratori solo in Piemonte.

Gli assessori comunali Alberto Sacco e Marco Giusta hanno ribadito la necessità che venga mantenuto “il perimetro occupazionale” . “Siamo a disposizione delle parti sindacali e dell’azienda - sottolineano i due esponenti della giunta comunale - per costruire un futuro di Italaonline e delle sue controllate sul territorio, come ProntoSeat, per quanto è nelle disponibilità della Città”.

Anche dall’opposizione arriva la richiesta alla sindaca di “tirare fuori le unghie come ha fatto il ministro Calenda per Embraco” dice il vicepresidente della Sala Rossa Enzo Lavolta (Pd), perché “è inaccettabile che a pagare il profitto dell’azienda siano i suoi lavoratori ”

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