ECONOMIA DOMESTICA

Fca, nell’uovo di Pasqua altra cassa integrazione

Lunghe pause nella produzione in tutti gli stabilimenti torinesi del gruppo. Sulla linea del Suv Maserati a marzo si lavorerà solo una settimana. Per i sindacati non è più rinviabile il confronto con l'azienda sulle prospettive industriali

Sorpresa, non proprio gradita, nell’uovo di Pasqua per i lavoratori di Fca. L’azienda, infatti, si appresta a comunicare chiusure lunghe in molti stabilimenti, anche torinesi, a ridosso del periodo pasquale. A Mirafiori, sulla linea del Suv Levante, sono previste in tutto il mese di marzo solo otto giornate lavorative, alla Maserati di Grugliasco si prevede una settimana di cig a fine marzo. Cinque giorni di cassa a fine mese anche alle Presse di Mirafiori, fermate agli Enti Centrali di Mirafiori sia per marzo sia per aprile.

“Continua il calo di lavoro negli stabilimenti di Fca - commenta Federico Bellono, segretario della Fiom di Torino - ed è un processo che ormai va avanti dalla seconda metà del 2017. Non è più rinviabile un confronto con l’azienda sulle prospettive industriali e occupazionali: l’Investor Day di giugno è troppo lontano mentre gli ammortizzatori sociali di alcuni stabilimenti, come la Carrozzeria di Mirafiori, stanno andando ad esaurimento. È quindi importante l’incontro con i sindacati convocato da Regione Piemonte e Città di Torino per costruire un’azione più forte nei confronti di Fca”.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    12:01 Domenica 25 Febbraio 2018 Mario Chiusano Altro che caso Embraco!

    Sì il caso Embraco è grave, una società del gruppo Whirlpool, straniera, multinazionale, che aveva rilevato una azienda del gruppo Fiat (già...) e che adesso sta per \"delocalizzare\" la produzione in Slovacchia. Ma che dire che dire allora della stessa Fiat, che ha delocalizzato tutta la produzione della Fiat 500 L in Slovenia e in Serbia, dove paga gli operai 300 euro al mese, per utilizzare l'Italia solo come ricco mercato dove vendere le suddette vetture, carissime, a 25mila euro? Gli Agnelli/Elkann gli utili poi li mandano a tassare in Lussemburgo dove hanno trasferito la sede legale. Il capo manager Marchionne paga le tasse in Svizzera. E questi sarebbero gli imprenditori italiani (gentaccia a questi, dovrebbe dire Calenda). A Torino, dove negli anni '70 si producevano più di 1000 vetture al giorno, hanno lasciato una produzione residuale di poche decine di vetture al giorno, i suv di lusso Maserati e Alfa Romeo, con linee di produzione perennemente in cassa integrazione, quindi pagate dall'INPS, cioè dalle tasse e dai contributi degli italiani. I giornaloni, riportando le cronache di Embraco, nascondono questo altro vero scandalo.

  2. avatar-4
    14:59 Sabato 24 Febbraio 2018 gilgamesh ma che vuol dire?

    La Fiom sta dietro a questa iattura negativa, Nemmeno comprando una televisione riesci a fare una pubblicità pro FCA. La vogliono chiusa.

  3. avatar-4
    21:12 Venerdì 23 Febbraio 2018 moschettiere Marpionne

    Nomen omen. P.S. per lettura Chiara, traduzione su Wikipedia

  4. avatar-4
    18:20 Venerdì 23 Febbraio 2018 Pacioc E' evidente.

    La presa per i fondelli di FCA è alla fine. Tra non molto chiuderanno definitivamente e buonanotte auto a Torino. Solo degli sprovveduti, come hanno ampiamente dimostrato di essere FIM e UILM, Regione e Comune, potevano crederci. Incredibile!

  5. avatar-4
    17:20 Venerdì 23 Febbraio 2018 sandro.aa errare humanum est

    Forse i sindacati ed i politici dovrebbero smettere di fare finta che babbo natale esita. FCA (nemmeno più FIAT) adesso sta sfruttando tutti gli aiuti dello stato possibili (casse integrazioni di tutti i tipi), domani si comporterà come una qualsiasi multinazionale (vedi Embraco).

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