SOTTOVOTO

Fitto boccia Salvini premier: “Non è il nostro candidato”

Il leader della quarta gamba del centrodestra bacchetta gli alleati. “Forza Italia e Lega la smettano con l’assurda competizione”. La Flat tax proposta dal Carroccio è “improponibile” e la legge Fornero “va modificata non abrogata”

“Sbagliano Lega e Forza Italia a fare questa corsa a chi prende un voto più dell’altra. Non servono le conte, così come non c’è bisogno di un festival degli slogan e delle promesse, che poi fanno perdere credibilità a tutta la coalizione. Della quale, a nostro avviso, comunque Salvini non può essere il candidato premier”. Raffaele Fitto, nella coalizione rappresenta e guida la quarta gamba, quel Noi con l’Italia-Udc che proprio al leader del Carroccio aveva fatto arricciare il naso e tentare di mettere più di un veto, poi superato grazie a Silvio Berlusconi. Ma non è certo una ripicca a motivare il deciso ostracismo verso il numero uno di via Bellerio da parte di Fitto, da ieri in tour in Piemonte e stamani alla Gam di Torino insieme ai candidati Roberto Rosso, Paolo Greco Lucchina, Alessandro Cherio, e Rosalba La Fauci, oltre alla assai probabile presenza di Vito Bonsignore. L’ex ministro e già governatore della Puglia sa di provocare, con il suo niet a Matteo Salvini, reazioni non certo morbide da parte del Carroccio. Ne ha avuto un assaggio nelle scorse ore con la replica stizzita dell’assessore regionale ligure Edoardo Rixi, uno dei pretoriani del Capitano, che ha tagliato corto con un “decideranno gli italiani”.

Non saranno certo più morbidi qui in Piemonte, i leghisti, dove con Forza Italia hanno ingaggiato più che altrove una guerra all’ultimo voto e si dicono convinti di essere in forte vantaggio. Lei, onorevole Fitto, su Salvini non pensa proprio di rivedere la sua posizione?
“Assolutamente no. Intanto non c’è nessuna legge che prevede l’indicazione del premier e, poi noi in questa coalizione ci siamo e vogliamo discutere, partendo da un dato: il segretario della Lega premier non va bene, è un alleato, ma non è sintesi dell’intera coalizione. Noi riteniamo che la leadership debba essere ancorata su posizioni più moderate, che rappresenti nel modo più chiaro un profilo di governabilità che secondo noi Salvini, che è e resta un alleato, non rappresenta. Come lui dice legittimamente che vuole candidarsi a premier, noi altrettanto legittimamente diciamo che non ci va bene”.

Però Berlusconi dice che chi prende un voto in più, pensando di essere lui a farlo, esprime il candidato premier. Sarà una coalizione, ma le divisioni non ve le fate mancare.
“Veda, i sondaggi attribuiscono una vittoria politica al centrodestra, ma il tema è come trasformare questa vittoria da politica in numerica. Noi possiamo essere decisivi per raggiungere questo risultato e possiamo di dare il nostro contributo per un alternativa ai governi di sinistra ai 5 stelle”.

A proposito, che ne pensa?
“Che bisognerà capire alla fine della campagna elettorale in funzione del numero di parlamentari che perderanno, quanti ne avranno alla fine. Mi auguro che la gente si renda conto”.

Torniamo alla questione cruciale: anche in Piemonte, con un sguardo pure alle regionali dell’anno venturo, Lega e Forza Italia si sfidano all’ultimo voto, i loro candidati all’uninominale di Camera e Senato danno indicazione di votare il simbolo.
“Dico che non ha senso quella corsa. Noi siamo decisivi nei collegi, anche in quelli del Nord per non parlare del centro sud, per vincere gli uninominali. Quindi è un grande errore quello che stanno commettendo Forza Italia e Lega. Una piega sbagliata quella della contrapposizione interna: non si va da nessuna parte. C’è bisogno di lanciare un messaggio di serietà e credibilità”.

Par di capire che a suo avviso siete voi di Noi con l’Italia a tenere la barra della coalizione in senso letterale del termine, mentre le due forze maggiori si fanno la guerra. E così?
“Noi stiamo facendo il nostro percorso, siamo in crescita e oltre al dato dei sondaggi che non si possono citare, ma ai quali guardiamo con serenità e positivamente, contiamo su un contributo importante a livello territoriale che crescerà sempre di più nei prossimi giorni e sarà decisivo per un risultato al di sopra delle aspettative”.

Con Salvini, però, lei onorevole Fitto è in disaccordo pure sulla Flat Tax.
“La differenza tra noi e la Lega su questo tema è che noi siamo d’accordo sulla Flat Tax, ma non è che il programma lo definiamo come se fosse una promessa elettorale. Responsabilmente ci poniamo il problema di come renderlo praticabile. La Flat Tax al 15 % per tutti non proponibile. C’è bisogno di gradualità, di aumentare l’estensione della no tax area, da 8 a 12mila euro e individuare come fascia dei contribuenti tutti quei cittadini che sono fino a 55mila euro (il 95%) e un’aliquota del 25%. Declinata così è realizzabile, ma la Lega dice una cosa su cui non siamo d’accordo”.

E non lo siete neppure sulla legge Fornero.
“Quella legge ha dei punti che vanno modificati senza dubbio, ma non si può promettere che al primo consiglio dei ministri si dirà: abrogheremo la Fornero”.

Senta, se dal voto non uscisse una maggioranza in grado di governare e si prospettasse un governo di larghe intese?
“Non le vedo. E penso sia paradossale che in piena campagna elettorale si possa discutere di questo tema. È come se durante il primo e il secondo tempo di una partita le squadre si mettessero d’accordo per il pareggio. Siamo per un centrodestra che vinca, che faccia sintesi della sua coalizione”.

Nel frattempo sale la tensione e i segnali dell’estrema destra si fanno inquietanti. Lei è preoccupato di questa possibile deriva?
“Noi siamo convinti che il centrodestra debba essere rappresentato con modalità diverse. Non possiamo in alcun modo immaginare che nell’ambito dello schieramento di centrodestra che ci siano posizioni spinte verso l’estremo, ecco perché dico che per noi il leader che sintetizza la coalizione non è Salvini”.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    14:53 Domenica 25 Febbraio 2018 moschettiere Ragionevolmente

    L'analisi di Fitto è ragionevole. Ha ben compreso che la vittoria è sempre al centro e che occorre tenere la barra del timone salda in area moderata. Purtroppo poi c'è chi deve urlare e promettere la luna per raccattare voti. Salvini sa bene che la sua autocandidatura non è destinata ad avere un futuro, ma insistendo su questo tema (e in modo anche irritante nei confronti degli alleati, che non gli hanno conferito alcuna investitura) dimostra ben poca considerazione del proprio elettorato, trattandolo alla stregua di un gregge incapace di un'analisi della realtà obiettiva. Vuole parlare alla pancia della gente, per contare i voti e non le teste. Non agisce così un degno aspirante statista... Ha nuovamente ragione Fitto nel dire che FI e Lega non dovrebbero vivere questo tipo di antagonismo, ma anche questo è frutto del degrado del sistema. La coalizione di centrodestra, però, ritengo che sia stabile in termini numerici e molto fragile a livello politico, e non il contrario...

Inserisci un commento