VERSO IL VOTO

Renzi arruola Chiamparino

Il governatore contro gli scissionisti di Leu: "Non si ricostruisce l'unità della sinistra sulla sconfitta del Pd". E il segretario sfrutta l'assist: "Votare D'Alema è aiutare Salvini". Duemila persone all'happening di Laus al Lingotto. In platea pure lady Bondi

“Nessuno pensi di ricostruire il centrosinistra sulle macerie del Pd”. Dal palco dell’auditorium Gianni Agnelli del Lingotto, dove Mauro Laus - candidato nel collegio senatoriale di Torino - ha mostrato i muscoli con una kermesse all’americana davanti a quasi duemila persone, Sergio Chiamparino parla da padre nobile del partito, sprona tutti a “contrastare quel malessere rancoroso, nel più dei casi immotivato” che cova nell’animo degli elettori, ma anche a “ribaltare questo senso di pessimismo e sfiducia che c’è in una parte della nostra gente e che deriva dalle troppe divisioni e litigiosità che ci sono nella sinistra”. Di qui l’avvertimento a chi ha deciso di andarsene: “Senza la vittoria del Pd e del centrosinistra - ha concluso Chiamparino - non sarà possibile alcun processo di unità della sinistra”. Un assist perfetto per Matteo Renzi che finalizza nel successivo intervento: “Chi vota per il partito di D’Alema aiuta i candidati di Salvini ad andare in Parlamento”. Concetti espressi nell'intervento di apertura dallo stesso Laus, il quale ha spiegato che il partito "non è un vestito cucito su misura" e quindi "non si può pensare a farsene un altro appena c'è qualcosa che non va". 

Il numero uno del Nazareno blandisce a più riprese il governatore – “Bella Torino quando aveva sindaci che lo facevano in modo straordinario come Chiamparino, per me un modello amministrativo” ha detto Renzi, ricordando gli oltre vent’anni di amministrazione di Torino del centrosinistra. “Con noi i revisori dei conti controllavano il bilancio - ha aggiunto - noi non li facevamo dimettere”. Le foto insieme a favore di flash, i riconoscimenti reciproci dal palco: così il numero uno del Nazareno ha provato a sottrarre il presidente del Piemonte a trame più o meno delineate con cui un pezzo del partito si prepara da tempo al peggio. Sergio traghettatore dopo la buriana elettorale? Chissà.  

Chiara Appendino e Silvio Berlusconi sono i principali bersagli del Renzi in versione torinese. Il leader del Pd si sofferma anche sulla candidatura di Torino alle Olimpiadi del 2026: “è una buona idea – dice - se bisogna farle nell’interesse di Torino e del Paese non si può fare una polemica ideologica”. Mentre sul leader di Forza Italia ribadisce: "Sono 25 anni che promette di abbassare le tasse".

L’auditorium strapieno, i big del partito in prima fila a partire dal segretario regionale Davide Gariglio fino ai parlamentari uscenti e ora in corsa, Stefano Lepri, Davide Mattiello, Laura Pompeo, Antonio Boccuzzi che alla fine dell’happening si sono accalcati attorno a Renzi, chiedendo lumi, delucidazioni, un conforto su sondaggi e rilevazioni ormai segrete: “In città siamo testa a testa, fuori siamo a un’incollatura” li ha rassicurati lui. L’ultima settimana sarà decisiva, continua a ripetere ai suoi e poi verso Lepri “Oh Stefano, dobbiamo lavorare di più sul voto cattolico”. E fa effetto notare dietro le quinte anche la sagoma di Manuela Repetti, la lady Bondi che per anni ha frequentato la corte di Arcore e ora applaude ai “mi consenta” di Renzi. 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    12:58 Lunedì 26 Febbraio 2018 Bambù Chiamparino tutta la vita

    bisogna ripartire dai principi e dalla filosofia delle cose.

  2. avatar-4
    11:13 Lunedì 26 Febbraio 2018 ciumbia E perchè

    FASSINO non c'entra?

  3. avatar-4
    00:36 Lunedì 26 Febbraio 2018 gastone DISPERATA RINCORSA AL VOTO

    A Torino (come ovunque in Italia) il PD si sbatte per conquistare voti, qui non si rende conto delle immense delusioni, dei gravi disastri da folli concessioni ad amici degli amici, del debito pubblico colossale generato in anni di scellerate politiche di indebitamento (vedi Chiamparino), non vede la realtà. Non è interessante sapere che c'erano circa 2000 persone al consesso Renzi/Chiamparino, gli amici se la contano fra di loro, 2000 persone cosa rappresentano in una città di circa 850mila persone scazzate, deluse, tradite da una sinistra che li ha ridotti sull'orlo della bancarotta grazie a megalomanie di sindaci e assessori incapaci e arroganti? Le Olimpiadi sono un ricordo lontano, infarcito di fiumi di denaro buttato al vento che ha lasciato macerie inutilizzabili, strutture fatiscenti, progetti falliti, debiti folli. Chiamparino grande e impunito responsabile del disastro Torino, che faccia tosta!

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