ECONOMIA DOMESTICA

Un sottosegretario alle Pmi

Nel prossimo governo una delega specifica per le piccole e medie imprese. Lo propone l'Api di Torino. "Siamo l'asse portante del Paese ma non siamo adeguatamente rappresentati", spiega il presidente Alberto. Agenda per il futuro parlamento

Sono tante, seppur piccole, ma la politica spesso le relega ai margini. Per questa ragione, l’istituzione nel prossimo governo di un “sottosegretariato alle piccole e medie imprese” sarebbe un segno di un’attenzione speciale a chi rappresenta la gran parte dell’economia nazionale. È questa la proposta avanzata oggi dall’Api di Torino nel corso di un incontro con alcuni degli esponenti delle coalizioni in campo alle prossime elezioni che si è svolto questa mattina nella sede dell’associazione e dedicato alle imprese associate. Un confronto nel quale sono state affrontate i temi di politica economica, industriale e fiscale in grado di “cogliere le sfide del cambiamento e che sappia guardare alle pmi come al vero motore della crescita economica e sociale del Paese”.

Al dibattito – coordinato dal Presidente di Api, Corrado Alberto –, hanno preso parte Claudia Porchietto (Forza Italia) e in passato alla guida dell’associazione, per la coalizione di centrodestra, Anna Rossomando (Partito democratico) per lo schieramento di centrosinistra, e Paolo Biancone (Movimento 5 Stelle).

“Rappresentiamo oltre il 99% delle circa 200.000 imprese attive in Torino – ha sottolineato Alberto –  in termini occupazionali esprimiamo oggi l’80% della domanda di lavoro. Chi vuole governare l’Italia deve aver chiaro il nostro ruolo e le nostre istanze. Per troppo tempo le decisioni di politica economica sono state assunte in maniera miope e spesso distorta, guardando solo ad una minima parte dell’economia e della produzione. Le pmi chiedono al prossimo Governo attenzione alla loro specificità nonché strumenti e misure sistemiche per rafforzare competitività e lavoro. Se si vuole davvero far compiere al nostro Paese un salto in avanti, noi siamo pronti a contribuirvi ma chi governerà deve sapere che noi siamo l’interlocutore più serio, affidabile e rappresentativo”.

I temi da porre sotto attenzione riguardano: politiche industriali, fisco, credito e rapporti con le banche, scuola e formazione, politiche del lavoro. Ripensare e ammodernare le infrastrutture del Paese, passando per il compimento della Banda Larga. Includere nell’Agenda di governo una riforma della burocrazia, di riordino e semplificazione degli adempimenti, che oggi continuano a soffocare impietosamente le imprese. Sul fiscosi deve abbattere il peso del prelievo sulle imprese e renderlo comunque più equo e compatibile con la gestione aziendale, eliminando le storture normative e il carico burocratico. Circa il credito e i rapporti con le banche, è necessario riportate il sistema alla sua reale funzione di motore per lo sviluppo, eliminando anche in questo caso inutili passaggi burocratici, dando spazio ai confidi, creando meccanismi di valutazione che guardino con più attenzione alla progettualità d’impresa.

Sulla scuola e sulla formazionele pmi insistono per nuove formule di collaborazione più efficaci con il sistema dell’istruzione, che deve comprendere quali siano le esigenze della produzione. È necessario un coordinamento più stretto fra formazione e produzione per creare figure professionali coerenti con le competenze richieste, rendendo più agevole l’ingresso di giovani risorse nel mercato del lavoro. Sulle politiche dell’occupazionele piccole e medie imprese chiedono un abbattimento del costo del lavoro oltre che la conferma della contrattazione collettiva e di quella aziendale come metodi di definizione del mercato del lavoro, con una forte accentuazione degli interventi di welfare,di premio della produttività e salario variabile.

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