Fare i conti con la psiche

Come in quel comico film di qualche anno fa, possiamo davvero dire che “Anche i commercialisti hanno un’anima”. La sua, in particolare, si prende cura di professionisti e imprenditori in crisi, prima ancora di metter mano al loro modello 740. Fino a qualche anno fa, Emanuela Barreri era “soltanto” una commercialista e revisore dei conti, con uno studio di tradizione familiare nel torinesissimo quartiere di Cit Turin. Poi, decisa ad assecondare una passione che “covava” da anni, si è iscritta all'Università per studiare psicologia. E ha dato una svolta alla sua professione, dove numeri e psiche sono diventati due facce di un’unica medaglia. Oggi, come psicologa del lavoro, aiuta i clienti non soltanto a far quadrare i conti, ma anche a trovare percorsi professionali più efficaci e coerenti con i  propri obiettivi.

Sotto sotto, alla fine, lei è più psicologa o commercialista, Emanuela?
«Sono entrambe. L’esperienza come commercialista è fondamentale, mi aiuta a organizzare, a “inquadrare” ogni cosa. È un mestiere che ho scelto da giovanissima, quando è difficile individuare un lavoro che ti corrisponda per il futuro e pensi anche - giustamente- alle opportunità di lavoro. Negli anni però mi sono accorta che, quando un cliente mi sedeva di fronte, non vedevo solo numeri, ma una persona, le cui scelte finanziarie dipendevano anche da preoccupazioni, frustrazioni, desideri. Il cambiamento è arrivato qualche estate fa, quando, quasi per gioco, ho fatto il test d’ingresso alla Facoltà di Psicologia. Mi hanno presa e ho deciso: lo faccio».

Se n’è mai pentita?
«No, anzi! Certo, non è stato facile rimettersi a studiare in età adulta, con un lavoro, una famiglia e dei colleghi di studio praticamente coetanei dei miei figli. Ma è stata un’esperienza che mi ha arricchita: i giovanissimi sono molto più “digitali” di noi e con una grande apertura mentale. E lo studio della psicologia ha cambiato il mio modo di parlare, di approcciarmi agli altri. Insomma, di solito è invecchiando che si diventa più rigidi ma io invece ora mi sento molto meno “bacchettona” di quand’ero ragazza!»-

Cosa le ha insegnato questa esperienza?
«Che trovare il lavoro che ci corrisponda davvero è una delle più grandi fortune che possano capitare, è realizzazione autentica».

E come si fa, a trovarlo?
«Bisogna sapersi guardare dentro con molta sincerità. E non avere paura di rischiare, di fare scelte un po’ azzardate, di reinventarsi, anche quando non si hanno più vent’anni. Si parte sempre dai numeri, da dati certi, ma poi bisogna sapersi adattare in modo propositivo ad un mondo che cambia a gran velocità».

Si rivolgono a lei per questo?
«Anche. I miei clienti sono imprenditori che vogliono cambiare il loro modello di business o professionisti che magari stanno vivendo un momento di impasse. Tengo diversi corsi, individuali o a gruppi, indirizzati a chi vuole rimettersi in gioco professionalmente, alle donne che faticano a conciliare carriera e famiglia».

Come si fa e come fa lei, a fare tutto?
«Facendo anche io i miei begli errori! Conciliare lavoro e vita privata non è facile, per nessuno. Vogliamo sentirci apprezzati e così finiamo per fare sempre di più e di più ancora. Vogliamo fare tutto e bene. E questo alla lunga può diventare stressante. Arrivati al limite, dovremmo fermarci e domandarci se non valga la pena di rinunciare a qualcosa. Sa quale credo sia davvero il segreto? Dare valore al proprio tempo. Ogni giorno sappiamo quanto tempo abbiamo e siamo noi a decidere quanto ne vogliamo impiegare e per fare che cosa. Dovremmo farlo tutti, io per prima».

Altri cambiamenti in vista?
«Beh prima di tutto vorrei consolidare quello ho, un lavoro che mi appassiona. Ma qualcosa di nuovo c’è, in effetti: mi aspetta una bella sfida, quella di presidente dell’Environment Park, dove sono stata recentemente nominata. L’attenzione all’ambiente e l’innovazione sono temi che sento molto miei e sono felice di avere la possibilità di lavorare con questa realtà torinese d’eccellenza».

Nella sua vita c’è spazio solo per il lavoro o anche per qualche nuova passione?
«Diciamo che ne ho rispolverata una vecchia, quella per le arti marziali. Ho da poco ripreso a praticare il jujitsu, un’antica tecnica di lotta giapponese che basa tutto sul delicato, ma fondamentale equilibrio tra mente e corpo».

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