ECONOMIA DOMESTICA

I negozi sopravvivono ai supermercati

Aumentano a Torino le imprese del terziario e anche gli occupati. I piccoli esercizi scoprono nuove nicchie e provano a superare la concorrenza della grande distribuzione. Coppa (Ascom): "Un lento processo di risanamento"

È in crescita, dopo cinque anni, il numero delle imprese del terziario della provincia di Torino con un incremento di 1.468, e aumenta l’occupazione. Soffre il settore della cultura, con librerie ed edicole che chiudono, sono in difficoltà abbigliamento e giocattoli, mentre vanno bene il settore dell’accoglienza e della ristorazione, aumentano i negozi che puntano sul cibo di qualità. È quanto risulta dall’indagine di Ascom Confcommercio Torino con Format Research, realizzata attraverso 800 interviste telefoniche tra il 5 e il 20 febbraio. “La fiducia delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi della provincia di Torino è stabile. Il 2017 è stato un anno di ripresa, anche se non ancora soddisfacente soprattutto in alcuni settori – dice Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom -. C’è un lento processo di risanamento del tessuto imprenditoriale”. Le imprese prevedono per il 2018 un ulteriore miglioramento dell’occupazione, si rialzano i prezzi praticati dai fornitori, migliora la situazione relativa ai tempi di pagamento da parte dei clienti. Il 24% delle imprese è sfiduciato dal rapporto con le banche.

A leggere l’analisi emerge quanto il piccolo commercio si stia rinnovando e cambiando pelle per superare la concorrenza della grande distribuzione. I supermercati, dunque, non hanno ammazzato i negozi, piuttosto hanno cambiato il loro dna. Se da una parte sono state fortemente colpiti, negli anni passati, alcuni settori del mercato, in particolare gli alimentari tradizionali (il verduriere, la latteria o il macellaio per fare degli esempi) allo stesso tempo i dati dicono che il piccolo commercio si sta rinnovando attraverso prodotti di qualità, soprattutto nell’ambito del food. “C’è uno spirito di adattamento nei commercianti frutto anche di una maggiore consapevolezza – spiega la Coppa -. Chi oggi apre una nuova attività sa di dover proporre prodotti di qualità e innovativi perché il resto le persone lo trovano già negli impermercati”.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento