TRAVAGLI DEMOCRATICI

Chiamparino archivia Renzi
“Io segretario Pd, perché no?”

Il governatore disponibile a "dare una mano". Consiglia il leader dimissionario a una gestione collegiale della crisi del partito. Per la formazione del futuro governo spetta ai vincitori fare la prima mossa. "Non siamo stati convincenti"

“Candidarmi a segretario? Perché no? Io una mano la posso dare”. Così Sergio Chiamparino nel corso della trasmissione “Radio anch’io” (Rai Radio1), che questa mattina ha ospitato il presidente del Piemonte. “Io spero che Renzi voglia gestire questa situazione in maniera collegiale. Magari anche congelando le sue dimissioni. Dobbiamo decidere insieme che posizione prendere. Non ci dobbiamo sottrarre dalle responsabilità ma non dobbiamo neanche andare a togliere le castagne dal fuoco agli altri”, aggiunge Chiamparino. “Sono i vincitori che devono fare una proposta. Poi valuteremo”, dice ancora. Infine sulle decisioni sul futuro del partito: “Io credo sia giusto far pronunciare la base”.

“È chiaro che quello che è avvenuto” con le elezioni significa che una “parte consistente dei cittadini ha chiesto un cambiamento della classe dirigente, ha portato avanti la domanda di una società chiusa e sovranista e non è solo un voto di protesta ma di cambiamento che coinvolge la sinistra” che è stata “incapace di dare una narrazione di valori di una società aperta. Noi siamo stati carenti e la gente è andata da un’altra parte”, ha concluso.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    00:14 Mercoledì 07 Marzo 2018 gastone Immarcescibile Chiamparino

    Non gli è bastato distruggere Torino lasciandola sull'orlo del fallimento grazie a un debito pubblico spaventoso da lui prodotto in 10 anni da sindaco insieme ai suoi degno sodali, non gli basta gestire la Regione Piemonte con l'immobilismo e la filosofia del "la rangiuma" che tanto gli è cara, adesso vuole anche fare il segretario del pd...insaziabile, vorace, bulimico occupatore di ruoli di primo piano niente lo ferma, nemmeno la stangata di queste elezioni che sanciscono la fine di un'epoca, quella del suo partito e dei suoi compagni di merende, Chiamparino è davvero uno degli esempi del peggio della sinistra italiana.

  2. avatar-4
    18:20 Martedì 06 Marzo 2018 moschettiere Possibile?

    Ma è mai possibile che in tutto il Piemonte non ci sia una bocciofila che cerchi un direttore? Personalmente la cosa mi soddisfa: più certe menti restano al timone dei rispettivi partiti, più si ampia l'abbandono dei loro elettori!

  3. avatar-4
    14:31 Martedì 06 Marzo 2018 Blowing Pensione?

    Fino a quando penseranno di rimanere attaccati alla poltrona invece di andare a fare i nonni, il partito non potrà mai riprendersi. Ci sono molti giovani che dedicano e hanno dedicato tempo e risorse al partito che meriterebbero più considerazione da parte dei maggiorenti del partito stesso. Quando si ha una certa età e si è rimasti in politica troppo tempo sono più i danni che i vantaggi che si producono.

  4. avatar-4
    12:13 Martedì 06 Marzo 2018 tandem Appunto...

    ha perfettamente ragione sandro.aa. Se pensa al partito come ha pensato al Piemonte il PD può chiudere definitivamente bottega.....

  5. avatar-4
    11:54 Martedì 06 Marzo 2018 sandro.aa Pensasse al Piemonte

    Nonostante la batosta presa sembra che non sia cambiato nulla: sempre a pensare a tutto meno che la lavoro che "dovrebbero" fare. Se Chiamparino ed i suoi consiglieri non se ne sono ancora accorti comunico loro che "a breve" ci saranno le elezioni in Piemonte e che, continuando così, sarà un'altra grande batosta. Ha ancora un po' di tempo per darsi una mossa e fare "una narrazione" con fatti concreti, quelli che “il popolo” capisce al volo. Cito come esempio un breve elenco di problemi “in sospeso” su cui può intervenire direttamente: - Palazzo della regione - CSI Piemonte (e altri Enti regionali) - Trasporti torinesi (metropolitana, GTT) - Trasporti regionali (non la GRANDE TAV ma gli stupidi trenini usati dai pendolari) - Sanità (Oftalmico, “migrazione” dei malati in Lombardia) - ecc., ecc. Se riuscirà a risolverne almeno la metà può sperare di recuperare la gente che è andata da un’altra parte, altrimenti … pazienza, per citare uno dei suoi “ce ne faremo una ragione”.

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