INDUSTRIA & LAVORO

Caro Marchionne ti scrivo

Chiamparino e Appendino annunciano una lettera aperta all'ad di Fca per chiedere un incontro in tempi brevi. Preoccupazione per le incertezze sugli investimenti. Il governatore: "Torino headquarter ingegneristico di Fiat"

Da Sergio a Sergio. La situazione di Fca a Torino e Grugliasco torna a essere preoccupante e le istituzioni, Regione Piemonte in testa, si mobilitano. Così il presidente Chiamparino annuncia una lettera aperta a Fca per chiedere un incontro a Marchionne. Una decisione presa dopo aver incontrato i sindacati metalmeccanici per parlare del futuro degli stabilimenti piemontesi; un modo per dare un segnale tangibile dell’interesse della più alta carica istituzionale in Piemonte verso il destino degli stabilimenti Fiat. All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Gianna Pentenero e Giuseppina De Santis assieme al vicesindaco Guido Montanari e agli assessori al Commercio Alberto Sacco e al Bilancio Sergio Rolando. La missiva conterrà una richiesta di incontro da fissare in tempi utili in vista della predisposizione del piano industriale, la cui presentazione è prevista per il prossimo inizio giugno. 

Nella lettera, che sarà scritta a due mani con Chiara Appendino, troveranno spazio le preoccupazioni emerse dal tavolo e che riguardano in particolare: l’incertezza e i rallentamenti di produzioni già in essere e di progetti destinati a completarle, quali ad esempio il suv di gamma alta dell’Alfa Romeo, segnalate dal frequente ricorso alla cassa integrazione anche in reparti che mai l’avevano utilizzata; le incertezze circa i progetti in grado di misurarsi con i cambiamenti strategici che stanno avvenendo nel settore automotive, a cominciare dalla produzione di motori elettrici e ibridi e l’abbandono dei diesel, con tutte le implicazioni che questo potrà avere sui vari segmenti produttivi del gruppo; infine le preoccupazioni più ampie che derivano dalle incertezze sulle strategie generali del gruppo, che sempre di più si muove su una scala globale, e che potranno avere ricadute negative sull’economia e sulla società torinese e piemontese. 

“Da questa riunione è emersa la forte preoccupazione e nel contempo la presa di responsabilità di istituzioni e sindacati sul futuro degli stabilimenti torinesi e piemontesi di Fca, futuro che riguarda i posti di lavoro diretti e indiretti, perchéla produzione manifatturiera comprende gran parte del ricco tessuto industriale piemontese – dice Chiamparino -. Noi sappiamo che l’automotive a Torino non è solo Fiat ma riteniamo che la sperimentazione e la ricerca del gruppo nel campo dell’ibrido e dell’elettrico possano dare forza a tutto il comparto, implementando progetti che possano diventare attrattivi anche per altri produttori globali.La Regione ha impegnato molte risorse su un programma di sviluppo che prevede investimenti sul territorio torinese nel campo delle nuove tecnologie di propulsione, su cui il gruppo si muove forse con qualche ritardo rispetto ad altri competitor: il nostro obiettivo è che Torino, oltre a mantenere le produzioni manifatturiere, rafforzi la propria vocazione di headquarter ingegneristico di Fca”.

Le incertezze sugli investimenti futuri del Lingotto a Torino sono al centro delle preoccupazioni dei sindacati, ma anche del Comune che in una nota del vicesindaco Montanari e dell’assessore Sacco conferma i rischi di un disimpegno di Fca per una città che “non può vivere solo di trasformazioni edilizie, grandi eventi e commercio, dobbiamo preservare e sostenere le nostre aree produttive e mantenere qui un polo competitivo dal punto di vista del lavoro, della ricerca e dello studio legato al comparto automotive”.

“La riunione di oggi – affermano i vertici della Cisl regionale e provinciale, Alessio Ferraris e Domenico Lo Bianco -oltre a essere propedeutica alla ripresa delle relazioni industriali tra il Gruppo Fca e le organizzazioni sindacali, auspichiamo possa rappresentare l’inizio di un nuova fase di dialogo tra i principali attori istituzionali e sindacali del territorio. L’occasione è servita anche a mettere al centro del dibattito la crisi del settore manifatturiero, dagli ammortizzatori sociali ai processo di delocalizzazione, e la necessità di fare sistema per evitare il peggio e offrire certezze ai lavoratori coinvolti”. 

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1 Commenti

  1. avatar-4
    00:27 Venerdì 09 Marzo 2018 moschettiere Che cari

    Passato il tempo dell'Avvento, la letterina a Babbo Natale diventa fuori luogo. Allora, con medesimo spirito, ma soprattutto con analoghe probabilità di esito, i sognatori partono con la letterina a Marpionne. Sono le fiabe del 2000, per far liberare la fantasia dei piccoli, che sognano venti Gibli a Levante e tanti tanti posti di lavoro con canditi e caramelle...

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