GRANDI EVENTI

Olimpiadi, non siamo pupazzi

Una nuova edizione dei Giochi può essere un'occasione di rilancio per Torino, lo dicono tutti (pure Grillo). Ma "non diventi un alibi per non fare quanto serve all'economia torinese e piemontese". Confartigianato tranchant: "Non saranno Neve e Gliz a salvarci"

Calma. Intanto non è affatto scontato che vengano assegnate a Torino. Anzi, a dar retta ai rumors raccolti in ambienti politico-sportivi, qualora la scelta dovesse ricadere sull’Italia, superando alcuni intralci regolamentari (e pure di bon ton istituzionale), pare che il Coni non abbia intenzione di tirare la volata per il capoluogo piemontese. Milano è l’unica candidata che avrebbe in testa Giovanni Malagò. E se Beppe Grillo ha levato le castagne dal fuoco a Chiara Appendino, senza peraltro sedare le tensioni interne ai Cinquestelle subalpini, mai come in questo caso occorrono piedi di piombo e, soprattutto, vanno evitati facili entusiasmi.

A riportare la città coi piedi per terra ci pensa oggi il presidente di Confartigianato, Dino De Santis. “Tornare ad ospitare nel 2026 le Olimpiadi invernali rappresenterebbe per Torinouna grande occasione per rilanciare la propria immagine, un po’ appannata, e per poter nuovamente contare su importanti investimenti, recuperando peraltro impianti sportivi ora in disuso – scrive in una nota il rappresentante dell’associazione –. Spero che la sindaca Appendino quanto prima faccia proprio lo studio predisposto dalla Camera di Commercio, e dimostri che l’attuale amministrazione 5 Stelle non ha paura di confrontarsi con l’organizzazione di grandi eventi”. Tutto bene, ma i Giochi non possono essere la panacea dei mali che stanno attanagliando la città. “Però sia chiaro – conclude De Santis – non si può fare i nostalgici dei bei giorni del 2006 e non saranno certo Neve e Gliz a salvare l’economia torinese. Servono efficaci politiche relative ad investimenti infrastrutturali, serve tornare a dare ossigeno alle piccole e medie imprese, al commercio, agli artigiani. Non perdiamo l’occasione olimpica, ma questa non diventi un alibi per non fare quanto serve alle nostre imprese. Non saranno, purtroppo, dei pupazzi olimpici a salvarci dalla stagnazione”.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    18:28 Domenica 11 Marzo 2018 PELDICAROTA A PARTE IL FATTO CHE

    E' ancora del tutto "in fieri" che l'Italia ottenga le Olimpiadi invernali del 2026, è chiaro come il sole che nel caso ciò avvenisse le daranno a Milano. Grillo lo ha capito benissimo e con la sua mossa ha solo e semplicemente detto ai suoi sudditi che la Appendino non si tocca altrimenti rischia di non arrivare a fine mandato. SE le Olimpiadi dovessero darle a Milano vedrete che Grillo cambierà idea (lo fa spesso) perchè, in quel caso, bisognerà fare tutti gli impianti e non si potrà fare in formato "economico" o "green".

Inserisci un commento