PROFONDO ROSSO

Regione, tireremo la cinghia per altri vent’anni

Per pagare i suoi debiti la giunta Chiamparino spalma il disavanzo e si garantisce un po' di ossigeno per il 2018 e 2019. Reschigna: "Così la rata annuale passerà da 202 a 112 milioni". Il groppone dei derivati

Il piano di risanamento della Regione Piemonte prosegue e per dare un po’ di ossigeno alle disgraziate casse di piazza Castello, tra disavanzi e piani di rientro, si spalmano i debiti negli anni. Il disavanzo finanziario di 1,37 miliardi, certificato al 31 dicembre 2014 (e quindi da addebitare alla passata legislatura) sarà ripianato non più in sette anni, ma in venti, sfruttando una norma prevista nell’ultima legge di bilancio nazionale e alleggerendo le rate che il Piemonte è impegnato a pagare. Il nuovo piano di rientro che tiene conto di questa novità è stato approvato oggi in Consiglio regionale.

“Il Piemonte, per la copertura del disavanzo finanziario pagava una rata annuale di 137 milioni, che ora scende a 48 milioni – ha spiegato il vicepresidente e assessore al Bilancio Aldo Reschigna nell’illustrazione del documento in aula -. Questo significa che per la copertura sia del disavanzo finanziario, sia di quello dovuto al riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi, la rata annua passerà da 202 a 112 milioni”. “Questa somma - ha proseguito - è coperta per il 2018, ma resta il problema di trovare la copertura del 2019. Per reperire la somma contiamo su una previsione di maggiori entrate, non attraverso l’incremento della pressione fiscale ma grazie alla ripresa economica, oltre che su una riorganizzazione del debito rinegoziando i tassi di quattro mutui”. Secondo Reschigna la ripresa porterà a un incremento delle entrate tributarie nell’ordine di 28 milioni all’anno a partire dal 2019, mentre la rinegoziazione dei mutui, attraverso il riacquisto di uno swap da 125 milioni – strumento finanziario legato ai derivati – con le risorse di un fondo vincolato consentirà un minor costo di incidenza tra i 22 e i 25 milioni a partire dal prossimo anno. Altre risorse dovrebbero essere liberate attraverso operazioni sulla gestione della sanità.

Nella relazione finale sul piano di rientro, l’uomo dei conti di piazza Castello è tornato su una serie di nodi relativi al bilancio regionale. Primo fra tutti quello legato alla contabilizzazione delle rate di restituzione previste dalle anticipazioni del decreto legge 35, che in Piemonte (unica regione in Italia) entra negli equilibri di bilancio, riducendo le potenzialità di spesa dell’ente. Un tema su cui Reschigna ha parlato di un’attenzione da parte del governo “non nella misura che ci aspettavamo”, assicurando l’impegno della Regione a sanare questo vulnus con il prossimo governo, quando ci sarà. Reschigna inoltre ha rivendicato il lavoro di razionalizzazione della spesa messo in campo della giunta e lanciato una frecciatina al Consiglio, dal quale sono arrivati quasi sempre, in passato, e “sono portato a credere succederà anche nella prossima discussione sulla legge di bilancio, emendamenti che chiedono un incremento della spesa e non una sua riduzione”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    03:57 Mercoledì 14 Marzo 2018 Paladino Tanto per ricordare......

    Tanto per non dimenticare, la grana derivati è targata Bresso, premiata con un seggio europeo e Peveraro premiato con la presidenza IREN..... e poi il PD si chiede perché perde voti.....

  2. avatar-4
    01:50 Mercoledì 14 Marzo 2018 gastone Andiamo bene!

    Se, come scritto nell'articolo Reschigna :“ ..ha rivendicato il lavoro di razionalizzazione della spesa messo in campo dalla giunta e lanciato una frecciatina al Consiglio, dal quale sono arrivati quasi sempre, in passato, e “sono portato a credere succederà anche nella prossima discussione sulla legge di bilancio, emendamenti che chiedono un incremento della spesa e non una sua riduzione”. EMENDAMENTI CHE CHIEDONO UN INCREMENTO DELLA SPESA E NON UNA SUA RIDUZIONE??? ...NO COMMENT

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