VERSO IL 2019

Chiamparino apre i giochi (della sua successione)

Il governatore mette in campo gli alleati “fedeli” Giaccone e Portas per pungolare un Pd in pieno psicodramma post-elettorale. “Manca un anno alle elezioni regionali ma tra i dem nessun segnale di rinnovamento” e invocano un tavolo della coalizione

Presto che è tardi. Manca poco più di un anno alle elezioni regionali e mentre il Pd è in pieno psicodramma da sconfitta, gli alleati in Piemonte battono il tempo. Il distacco con il centrodestra (e i grillini) è enorme. Occorre mettersi in marcia, che nella liturgia politica si traduce con l’immancabile apertura di un tavolo. Lo chiedono il leader dei Moderati Mimmo Portas e il capogruppo della lista Monviso Mario Giaccone, due che a dirla tutta non si sono mai troppo presi, ma che ora si ritrovano fianco a fianco a pungolare il principale partito della coalizione. “Noi ci siamo” scrivono i due in una nota congiunta, tocca al Pd avviare la discussione - “sui temi” ça va sans dire – mettendo giù proposte su “sicurezza, lavoro, povertà, giovani”. Invece, il partito continua a rigirasi attorno al proprio ombelico, regolando i conti al proprio interno, proseguendo quel modo di fare politica “antico e controproducente” che inevitabilmente sarà bocciato dalle urne.

Salta all’occhio la tempistica con cui i due escono allo scoperto, all’indomani della direzione nazionale che ha sancito la fine dell’era Renzi (per ora) e dopo che Sergio Chiamparino ha provato a sfruttare i travagli democratici per gestire la propria successione, prima con un incarico di prestigio al Nazareno (traghettatore, padre nobile, saggio) poi con una responsabilità analoga sul piano regionale. Ricevendo, al momento, un fragoroso (e assai significativo) silenzio. Ora a sollecitare il dibattito sul dopo-Chiamparino è il suo uomo più fedele a Palazzo Lascaris, assieme a quei Moderati che da dieci anni sono un alleato leale e solido dal punto di vista elettorale.

Per concordare la strategia Giaccone e Portas si sono trovati veneredì scorso nella sede dei Moderati di via XX Settembre, mentre questa mattina il rieletto onorevole si è recato direttamente dal consigliere regionale in via Alfieri, sede del parlamentino piemontese, dove è ripresa l’attività dopo la pausa elettorale. Se non direttamente condivisa con il governatore piemontese, l’operazione non è certo né ostile né tantomeno estranea alle posizioni dell'attuale inquilino di piazza Castello. Anzi, a leggere sotto traccia la nota il messaggio indirizzato al Pd è chiaro e sembra rivolto in primis al segretario (e capogruppo in Regione, oltreché neo-deputato) Davide Gariglio quando parlano di un partito che “sembra non mostrare segni di rinnovamento”; frase che fa il paio con quell’appello ai giovani lanciato nei giorni scorsi proprio da Chiamparino. “Abbiamo tutti bisogno di un Pd forte, con cui condividere una strategia chiara e risposte ai temi che più stanno a cuore alle persone – scrivono i due –. Non ci interessano per ora i nomi dei candidati. Non vogliamo parlare di spartizioni tra correnti e partiti ed invitiamo il Pd a non farlo”.

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    03:52 Mercoledì 14 Marzo 2018 Paladino Vaneggia...

    Portas e Giaccone? Ma il Chiampa sta male o ormai odia il suo partito?

  2. avatar-4
    01:32 Mercoledì 14 Marzo 2018 gastone "SINISTRA" A TORINO TROPPO SPUTTANATA

    Negli ultimi circa 25 anni del suo mega potere la sinistra (pd) si è coltivata la \"Torino bene\" più super borghese e straricca: super-professionisti, fondazioni bancarie, forse massoni, industrialoni, salotti nobil/potentoni, ha trovato sistemazioni in Comune per ex manager FIAT, per gli amici degli amici, per i figlie dei \"bene\" annoiati, ha frequentato con scodinzolante piacere e arrivismo i salotti buoni, se ne è altamente fottuta deile tragiche problematiche delle periferie, dei giovani sbandati, delle categorie più colpite dall\'abbandono da parte di \"mamma fiat\" di migliaia di persone mollate cinicamente al proprio destino. Adesso a Torino gli \"sciagurati\" di sinistra parlano di “sicurezza, lavoro, povertà, giovani”. Dopo le batoste elettorali, adesso annaspano sbandierando parole d\'ordine che sarebbero dovute essere il fulcro del loro impegno (sinistra!) da sempre, la \"Torino bene\" delle zone ricche continua a votarli (e te credo, con tutti i favori che ha ricevuto in circa 25 anni non ha ancora capito che la cuccagna è finita!). Spiazzati, sconcertati, increduli, quelli della sinistra torinese (abituati a pensare di essere eterni detentori del potere feudale decennale che gli permetteva tutto, anche le più ignobili porcate e i più orrendi taroccamenti dei bilanci senza controlli) adesso parlano di problematiche sociali “sicurezza, lavoro, povertà, giovani”. Miserabili politici pd arroganti, sprezzanti e improvvidi, dopo avere snobbato cinicamente e scientemente queste tematiche per decenni credete che adesso qualcuno vi creda? Non sappiamo cosa succederà dopo di voi, ma una cosa è certa, la vostra stagione è finita, siete riusciti a distruggere totalmente gli ideali di una sinistra onesta e impegnata seriamente, di una sinistra onesta e consapevole dei reali problemi della città.

Inserisci un commento