Finanza a tempo e debito

Capita di sentire parlare di aziende industrialmente sane, ma finanziariamente sull’orlo del fallimento. Un esempio noto di questa situazione è stato quello della Parmalat, che aveva un buon prodotto, un marchio affermato, vendeva bene, ma era piena di debiti derivati da azzardate operazioni attuate per mantenere il controllo della società nella mani della famiglia Tanzi e per acquisire altre società.

Questa casistica nasce dai diversi tempi delle operazioni economiche e dalla necessità di coprire queste differenze con l’indebitamento se non si hanno risorse proprie. Un esempio può spiegare meglio. Immaginiamo un dipendente con uno stipendio di mille euro che incassa al 27 del mese e che al primo del mese non abbia soldi. Ipotizziamo che riesce ad avere credito e riesca a spendere mille euro prima del 27. Il giorno di pagamento salda tutti i debiti. Dal punto di vista economico è in evidente pareggio, perché ha speso mille e guadagnato mille, ma dal punto di vista finanziario è un disastro, totalmente dipendente dal credito e senza liquidità propria. A lungo andare le difficoltà finanziarie diventano economiche, perché il credito ha un costo dovuto all’interesse richiesto da chi presta i soldi. Tornando all’esempio del dipendente, ipotizziamo che il credito di mille euro abbia un costo il primo mese di venti euro: al 27 rimborserà i mille euro, ma avrà un debito di venti. Se il secondo mese si comporterà allo stesso modo spendendo mille euro a credito, si troverà alla fine del secondo mese un debito di 40 euro più l’interesse sulle prime 20 euro per un mese, diciamo un euro, per un totale di 41 euro. Nel giro di un anno la situazione diverrà insostenibile.

Nelle imprese succede la stessa cosa, perché si è costretti a comprare merci e materie produttive, pagare i dipendenti, affitti, energia elettrica, ecc. prima di vendere il prodotto. Dal punto di vista economico l’azienda potrebbe essere in pareggio, ma la necessità di coprire il tempo incorrente fra uscite per acquisti per il ciclo produttivo e entrate dalle vendite del prodotto finito con del credito, potrebbe avere dei costi tali da annullare il possibile utile. Per questo è importante che ci sia equilibrio fra ciclo economico e ciclo finanziario sia per l’individuo, sia per l’impresa. Questo equilibrio va gestito con un misto di liquidità e credito.

Oggi le banche tendono a spingere prodotti come carte di credito e credito al consumo cercando di incamerare più interessi possibili. Ovviamente il loro scopo è fare utili e cercano di ricavarli dove è possibile. Per il consumatore, invece non sempre è bene indebitarsi per acquistare un bene di consumo, perché potrebbe finire in una sorta di circolo vizioso che lo porta in una situazione di sovraindebitamento e spendere quello che guadagna in interessi verso banche e finanziarie. Dal punto di vista economico potrebbe essere in una situazione tranquilla, ma la cattiva gestione finanziaria invece lo porta al disastro economico. A volte conviene aspettare per comprare qualcosa, risparmiando mensilmente, piuttosto che pagare una rata carica di interessi.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento