ECONOMIA DOMESTICA

Maserati a ruote sgonfie, lavoratori scrivono a Fca

Lettera aperta dei dipendenti dello stabilimento di Grugliasco, di fatto fermo da due anni tra cassa integrazione e contratti di solidarietà. “Servono almeno due modelli per garantire l’occupazione”

Le maestranze della Maserati di Grugliasco hanno scritto una lettera alla società nella quale esprimono preoccupazione per il loro futuro e chiedono al gruppo un maggiore impegno per salvaguardare l’occupazione. “Noi lavoratrici e i lavoratori siamo molto preoccupati per il nostro futuro. Sono due anni che utilizziamo in modo pressoché continuativo la cassa integrazione ordinaria. Adesso la situazione è peggiorata con la richiesta del contratto di solidarietà che prevede 933 esuberi temporanei”, si legge nella missiva. “A nostro giudizio l’unico modo per porre fine all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, per arrivare davvero alla piena occupazione dei dipendenti del gruppo Fca, è di implementare piani precisi di investimento e nuovi modelli di auto da mettere in produzione”, continuano, spiegando di ritenere che “per quanto riguarda la realtà torinese di assemblaggio finale, è fondamentale avere almeno due modelli se si vuole davvero garantire l’occupazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori”.

I lavoratori dello stabilimento di Grugliasco si dicono quindi stanchi “di sentire che tutto va bene, di stare tranquilli e che presto i problemi saranno risolti. Per noi sono solo parole”. Nella lettera si chiedono piuttosto “fatti” e per questo, concludono, “ci auguriamo che nell'incontro che è stato richiesto dalla Regione Piemonte, dal Comune di Torino, dalle organizzazioni sindacali, la proprietà dia indicazioni agli amministratori preposti, di dichiarare quali sono le intenzioni e le azioni da mettere in atto per salvaguardare l'occupazione”, auspicando “che questo appello non cada nel vuoto”.

La lettera è stata firmata da 782 dipendenti della Maserati di Grugliasco. “Le lavoratrici e i lavoratori hanno sottoscritto in massa la lettera aperta perché sono consapevoli che il loro futuro lavorativo dipende dalle decisioni che la Maserati prenderà in queste settimane”, commentano Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, e Giacomo Zulianello, Rsa della Maserati. “I lavoratori hanno la consapevolezza che devono arrivare nuovi modelli di autovetture da produrre per fare in modo di saturare tutti gli addetti dei due stabilimenti di assemblaggio finale, altrimenti ci saranno sempre lavoratori in esubero. Sanno fare i conti e iniziano a essere stufi di vedersi spostare da uno stabilimento all’altro senza mai avere la garanzia di essere occupati in modo stabile”, continuano i sindacalisti. “Anche per queste ragioni ci auguriamo che l’azienda risponda tempestivamente alla richiesta di incontro fatta dalla Regione Piemonte, dal Comune di Torino e dalle organizzazioni sindacali per definire il futuro degli stabilimenti torinesi di Fca. Se nulla dovesse accadere non escludiamo di fare altre iniziative per mantenere alta l’attenzione su un problema che sta raggiungendo dimensioni non più sopportabili. La crisi purtroppo non è finita e non finirà fino a quando ci saranno lavoratori in cassa integrazione”, concludono.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    15:15 Sabato 31 Marzo 2018 Paladino Tempestivita. ...

    E si accorgono ora che la Maserati è una mezza presa per i fondelli?

Inserisci un commento