POLITICA & SPORT

Olimpiadi 2026, Torino in gioco

Definite al Cio le manifestazioni d'interesse per i Giochi invernali. Per l'Italia oltre al capoluogo piemontese in lizza Milano e Cortina. Ma la candidatura sarà unica. Sette nazioni di tre continenti hanno avanzato la loro disponibilità

Sette paesi da tre continenti diversi hanno espresso una manifestazione d’interesse per ospitare i Giochi Olimpici di Invernali del 2026. Lo annuncia in una nota il Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, sottolineando che altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, stanno valutando l'idea di una candidatura per le Olimpiadi del 2030. L’Italia è in corsa con Cortina d’Ampezzo, Milano e Torino. Queste le altre città in lizza: Graz (Austria), Calgary (Canada), Sapporo (Giappone), Stoccolma (Svezia), Sion (Svizzera), Erzurum (Turchia). La città che ospiterà i Giochi 2026 verrà scelta in occasione della sessione del Cio in programma nel settembre 2019 a Milano.

“Accolgo con grande favore l’interesse dei Comitati Olimpici e delle città ad ospitare i Giochi Olimpici Invernali - ha dichiarato il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach - Il Cio ha voltato pagina per quanto riguarda le candidature olimpiche, il nostro obiettivo non è solo quello di avere un numero record di candidati, ma in definitiva quello di selezionare la sede migliore per i migliori Giochi Invernali per i migliori atleti del mondo”. Durante la Fase di Dialogo il Cio lavorerà con i rispettivi Comitati Nazionali per portare avanti le candidature.

L’Italia si presenta quindi con una specie di attacco a “tre punte”: i luoghi sono tre solo sulla carta, ma la candidatura sarà unica e, facendo leva su un unico nome, potrebbe allargarsi anche ad altri territori, tra cui il Piemonte e le Dolomiti. Questo è esattamente il senso della formula usata dal Coni e oggi ribadita dal Cio: Cortina/Milano/Torino. Dopo l’interesse espresso dal capoluogo lombardo, subito dopo le elezioni, anche Torino aveva deciso di cullare il bis olimpico (ha già ospitato i Giochi invernali nel 2006), poi il 29 marzo era stato il turno del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dal sindaco di Cortina d’Ampezzo, Gianpietro Ghedina, annunciare la manifestazione d’interesse ad ospitare i Giochi 2026. Un modo, forse, anche per aggirare i regolamenti che vieterebbero la candidatura del Paese che ospita l’assemblea del Cio: un appuntamento in programma nel settembre 2019 proprio a Milano. La fase di dialogo (iniziata a fine settembre 2017 e proseguita con uno studio di fattibilità a inizio anno) prevede la collaborazione tra Coni, città e Cio per “verificare la miglior soluzione che si adatti alle esigenze del Paese”, compresa quella di “allargare anche ad altri territori eventuali soluzioni per le differenti competizioni olimpiche”. Uno dei passaggi chiave per l’eventuale futura designazione della città italiana sarà legato anche alla individuazione dell’area preposta a costruire il villaggio Olimpico, mentre per una valutazione complessiva e “politica” dell’intero progetto manca ancora un tassello fondamentale: il via libera del governo, in corso di formazione, senza il cui sostegno qualunque candidatura verrebbe meno.

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