Bene il “lodo” Chiamparino

Ancora una volta Sergio Chiamparino ha indicato la strada giusta. Starei per dire politicamente corretta e concreta. Dopo le fumisterie renziane, la ridicola liturgia sulla “vocazione maggioritaria” del Pd accompagnata dalla sola stesura degli organigrammi di potere, Chiamparino ha avuto il merito e il coraggio di far saltare il giocattolino. Ora si tratta di guardare avanti. Cioè di saper ricostruire una vera coalizione di centrosinistra. A cominciare dal Piemonte, una delle regioni del Nord dove l’avanzata del centrodestra è quasi inarrestabile e la tenuta dei 5 stelle è fuori discussione. L’unico schieramento in forte sofferenza, almeno per il momento, è proprio la coalizione di centrosinistra. Come le elezioni amministrative in tutti i capoluoghi di provincia e in moltissimi altri comuni prima, e soprattutto le politiche dopo hanno ampiamente e persin platealmente confermato.

Ora, le strade che si spalancano in vista delle ormai prossime elezioni regionali sono sostanzialmente due: o si prosegue con il tran tran renziano fatto di propaganda, di sostanziale negazione della coalizione e di esaltazione di un partito che ormai è abbondantemente sotto il 20% oppure si sparigliano le carte. A cominciare, appunto, dalla costruzione di una vera coalizione di centrosinistra: plurale, di governo, autenticamente riformista e aperta alla società civile. In secondo luogo rimettendo in discussione i grigi e asfittici assetti di potere già definiti nel Pd piemontese e, in ultimo ma non per ordine di importanza, avanzare candidature alla Presidenza che diano concretamente l’impressione di una vera apertura superando i riti stanchi e sempre più obsoleti delle primarie. Come l’esperienza ha ripetutamente confermato.

Tutti elementi che si potrebbero semplicemente riassumere nel “lodo” Chiamparino. Adesso si tratta di consolidare e rafforzare quei tasselli che hanno l’obiettivo, almeno così pare, di dar vita ad una coalizione realmente competitiva nei confronti dei 5 stelle e soprattutto del centrodestra. Si tratta, quindi, di scegliere da che parte stare. Io credo che, e lo dico senza piaggeria alcuna e senza esaltazioni fuori luogo, il contributo politico e di metodo avanzato da Sergio Chiamparino ancora una volta centra l’obiettivo. Si tratta solo di non ostacolarlo pregiudizialmente e per un puro calcolo di potere.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    20:16 Lunedì 09 Aprile 2018 patty Merlo in cerca di nuove poltrone... intanto rinunci ai vitalizi

    Si vede chiaramente come l'on. Merlo cerchi di riposizionarsi per cercare qualche strapuntino. Invece di annoiare i lettori con i suoi non voluti consigli, cominci col rinunciare ai vitalizi. E già che c'è eviti di leggere i dati come le fa comodo, perchè se parliamo di Piemonte il PD risulta comunque al 20,9 per cento, mentre l'ennesimo partito in cui Merlo si è rifugiato (LEU) risulta al 3,7.

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