PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Asl, fornitori strozzati dai ritardi

Aziende sanitarie piemontesi le peggiori del Nord Italia per i tempi di pagamento (126 giorni in media per saldare una fattura). L'allarme di De Santis (Confartigianato): "Così si soffocano le capacità competitive delle piccole imprese"

Sono 126 giorni in media che le aziende sanitarie ospedaliere impiegano per saldare le fatture dei propri fornitori, con uno scoperto che, a febbraio 2018, è di 175,5 milioni. È quanto emerge dai dati di Assobiomedica, secondo i quali il Piemonte è la regione del Nord Italia che ha i tempi di pagamento più alti, in barba alla legge che impone il saldo entro 30 giorni, derogabili in alcune situazioni, a 60. Qui siamo oltre il doppio. Un dato ancor più preoccupante se paragonato alle altre regioni settentrionali, come Friuli Venezia Giulia (74), Lombardia (76 giorni), Trentino Alto Adige (81), Veneto (84), Emilia Romagna (90) e Liguria (91). Maglia nera la Calabria che impiega 333 giorni per onorare i propri impegni con i fornitori, quasi un anno.

“Occorre intervenire perché i ritardi di pagamento sono un cappio al collo delle nostre imprese, soffocandone le capacità competitive e le opportunità di rilancio”, sottolinea Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino. Il circolo vizioso è evidente: quando le pubbliche amministrazioni (e non solo) non pagano nei tempi stabiliti dalle norme, i fornitori vanno in crisi di liquidità, sono costretti a rivolgersi alle banche per ottenere una linea di credito su cui pagano gli interessi, s’indebitano e rischiano di saltare (soprattutto i più piccoli) per colpe che non sono loro. “Il malcostume dei ritardi di pagamento è duro a morire – prosegue De Santis -. I cattivi pagatori tengono in ostaggio gli imprenditori, costretti a chiedere prestiti in banca per finanziare la carenza di liquidità derivante dalle fatture non saldate, e rappresentano uno dei principali ostacoli alla ripresa economica”.

Non è bastato il decreto Sbloccadebiti del 2013 con cui l’allora governo Monti, attraverso la Cassa depositi e prestiti, stanziò 40 miliardi da drenare agli enti pubblici per consentir loro di far fronte ai debiti commerciali accumulati in anni di pagamenti in ritardo. Passati appena cinque anni l’Italia ha di nuovo il record negativo in Europa per i debiti commerciali della pubblica amministrazione verso le imprese fornitrici di beni e servizi e in questo contesto già tutt’altro che virtuoso il Piemonte e le sue aziende sanitarie, tra le quali c'è però un esempio virtuoso grazie all'Asl Cuneo2 di Alba, che entro 57 giorni salda le fatture.

C'è comunque un trend positivo da registrare. Dal 2009 al 2018 infatti si è più che dimezzato il tempo dei pagamenti, passando dai 278 giorni del febbraio di nove anni fa ai 126 giorni del febbraio di quest'anno. Un trend peraltro riscontrato anche nelle altre regioni. Ancora troppo poco, però.

I ritardi dei pagamenti hanno avuto pesanti conseguenze sul 37 per cento degli artigiani e delle piccole aziende. De Santis ricorda che uno su dieci dei piccoli imprenditori ha dovuto rinunciare a effettuare investimenti per lo sviluppo dell’impresa, l’8 per cento è stato costretto a ritardare a sua volta i pagamenti ai propri fornitori, il 7 per cento ha dovuto chiedere un finanziamento bancario, un altro 7 per cento ha ridotto le riserve di liquidità d’impresa, il 6 per cento ha ritardato il pagamento di imposte e contributi e un altro 6 per cento ha ritardato il pagamento dello stipendio ai dipendenti.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    16:40 Lunedì 09 Aprile 2018 tandem Risultati...

    Questi Sono anche i risultati dei continui accorpamenti e ristrutturazioni di questi 30 anni, più o meno ogni 5/6 anni, a partire dalla 1-23 vi sono stati movimenti e accorpamenti fatti male che pesantemente hanno inciso sulle organizzazioni tecnico-amministrative, Saitta e moirano hanno solo dato il colpo finale.

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