VERSO IL 2019

La svolta moderata di Salizzoni

Senza rinnegare l'amato Che, il chirurgo tesse la sua tela con l’ala “destra” della coalizione e incontra Portas: “Storie diverse ma molte cose in comune”. E in un faccia a faccia postprandiale Laus e Chiamparino fanno la pace

Più che il fegato a Mimmo Portas non è mai mancato il pelo sullo stomaco. E sì che ce ne vuole per restare sulla breccia quindici anni, sempre al fianco del Partito democratico, seppur ultimamente con qualche mal di pancia in più. Questioni di calcoli, non biliali ma più prosaicamente elettorali. E lui, alleato fedele, moderato “ma non fesso” come ama ripetere, ha voluto vedere chiaro sulla candidatura di Mauro Salizzoni a governatore del centrosinistra. Ci teneva a incontrarlo e così nel week end ha alzato il telefono e lo ha invitato per un caffè nel suo quartier generale di via XX Settembre a Torino, posizione strategica, a un tiro di schioppo da Palazzo Civico e quello della Regione. Un’ora e mezza di colloquio cordiale, “per conoscerci” dice Portas. Perché  “trovo confortante – premette Portas – che nel momento più buio per il Pd ci siano personalità di alto profilo pronte a impegnarsi e a dare una mano. Una disponibilità che accogliamo con favore”. A fare gli onori di casa il braccio destro dell’onorevole (rieletto in posizione blindata nella lista Pd) e presidente della Circoscrizione VI Carlotta Salerno, mentre quando ormai la visita stava per concludersi ha fatto capolino pure l’ex parlamentare del Pd, non riconfermato nelle urne dello scorso 4 marzo, Antonio Boccuzzi, che voci sempre più insistenti danno come probabile candidato di punta dei Moderati alle prossime elezioni regionali. Dato presente, ma solo nel comunicato ufficiale, l’assessore regionale Giovanni Maria Ferraris, che rappresenta i Moderati nell’esecutivo di Sergio Chiamparino. E che la lista centrista stia lavorando a tutto campo è testimoniato dall'adesione di due consiglieri della Circoscrizione 4, Luca Dellavalle e Margherita Alasia, che nelle scorse settimane avevano lasciato il Movimento 5 Stelle.

Tesse la sua tela Salizzoni, che passata la buriana democratica della scorsa settimana ora si muove a trecentosessanta gradi per sondare gli umori, fiutare l’aria perché se è vero che l’uomo non è un politico in senso stretto è però vecchio di quei boschi, uno che per passione e frequentazione ha bazzicato la politica da quando portava i calzoni corti e che ancora oggi tiene sulla sua scrivania la foto di Che Guevara. “Siamo in una fase in cui c’è un gran bisogno di parlarsi e scambiare delle idee - dice allo Spiffero il mago dei trapianti -. Con Portas partiamo da posizioni distanti ma ci siamo trovati d'accordo su molte cose”. A partire, probabilmente, dalla necessità di procedere spediti sulla realizzazione della Città della Salute che per i Moderati “è fondamentale, più importante delle Olimpiadi di cui si parla tanto”.

Rinfrancato dalla telefonata di sabato mattina ricevuta da Mauro Laus, che aveva contestato la modalità dell'investitura da parte di Chiamparino, per Salizzoni la crisi sembra rientrata: “Non mi sembra ci sia quel gran putiferio”. A confermare una seppur parziale schiarita nei cieli democratici anche il faccia a faccia avvenuto subito dopo pranzo in piazza Castello tra il governatore e Laus. Un incontro anticipato da uno scambio di sms mattutino e concluso con una “sincera” stretta di mano simbolo del chiarimento avvenuto (o quantomeno di una tregua).  

Prima delle regionali, però, ci sono le elezioni amministrative a Ivrea dove (lì sì) Salizzoni è senza dubbio candidato e lavora per un successo del Pd in una delle poche roccaforti del centrosinistra rimaste inespugnate dopo le elezioni del 4 marzo. Un risultato che ora rischia di essere compromesso dopo la fuoriuscita dal Pd di Elisabetta Ballurio, ex presidente del Consiglio comunale, che dopo avere perso le primarie ha abbandonato il partito, messo in piedi un paio di liste e ora sembra a un passo dal chiudere un accordo con il centrodestra. “Mi piacerebbe parlare una volta con la signora Ballurio, vorrei capire di più” dice Salizzoni. Ma lui non è un ortopedico, altrimenti saprebbe che la frattura, questa volta, è quasi impossibile da ricomporre.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    00:08 Mercoledì 11 Aprile 2018 gastone DELUSIONE

    Nella mia ignoranza sono stupefatto: immaginavo uno straordinario chirurgo come Salizzoni, comunista duro e puro, ammiratore del Che, che dopo la pensione si lanciasse in un impegno tosto andando nel sud Italia, nelle strutture sanitarie più disagiate, a portare la sua professionalità in aiuto alla parte più penalizzata del paese, a lavorare per coloro che, malati, devono venire al nord per farsi curare. E invece mi ritrovo questo luminare che briga e intriga per conquistare la poltrona di governatore, per conquistare il potere in accrocco con l'amico di cene Chiamparino e di tutti quelli che strisicano per un posto al seguito, l'ambizione di potere è davvero una gran brutta bestia!

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