ALTA TENSIONE

Centri sociali “semplici criminali”

Il questore di Torino Messina contesta la legittimità politica delle iniziative indette e capeggiate dalle frange antagoniste. "Preoccupante il richiamo alla lotta armata, usano violenza e lanciano molotov". Ma è cauto sugli sgomberi

“Richiamare la memoria della lotta armata mi preoccupa, non dimentichiamo che questa città in passato ha già pagato un prezzo molto caro”. Il questore di Torino, Francesco Messina, illustrando i dati relativi alle attività di polizia in provincia si è soffermato, in particolare, sugli ultimi episodi che hanno coinvolto centri sociali e forze antagoniste. “Vent’anni fa - ha spiegato il questore - i centri sociali milanesi si comportavano come quelli torinesi oggi. Nel capoluogo lombardo questo modo d’agire è stato superato. Qui non si tratta di soggetti politici, usano la violenza, lanciano le molotov e quindi vanno trattati come semplici criminali. La violenza, in un sistema democratico, non può essere usata come strumento politico. Per questo gli atti violenti divengono semplicemente espressione di criminalità che vanno represse nel rispetto della legge”. Poi, rispondendo su futuri sgomberi, Messina ha ribadito che “il compito del questore è tecnico-operativo, le decisioni si prendono in altri tavoli, a cui partecipano più attori. Di certo occorre equilibrio per le conseguenze che certe operazioni possono determinare”. Il questore, interpellato, poi, sui fatti dello scorso giugno accaduti in piazza San Carlo, durante la finale di Champions League Juventus-Real Madrid, ha quindi evidenziato che “a Torino c'è ancora spazio per eventi di piazza, serve una gestione intelligente, come si è dimostrato con il carnevale di Ivrea”.

Intanto a Torino calano i reati, soprattutto quelli contro il patrimonio, ma si registra un aumento di omicidi e tentati omicidi. È quanto emerge dal bilancio dell’ultimo anno di attività tracciato dal questore in occasione del 166° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. “L’andamento della delittuosità è in calo ma la paura dei cittadini non diminuisce - osserva Messina - bisogna incidere sulla percezione della sicurezza e aumentare la prevenzione e la repressione dei reati di strada, soprattutto nelle zone più complesse, dove sono molto diffusi scippi e rapine ai passanti”. Nell'ultimo periodo, sottolinea Messina, la presenza delle volanti è aumentata del 25 per cento. “I risultati finora ottenuti dagli interventi di controllo per il territorio sono positivi. Se a questa attività si accompagna una riqualificazione del territorio, credo si possa incidere in maniera ancora più efficace. Ci vogliono pazienza e metodo”.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    19:55 Mercoledì 11 Aprile 2018 gastone Bella domanda Paladino

    Certo un cittadino qualunque (almeno come me) non può avere soluzioni ma penso a una cosa semplice: se i media torinesi, in primis le redazioni locali dei nostri giornali, avessero il coraggio e soprattutto la "volontà politica di redazione" di pubblicare inchieste e ricerche SERIE sulla storia dei centri sociali torinesi, partendo ovviamente dall'origine, dai cattivi maestri, dai leader che oggi in discreta parte sono assurti a ruoli importanti e profumatamente pagati nel mondo della comunicazione, parlassero dell' appartenenza socio/politica di buona parte dei facenti parte dei centri, delle loro famiglie, delle loro "protezioni"...certo se...i nostri giornali locali sembrano così timorosi, tremebondi e paralizzati nell'andare in fondo a certi temi, che tutto rimarrà nel limbo. Secondo me una sana presa di coscienza di tutti (perchè noi sì e un po' di altri pure sappiamo, ma moltissimi no) potrebbe almeno aprire le coscienze e stimolare la visione della verità, forse sgradevole per certe fasce sociali ma obbligatoria (dovrebbe essere) in democrazia...ma forse tutto ciò da fastidio a troppi che hanno potere.

  2. avatar-4
    02:00 Mercoledì 11 Aprile 2018 Paladino E va bene....

    E va bene, bella e giusta analisi, anche se lo avevamo capito da un pezzo, e allora che fare?

  3. avatar-4
    23:45 Martedì 10 Aprile 2018 gastone Il questore Messina

    è troppo preparato e troppo intelligente per non conoscere a fondo la storia dei centri sociali torinesi e delle protezioni di cui si avvalgono da anni, protezioni che affondano le radici in certa politica e in certe stratificazioni sociali ad alto livello: non è un mistero che molti degli appartenenti e dei capi siano figli e/o amici degli amici della Torino borghese ricca e potente (magistrati, professionisti di grido, baroni universitari, intellettuali della sinistra radical chic, ecc.ecc.) personaggi intrecciati a quella parte di "sistema" alto borghese che negli anni '70/'80 a Torino giocava a fare il terrorista stando in salotto, sentendosi eroi della rivoluzione con i domestici che servivano champagne...travestendosi poi da proletari quando andavano ai cortei. Un caso fra mille: c'era un professore universitario (oggi fra i più prestigiosi e osannati professionisti di Torino), di antichissima stirpe nobile, proprietario di feudi importanti e castelli che negli anni '70 guidava, vestito in eskimo e scarponcini, i suoi studenti nel compiere appropriazioni proletarie di non ricordo quali negozi o attività commerciali!!!! Sradicare ed eliminare questa cancrena così protetta sarebbe davvero un'azione rivoluzionaria e ovviamente assai salutare!

  4. avatar-4
    13:58 Martedì 10 Aprile 2018 Valter Ameglio Corto circuito

    I centri sociali sono frequentati da criminali ma le loro sedi non possono essere chiuse se non da una decisione politica. La Sora Lella avrebbe detto " annamo bene, annamo proprio bene"

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