POLITICA & GIUSTIZIA

Finpiemonte, ora parla Gatti: “Quelle firme non sono mie”

L'ex presidente davanti al gip nega di aver disposto i bonifici indirizzati alle società di Piccini e Pichetti, arrestati con lui per peculato. Intanto il Consiglio regionale promuove un'indagine conoscitiva

Ha detto di non saperne niente. Anzi, di più: quelle firme non sono le sue, ma dei falsi grossolani. Così stamattina Fabrizio Gatti, l’ex presidente di Finpiemonte, si è difeso in carcere durante l’interrogatorio di garanzia di fronte al gip Rosanna La Rosa. Per quasi due ore e mezza, in presenza dei suoi avvocati Luigi Chiappero e Luigi Giuliano dello Studio Chiusano, l’ex presidente della finanziaria della Regione Piemonte ha risposto alle contestazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare. Tra gli atti, c’erano anche i documenti che dispongono i tre bonifici contestati partiti da conto alla banca Vontobel verso le società di Pio Piccini e Massimo Pichetti, i due imprenditori arrestati venerdì nella stessa operazione. L’ipotesi di reato formulata dal sostituto procuratore Francesco Pelosi, che coordina l’inchiesta della polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, è di peculato aggravato. Adesso Gatti, detenuto alle Vallette, aspetta la decisione del gip a cui ha chiesto una custodia cautelare più leggera del carcere, gli arresti domiciliari.

Gatti ha spiegato che quelle firme sono dei falsi talmente grossolani ed evidenti che non ci sarebbe neanche bisogno di una perizia calligrafica. Ha anche aggiunto un aspetto già ribadito da dicembre in poi: come presidente non aveva poteri operativi, non poteva disporre bonifici e fare contratti. Quindi, suppone il manager, qualcuno deve avere agito al posto suo. Ma chi? Quel che appare certo è che il trasferimento dei sei milioni di euro alle società di Piccini&Pichetti abbia giovato a Gatti e alla sua società, che ha evitato il fallimento, senza che fossero estinti i debiti con i creditori. Secondo la procura sono rimasti agli arrestati. Passati gli interrogatori di garanzia l’inchiesta cercherà di arrivare a scoprire chi possa avere aiutato i sospettati. Al momento non sarebbe ancora stati fissati altri interrogatori degli indagati o dei testimoni in attesa di valutare le dichiarazioni rese al gip e il materiale acquisito venerdì.

Su questa vicenda vuole vederci chiaro anche il Consiglio regionale. Durante il dibattito odierno in aula, il Movimento 5 Stelle è tornato a chiedere una commissione d’indagine che sarebbe sostenuta anche dal centrodestra, con alcuni accorgimenti: “Il modello ‘Casini’ (per la commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, ndr) è stato acqua fresca - ha detto il capogruppo FI Andrea Fluttero -. Noi vogliamo capire i meccanismi”. Vista l’azione della procura, l’atteggiamento della giunta è stato freddo al punto che il pentastellato Davide Bono ha sbottato: “O i regolamenti sono scritti male o non c’è la volontà politica, perché nella passata legislatura abbiamo fatto commissioni d’inchiesta sia con indagini penali in corso, sia senza”. Il presidente Sergio Chiamparino si è detto disponibile “purché non sia una inutile tribuna polemica”. Alla fine si decide per una indagine conoscitiva che sarà svolta dalla Commissione I (Bilancio e partecipate).

Alcune prime risposte sui “meccanismi” le ha fornite il vicepresidente Aldo Reschigna, presente in aula per rispondere al posto della collega Giuseppina De Santis, desaparecida per molti consiglieri della sua stessa maggioranza, che ne sottolineano l'assenza. Anche perché fu proprio nella seduta del Consiglio del 27 giugno scorso a rassicurare le opposizioni sulla solidità del sistema dei controlli di Finpiemonte: “Per quanto riguarda questo tema, ricordo che rispetto al sistema Eurofidi - dove, a mio parere, questo è effettivamente accaduto - qui abbiamo dei meccanismi di massima garanzia, perché vi è un controllo della Banca d’Italia, in quanto intermediario finanziario vigilato, sull’impiego del patrimonio di sorveglianza. Vi è un controllo esercitato dalle strutture tecniche della Regione, in quanto trattasi di una società in house. Vi sono tutti gli strumenti di indirizzo e anche di controllo, di cui il Consiglio dispone, a cominciare dai piani industriali per finire a questa deliberazione annuale”. Dopo pochi mesi è esploso lo scandalo.

“Ora è operativo un sistema di gestione integrato del monitoraggio dei rischi aziendali e del rendimento portafogli - ha spiegato oggi in aula Reschigna - insieme con la mappatura di tutti i processi aziendali”, ha spiegato Reschigna aggiungendo che sono state avviate azioni per il recupero dei 51 milioni depositati alla Vontobel e la svalutazione di mercato in seguito a una operazione ad alto rischio avviata presso JP Morgan. “C’è un margine elevato di rientro di tutte le risorse depositate”, ha rassicurato.

Più importanti sembrano le decisioni legate al futuro di Finpiemonte. La finanziaria regionale, diventata una banca proprio negli ultimi mesi della presidenza Gatti, è stata ispezionata dai funzionari della Banca d’Italia e nelle prossime settimane è attesa la loro relazione. Da questa dipenderanno gli assetti di Galleria San Federico: rimarrà una banca o tornerà a essere una più semplice finanziaria? Sarà operativa? “Non siamo in grado di prevedere cosa dirà la relazione della Banca d’Italia - ha detto Chiamparino -, ma abbiamo alcune settimane per fare sì che qualunque sia l’esito della relazione, Finpiemonte resti uno strumento tale da consentire di utilizzare quelle risorse per il sistema economico piemontese”. “La nostra preoccupazione più forte - ha aggiunto Reschigna - è evitare interruzioni nell’attività di Finpiemonte nel suo servizio finanziario”.

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7 Commenti

  1. avatar-4
    02:42 Giovedì 12 Aprile 2018 gastone EH GIA' CHIAMPA RESPONSABILE REGIONE MA TORINO NON SCHERZA!

    Il potere assoluto della sinistra a Torino (circa 30 anni senza soluzione di continuità!) fu programmato dalla sinistra (e dal suo "sistema" ferreo e invasivo dei gangli vitali della città). Per 10 anni il dilagare di PARTECIPATE a ruota libera ( soprattutto COMUNALI PER 10 ANNI!!!), fu la filosofia del Chiampa responsabile eccellente del Comune di Torino per 10 ANNI e in ovvia sintonia PD con la gestione della Regione Piemonte (vedi gli anni della zarina Bresso: emblematici di sprechi giganteschi, danni erariali e danni economici da capogiro di cui più nessuno parla...politocally correct of course!! Persino la Magistratura torinese ha archiviato le porcate plurimilionarie della gestione Bresso!!! Fatto che dovrebbe far riflettere gli spiriti liberi!) La filosofia del pd torinese (Chiamparino sostenitore eccellente di tale teoria suicida) per anni e anni è stata: "fare debiti, fare debiti, senza freno" poi tanto quel che sarà sarà, tanto tutto si riversa sulle spalle dei torinesi (e dei piemontesi), e "a mi (a nui al potere: Chiampa &co.) si c'am na fa')..i piemu e i torinesi pagano e stanno zitti, sono fedeli e sottomessi e in fondo masochisti, mugugnano ma non si ribellano, la sinistra imperante, dal pci al pd era intoccabile, la vergognosa fiducia veicolata ai poveri cristi che ci credevano e ai numerosi e ben più cinici striscianti servi del potere avidi di poltrone e di posizioni vantaggiose, che appoggiavano e appoggiano supini il potere (non si capisce in base a quale ottenebramento intellettuale!) era vincente per l'arroganza senza limiti della sinistra imperante, ma fose valeva l'appicicamento alla poltrona! Ogni porcata purchè di SINISTRA, ancora trova sostegno negli strati radical chic torinesi, ultimi baluardi depositari di clientele, favori, posti e ruoli di prestigio del tutto inutili e super pagati, assegnati a amici degli amici, a personaggi di bassissimo profilo, soggetti del tutto inutili e costosissimi per la collettività, sostanzialmente privi di valore culturale e sociale...chissà se fra poco o tanto tutto questo putridume politico, strutturato scientificamente per tanti anni con l'unico scopo di creare clientele e consenso finirà? Al Comune i cittadini hanno già dato un segnale di nausea insostenibile, alla Regione si vedrà nel 2019...

  2. avatar-4
    23:18 Mercoledì 11 Aprile 2018 sornione Gatti nominato da Chiamparino

    in tutti questi anni, la giunta regionale dov'era? giocava a carte mentre la loro finanziaria perdeva soldi? e allora a cosa servono questi politici se poi non controllano i personaggi da loro nominati?

  3. avatar-4
    19:31 Mercoledì 11 Aprile 2018 fatti le finanziarie regionali

    ma poi, ne avevamo veramente bisogno di queste finanziarie regionali, in mano a quattro persone, nomine politiche, a cui dare soldi nostri, pubblici, mica pochi, un sacco di soldi pubblici trasformati i soldi quasi privati di cui disporre a piacimento per finanziare con molta discrezionalità? e ne abbiamo bisogno, ora?

  4. avatar-4
    18:01 Mercoledì 11 Aprile 2018 gastone Totò, Peppino...manca (per ora) la malafemmina

    I soldi (milioni) dei piemontesi in mano a una sorta di "associazione" artigianal-truffaldina, un indefinito "qualcuno" avrebbe falsificato (e anche GROSSOLANAMENTE!) la firma del presidente, così presentata la banda del buco FINPIEMONTE ci ricorda le gustose gags di Totò e Peppino...solo che qui non c'è da ridere, c'è da mandare in galera a vita i responsabili di questo "crimine", c'è da chiedere la restituzione totale del maltolto, c'è da indagare in profondità e condannare chi ha taciuto, appoggiato, nascosto, c'è da scoperchiare l'ennesima connivenza politica/potere/malaffare, il marcio ammorba da troppo tempo le strutture portanti della nostra Regione.

  5. avatar-4
    13:40 Mercoledì 11 Aprile 2018 sandro.aa Persone attente e precise (in una sola parola: competenti)

    Vuoi vedere che sono il solo che quando arriva l'estratto conto della banca lo controlla riga per riga. Effettivamente dimenticavo che quelli sono soldi miei (pochi ma miei) mentre quelli che getivano questi personaggi erano soldi pubblici quindi chi se ne ....

  6. avatar-4
    08:59 Mercoledì 11 Aprile 2018 Guido21 Eurofidi bis

    La Regione non sapeva nulla della vicenda come Finpiemonte (Partecipazioni) non sapeva nulla della gestione di Eurofidi. Stessi personaggi, Gatti, Ambrosini (indimenticabile presidente da 50 mila euro all'anno dell'affondante Eurofidi), De Santis (!) e quasi stesso copione. Auguriamo ai dipendenti Finpiemonte maggiore fortuna di quelli Eurofidi,

  7. avatar-4
    00:41 Mercoledì 11 Aprile 2018 gastone Chiamparino non sapeva niente!!!!

    “Non siamo in grado di prevedere cosa dirà la relazione della Banca d’Italia - ha detto Chiamparino -, ma abbiamo alcune settimane per fare sì che qualunque sia l’esito della relazione, Finpiemonte resti uno strumento tale da consentire di utilizzare quelle risorse per il sistema economico piemontese”. “ TALE DA CONSENTIRE DI UTILIZZARE QUELLE RISORSE PER IL SISTEMA ECONOMICO PIEMONTESE? Ma con che faccia di tolla Chiamparino!

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