LA SACRA RUOTA

La successione a Sergio (Marchionne)

Mentre Chiamparino non ha ancora scovato il suo erede, in Fca Elkann si dichiara "fiducioso" che il prossimo capo operativo arrivi dalla squadra del manager in maglioncino. Tra i candidati Altavilla, Palmer e pure la new entry torinese Gorlier

“Fca sta elaborando il suo piano al 2022, che sarà presentato a Balocco il primo di giugno da Sergio e dagli altri membri dalla squadra di vertice. La maggior parte di loro hanno vissuto l’incredibile avventura di Fca sin dal 2004 e siamo fiduciosi che uno di essi diventerà il successore di Sergio”. John Elkann nella lettera agli azionisti di Exor affronta così in modo esplicito il tema della successione a Sergio Marchionne. “Stiamo lavorando intensamente con il consiglio di amministrazione per far sì che questa transizione abbia successo e che il duro lavoro fatto negli ultimi 15 anni prosegua con lo stesso livello di eccellenza”, aggiunge.

Il 2018, come ampiamente annunciato, sarà l’ultimo anno in cui Marchionne sarà alla guida di Fiat Chrysler Automobiles. Nella primavera del 2019, infatti, l’attuale numero uno del gruppo italo americano darà le sue dimissioni dopo aver comunicato il bilancio. In tanti si domandano chi verrà scelto dai vertici del gruppo per sostituire quello che negli ultimi 15 anni è stato il vero leader carismatico della società. Chiunque verrà scelto dovrà fare i conti con una pesante eredità. Sarà infatti difficile riuscirà a fare meglio del manager in maglioncino che nel giro di pochi anni è riuscito a migliorare e di molto lo stato di salute del gruppo.

Basti pensare che nel 2010 la capitalizzazione di Fiat Chrysler era pari a 19 miliardi di euro, mentre oggi è pari a 56 miliardi. Per non ricordare che Fiat era stata valutata a zero da General Motors nel 2004. Sergio Marchionne sta puntando forte su brand quali Alfa Romeo, Maserati e Jeep, In particolare nei prossimi anni la gamma si arricchirà sempre più di nuovi suv. Grazie a questa strategia i volumi di vendita di questi brand stanno aumentando e sebbene al momento non tutti i marchi siano certamente in linea con i loro obiettivi, va ricordato che Jeep potrebbe vendere 2 milioni di unità annue già dal 2018, lo stesso volume di vendita che il gruppo Fiat ha ottenuto prima dell’integrazione con Chrysler.

Nel frattempo Marchionne ha anche portato avanti grandi manovre industriali, accordi con i sindacati italiani e tanti altri successi tra cui va annoverato anche lo scorporo di Ferrari. Nonostante questi risultati positivi i problemi non mancano. Basti pensare alla questione legata all’occupazione degli stabilimenti del gruppo italo americano in Italia con i giorni di cassa integrazione che nel 2017 sono aumentati di molto.

Per quanto riguarda chi sarà il sostituto di Marchionne, finora è stato detto che si tratterà di un nome interno a Fiat Chrysler e l’odierna dichiarazione di Elkann sembrerebbe confermarlo. Tra i candidati più accreditati ci sono innanzitutto Alfredo Altavilla, responsabile Europa per Fca e il direttore finanziario Richard Palmer, inglese. Il primo ha ricoperto molti incarichi nel gruppo dal 1990, ha gestito joint venture internazionali come Tata e Tofas, ha riportato in attivo in conti in Europa dopo anni di rosso. Anche se rumors recenti riportano screzi crescenti con Marchionne. Il secondo ha un profilo che ricorda molto quello di Marchionne all’arrivo in Fca: un legame stretto con la finanza, meno con il prodotto. Altri nomi sono quelli di Mike Manley, numero uno di Jeep dal 2015 e Pietro Gorlier, torinese, che gestisce a livello mondiale i marchi Mopar e Magneti Marelli.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento