ECONOMIA DOMESTICA

In Intesa sempre meno Sanpaolo

Nei nuovi organigrammi varati da Messina il ruolo di Torino è sempre più marginale. Con l'infornata di manager Accenture (da Proverbio a Bortolan) molti temono la progressiva esternalizzazione dell'Ict. E a rimetterci sarebbe il centro di Moncalieri

Valzer di poltrone in Intesa Sanpaolo. E il Piemonte rischia, ancora una volta, di rimanere a fare quello che balla con la scopa. Nei giorni scorsi il ceo Carlo Messina e il numero uno della divisione banca dei territori Stefano Barrese hanno formalizzato gli organigrammi definiti già alla fine dell’anno scorso, ma rimasti sospesi per mesi, e che riguardano quello che negli ambienti dell’istituto di credito ormai viene definito, pur con vari significati, il poker d’assi, ovvero Massimo Proverbio, Alfonso Guido, Rosario Strano e Stefano Lucchini.

Proprio guardando a Proverbio emerge come le funzioni attribuite a Proverbio, ex manager di Accenture, la società maggior fornitrice di Intesa per quanto riguarda l’Ict,  sono tante e nuove:  nascono tre strutture chiamate Digital Business Partner destinate a interfacciare le funzioni clienti, ma soprattutto compare il Transformation Center al quale è affidato il compito di governare tutte le strategie e le policy di evoluzione dell’Information Technology nonché gli investimenti, gli Sla di servizio erogato e anche la vendor strategy. Questa funzione è stata affidata dal neo assunto Luca Bortolan che proviene anch’egli come Proverbio da Accenture. La Direzione sistemi informativi di Enrico Bagnasco parrebbe venire relegata a un ruolo meramente esecutivo. E anche in questa scelta c’è chi intravvede lo stile Accenture.

Stile o qualche cosa di più e più pesante, come teme qualcuno? Già, perché il rischio paventato è quello di un progressivo e forse anche rapido indebolimento di quello che resta l’ultimo presidio importante (anche sotto il profilo occupazionale) di Intesa a Torino e in Piemonte, ovvero quella Direzione dei servizi informativi: a breve dei pezzi importanti della Dsi sono destinati a confluire nella nuova Direzione “Trasformation Center” con a capo l’ex manager di Accenture, Proverbio che riferisce direttamente al Ceo Messina. Più che comprensibile, dunque, la preoccupazione che serpeggia a Moncalieri sede della Direzione servizi informativi della banca, dove la spettro che aleggia è quello di una esternalizzazione dei servizi stessi, sul modello di quanto avvenuto in Unicredit con Ibm. E ancora una volta spunta il nome della società di cui due manager sono oggi nei posti strategici della banca cliente. A Moncalieri molti tra i dipendenti paiono ormai convinti che quel fiore all’occhiello (l’ultimo rimasto) per il Piemonte legato alla sua (ex) banca finirà per rimanere poco più o poco meno di un’unità di coordinamento di un lavoro affidato all’esterno. Chissà, magari proprio alla multinazionale americana Accenture.

Non consola certo il fatto che verrà smontato il polo dell’innovazione che tanto lustro aveva dato alla presenza della banca su Torino creando una società esterna dove Maurizio Montagnese mantiene la carica onorifica di presidente e una struttura interna che dipende, comunque, sempre da Proverbio. I cambiamenti riguardano anche l’area Chief cost management officer di Alfonso Guido al cui interno nasce la direzione Cost management per la quale si sta preparando Riccardo Sfondrini, fedelissimo di Raffaella Mastrofilippo, la biondissima manager romana le cui immagini molta glamour pubblicate su una rivista femminile che aveva dedicato un servizio avevano fatto sobbalzare, era il 2012, più d’uno nelle ovattate stanze di Ca’ de Sass. Ora a rischiare di saltare, se i timori di un’esternalizzazione dei servizi informativi della banca trovassero conferma, sarebbero un bel po’ di posti.

DISPOSIZIONI CEO SU ICT

ORGANIGRAMMA ICT

ORGANIGRAMMA BANCA DEI TERRITORI

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3 Commenti

  1. avatar-4
    12:57 Venerdì 13 Aprile 2018 dedocapellano Che occasione persa con il Santander.....!!

    responsabilità di questo "triste risultato" non è tanto del geometra Enrico Salza (per lui si può parlare di "circonvenzione di incapace) ma dei passati ed attuali componenti il vertice della Compagnia di Sanpaolo che era ed è il maggiore azionista della Banca. Nelle banche venete, da poco acquisite ( si fa per dire) da Intesa sanpaolo, sembra esserci un considerevole sur plus di personale e già i vertici della banca pensano di occuparli trasferendo il lavoro da Torino a Montebelluna desertificando sempre di più quel territorio che aveva fattoi nascere e sviluppare (bene!) l'Istituto bancario San Paolo di Torino!.......

  2. avatar-4
    13:42 Giovedì 12 Aprile 2018 tandem Un sentito grazie

    Un sentito grazie a Salza & C. che sono riusciti a portar via da Torino il S. Paolo. Un pò di tempo e ci rimarrà un grattacielo che pian piano si svuoterà, come quello della RAI di Porta Susa, ormai vuoto da decenni.....

  3. avatar-4
    12:48 Giovedì 12 Aprile 2018 già... Il polo dell’innovazione!

    Un polo pieno di premi nobel che “startappano” di qua e di là (sempre con i nostri soldi e mai con i loro), che fanno meeting 4.0 sul futuro (il mago otelma gli spiccia casa), che producono algoritmi migliori di quelli di Google (ma non i suoi fatturati), che fanno conferenze e lezioni tanto, ma tanto interessanti!... E poi?...Ecco i risultati...Speriamo comunque che non accada nulla se no il povero Nosiglia si troverà la diocesi invasa dalle proteste delle "mugne quacie".

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