TRAVAGLI DEMOCRATICI

Un (sotto) segretario del Pd

Bobba tra i papabili per la guida del partito piemontese. Lui non conferma e non smentisce in attesa di conoscere "il percorso nazionale". Intanto tesse la tela e punta il dito contro la sottorappresentazione delle province più piccole

Non si sbottona, non si sbilancia. Sa bene Luigi Bobba che senza una partenza e un arrivo già fissati è inutile mettersi a correre. Lui per ora si allaccia gli scarpini, dice la sua sulle regole del gioco, fa sapere di non avere alcuna intenzione di abbandonare la scena. Nei prossimi mesi ci saranno i congressi e poi le elezioni regionali e lui, intanto, è ancora sottosegretario del governo Gentiloni (e chissà per quanto rimarrà al suo posto). Inutile agitarsi. Certo, un po’ di delusione per il trattamento subito alle ultime politiche trapela ancora nelle chiacchiere con gli amici “ma non per una questione personale, semmai di rappresentanza di un territorio che è rimasto scoperto”. Bobba, 62 anni, è di Cigliano, piccolo centro a mezza via tra Biellese e Vercellese in quella terra a metà tra Torino e Milano, dove presto potrebbe sorgere una fermata ferroviaria sulla linea ad alta velocità, se andrà in porto un progetto che lui, più di tutti, sta spingendo portandosi dietro la Regione Piemonte.

La voce di una sua possibile candidatura alla segreteria regionale del partito circola da tempo, almeno dal giorno del suo intervento nella direzione regionale post-voto, quella delle spintanee dimissioni di Davide Gariglio e dell’investitura di Sergio Chiamparino e Giuliana Manica a traghettatori. Un’accusa ripetuta anche dopo quel giorno a più riprese: “Non ho condiviso la gestione delle liste – ribadisce anche in un colloquio telefonico con lo Spiffero -. Di fatto oggi tutto il Piemonte orientale è sottorappresentato nella delegazione parlamentare”. A fare i conti si fa presto: se si escludono i tre eletti nei collegi uninominali, Torino e la sua provincia avevano nelle liste proporzionali sei parlamentari, tutte le altre province insieme solo tre. Dalle recriminazioni per quel che è stato agli appelli per il futuro il passo è stato breve, a fronte di una legge regionale che rischia di tagliar fuori province come Biella, Verbania, Vercelli e Asti. Il tema è caldo, il Consiglio regionale ha bamblinato per quattro anni senza arrivare neanche a una bozza di accordo e ora per metterci una pezza bisogna fare di corsa. Ne ha parlato ancora recentemente a a Palazzo Lascaris con il nuovo presidente Nino Boeti, a margine di un incontro pubblico, ma senza ottenere più che qualche vaga promesse, quantomeno a capire se ci sono gli spazi per provare a riformare la norma.

Questo attivismo su più fronti di Bobba secondo alcuni tradisce un’ambizione neanche troppo recondita di lanciare la candidatura alla guida del partito piemontese o comunque di giocare un ruolo di primo piano alle prossime elezioni regionali. Vero? “Lo apprendo da lei”. Smentisce? “Non ho detto questo”. Difficile assumere decisioni fino al 21 aprile, giorno in cui l’assemblea nazionale dovrebbe fissare tempi e modi per congressi e primarie, dal livello nazionale a cascata su quelli regionali, giacché oggi nessuno a Torino è intenzionato a fare fughe in avanti che comunque il Nazareno non autorizzerebbe. “Vedremo quale sarà il percorso nazionale – afferma serafico Bobba che però aggiunge – certamente affrontare la sfida elettorale con organismo pienamente legittimati è una condizione più favorevole per il Pd”. Qualche messaggio, in modo sibillino, lo lancia ma non si spinge mai oltre.

Intanto tesse la sua tela, a partire da quel feudo elettorale espugnato (come tanti altri in Piemonte e non solo) dal centrodestra. La fermata ferroviaria tra Santhià e Carisio non sarà un’operazione campanilistica, come lui stesso tiene a precisare, ma di certo un segnale di attenzione verso un territorio. Si parla di un bacino potenziale di 2 milioni di persone, su cui verrà fatta un’analisi da Regione Piemonte, Politecnico di Torino e Rfi per capire se il gioco vale la candela.      

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1 Commenti

  1. avatar-4
    15:17 Venerdì 13 Aprile 2018 patty Bobba ennesimo pluririciclato con poche vecchie idee ed ancora meno consenso

    Vuole farsi la stazione sotto casa, vuole fare ancora il sottosegretario, ancora il parlamentare, ed avere più poltrone per le mini province in modo da strappare uno strapuntino anche con pochissimi voti. Qualcuno gli spiega che la manna in cui ha sguazzato per decenni è finita?

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