POLITICA & SANITA'

Direttori Asl, proroga in vista

I ritardi delle procedure di selezione fanno slittare le nomine dei vertici delle aziende sanitarie piemontesi. Nella girandola di candidati c’è chi ipotizza il ritorno di Moirano alla guida della Città della Salute di Torino

Direttori generali di Asl e Aso al loro posto oltre la data di scadenza del mandato. Quella di una proroga più che un’ipotesi, appare pressoché una certezza visto che ad oggi i colloqui dei candidati con la troika cui spetta comporre le rose dei papabili per ciascuna azienda da indicare alla giunta regionale (in particolare all’assessore alla Sanità) cui spetta le nomina non sono ancora incominciati. Anzi, non risulta siano neppure partite le convocazioni.

La road map aveva indicato inizialmente l’avvio degli “esami” alla data di lunedì prossimo, mentre tutto sarebbe slittato ancora di una settimana. Bastano i conti della serva per capire che in sette giorni con sabato e domenica compresi – dal 23 al 30 data di scadenza dei contratti con i manager – è impossibile esaminare i 135 aspiranti ai diciassette posti di vertice in altrettante aziende, a meno di ridurre l’incombenza a una stretta di mano in piedi. L’ultima volta i colloqui erano durati suppergiù sui 40 minuti ciascuno, che poi fanno nel migliore dei casi una decina di esaminati al giorno. E questo senza calcolare il tempo che poi dovrà pur prendersi l’assessore Antonio Saitta, insieme ai suoi colleghi e al presidente Sergio Chiamparino per scegliere tra ciascuna rosa colui che si ritiene più adatto a governare questa piuttosto che quell’azienda. Nel computo dei giorni vanno inoltre inseriti di atti formali di nomina.

Insomma si arriverà al 30 aprile e pure ai primi di maggio, sempre abbondando in ottimismo, senza le nuove governance di Asl e Aso nel pieno delle loro funzioni. Che fare? Nei corridoi di corso Regina c’è chi lascia intendere si stiano già preparando le delibere per un proroga degli incarichi con tempi in grado di garantire ampiamente il completamento dell’iter previsto. C’è, tuttavia, un’alternativa: lasciare che i direttori generali decadano alla data fissata e affidare la reggenza, come previsto dalla norma, al più anziano tra il direttore amministrativo e quello sanitario. Una strada certamente percorribile ma nient’affatto gradita agli attuali numeri uno delle aziende, soprattutto quelli che puntano ad essere riconfermati e, quindi, ambirebbero restare dove sono nell’attesa di un secondo giro.

Se e quanto il ritardo sulla tabella di marcia sia dovuto al cambio di uno dei membri della commissione di valutazione è impossibile dirlo. Di certo resta quella sostituzione che, probabilmente sarebbe potuta avvenire ben prima del giorno in cui lo Spiffero è uscito con il pezzo in cui si dava conto del fatto che uno dei tre chiamati a valutare gli aspiranti direttori (tra i quali molti attualmente in carica) era il presidente di Amos, l’azienda fondata da Fulvio Moirano (ex direttore della sanità piemontese e prima ancora al vertice di Agenas)  partecipata da alcune Asl e Aso e a sua volta fornitrice di servizi e personale con il regime dell’in house e quindi senza passare attraverso gare. A dir poco più opportuno sarebbe stato non procedere da parte di Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) a quella nomina di Oddone de Siebert, poi revocata con la motivazione della scadenza del contratto, ma come si sussurra anche e soprattutto per un intervento deciso del ministro Beatrice Lorenzin. Nella commissione al presidente di Amos, da tempo presente spesso negli uffici di corso Regina per conto dell’agenzia anche per valutare il raggiungimento degli obiettivi delle aziende e dei loro vertici, sempre per designazione di Agenas, è subentrato Massimo Tarantino che con de Siebert ha condiviso, in passato, l’attività di consulenza in seno alla Cia group, società torinese di consulenza in vari settori, tra cui la sanità, e con alcune Asl piemontesi tra i suoi clienti.

Rinnovata in parte, la troika di cui fanno parte anche la docente della Bocconi Raffaella Saporito e Maria Michela Gianino, professore associato di Igiene presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino dovrebbe, dunque, incominciare tra una settimana il vaglio degli aspiranti direttori che già hanno superato il filtro obbligatorio dei requisiti per entrare nell’albo nazionale. Ipotizzando che per ciascuna azienda la rosa indicata dalla troika all’assessorato sia composta all’incirca di tre persone, a finire nell’elenco dal quale la giunta dovrà decidere chi nominare saranno circa una sessantina degli oltre 130 che hanno risposto al bando, indicando anche quali Asl e Aso preferirebbero dirigere.

Prevedere quanti degli attuali saranno riconfermati, promossi in aziende più importanti o esclusi è esercizio che assomiglia molto a indovinare l’uscita dei numeri al lotto. Come sempre, tuttavia, qualche nome circola con più insistenza, non si sa per favorirlo o bruciarlo. E, come sempre, lo sguardo è rivolto ai posti più ambiti. Uno su tutti: la Città della Salute. L’attuale commissario Gian Paolo Zanetta, non presente nell’elenco per aver oltrepassato il limite di età, potrà essere riconfermato sempre nella stessa veste in deroga all’impedimento anagrafico, ma con motivazioni legate al lavoro svolto in un’azienda proiettata verso la realizzazione di un progetto di rilevanza enorme? Per le Molinette continua, peraltro, a girare il nome del ligure Paolo Cavagnaro, così come nel totonomi entra pure quello di Flavio Boraso, attuale direttore della Asl To3. Assai favorito per l’eventuale successione a Zanetta è da tempo il numero uno dell’Asl Città di Torino Valerio Alberti (fratello della neopresidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati), ma sembra che non abbia alcuna intenzione di abbandonare l’attuale posto, peraltro non in scadenza come gli altri. Una girandola di ipotesi, tra cui non si può escludere neppure quella di un ritorno in Piemonte dalla Sardegna, dove dirige l’Asl unica isolana, dell’ex direttore regionale Moirano.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    15:28 Sabato 14 Aprile 2018 Gallone RIDICOLI

    Non ci sono appellativi migliori. Una scadenza nota da moltissimi mesi che trova "impreparati" i vertici (e i sottovertici) dell'assessorato. Con giustificazione "ad usum prorogatio" infantili. Abbondano sintomi che neppure il buscopan riesce a sedare. Mal di di pancia ovunque. Zanetta cerca disperatamente una macchina del tempo per tornare indietro negli anni, Moirano troverà un'altra poltrona in tempo per rimandare all'infinito la sua dipartita per limiti di età, Saitta invoca la delicatezza del momento per il prossimo avvio del progetto del Parco della Salute (finora non ha fatto un tubo) e gli attuali DG, eccetto i pochi sicuri, sono prossimi alla colonscopia perchè non c'è farmaco che sedi i loro spasmi. E' brutto tornare allo stipendio precedente nevvero? Così ad un anno dalle elezioni rimandiamo e poi magari nominiamo per un po' di anni cosi la prossima giunta troverà persone sgradite ma saldamente in sella ed inamovibili. Un teatrino disgustoso di pusillanimi.

  2. avatar-4
    20:47 Venerdì 13 Aprile 2018 Cettola Che problema c'è?

    PUNTO PRIMO L'assessorato è in ritardo con le selezioni dei direttori generali? Basta applicare la legge: decadono alla fine del mandato e vengono sostituiti pro tempore dal direttore amministrativo o sanitario più anziano. Lapalissiano. SECONDO: Se i MIGLIORI (Moirano, Cavagnaro, Boraso, Alberti, ecc.) sono già stati PRESCELTI, che bisogno c'è di fare un ulteriore atto teatrale con queste selezioni? TERZO: Con questi "GRANDI" in scuderia non sarebbe meglio procedere celermente con le nomine per almeno 5 anni in modo da vincolarli COSICCHÉ le prossime giunte possano apprezzare le LORO SPECIALI capacità?

  3. avatar-4
    16:18 Venerdì 13 Aprile 2018 LuigiPiccolo Caro paladino fai dei nomi ?

    Riguarda l\'affermazione di votare il MoVimento 5 Stelle è un po\' come il marito che per fare dispetto alla moglie se lo taglia. Ahaha

  4. avatar-4
    12:29 Venerdì 13 Aprile 2018 Paladino Falli girare ma sono sempre gli stessi

    Moirano o Alberti a Molinette? Siamo a posto, dopo avere fatto guai in un posto li spostiamo in un altro ancora più delicato. Loro doti? Entrambe stessa lobby trasversale dx-sx e in più una "fratellanza" di pregio. E poi ci chiediamo perchè la gente non vota o vota 5S....

  5. avatar-4
    11:43 Venerdì 13 Aprile 2018 Pacioc In ritardo?

    Perchè non hanno iniziato prima? Era molto semplice, no? Chi osservasse la gestione della sanità piemontese da altre regioni del nord, non potrebbe che ridere. Manco questo sono capaci a fare. Oppure, saremo mica in presenza di un inciucione mirato a prorogare gli attuali meravigliosi DG sic et simpliciter, dato le immense capacità gestionali che hanno dimostrato nella legislatura e, alcuni anche in quella precedente e demenziale di Cota?....Chissà. Intanto i tempi d'attesa per le visite sono da paese sottosviluppato. Bravi.

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