TRAGEDIA

Piazza San Carlo, arrestata la banda dello spray

Sono 8 persone sospettate di aver spruzzato gas urticante durante la proiezione della partita di Champions League scatenando il panico. Espediente usato per rapinare gli spettatori

Dieci persone, tutte di origine magrebina, sono state arrestate, poste ai domiciliari o in stato di fermo dalla polizia di Torino perché sospettate di aver creato il panico in piazza San Carlo la sera del 3 giugno, durante la proiezione della finale Juventus-Real Madrid, spruzzando contro la gente dello spray urticante. L’operazione è coordinata dal procuratore capo Armando Spataro e dai pm titolari dell'inchiesta Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo.

Si tratta di un gruppo di giovani, tra i 18 e i 20 anni (cinque dei quali avrebbe la cittadinanza italiana) che avrebbe commesso rapine analoghe in grandi raduni pubblici nel nord Italia e in Olanda, Francia, Germania e Belgio. Sarebbero stati loro, secondo le indagini della polizia e della procura di Torino, a scatenare il panico in quella maledetta sera. Il gruppo è stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche nel corso di un’altra indagine: stavano parlando di una collanina, rubata in piazza, del valore di diverse centinaia di euro. Per sei è scattata la custodia cautelare in carcere, uno è stato messo agli arresti domiciliari, due sono sottoposti all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e un decimo si trova in stato di fermo. Quattro di loro erano presenti in piazza San Carlo la sera del 3 giugno. Il primo, Sohaib Bouimadaghen, nato a Cirie' nel 1998, cittadino italiano residente a Torino, ha confessato.Il gruppo ha colpito al concerto di Elisa alle Ogr di Torino il 3O settembre 2017 e, nel gennaio 2018, in una discoteca a Verona, sempre con le stesse modalità. In piazza San Carlo erano presenti in quattro. Uno di loro ha confessato nel corso del primo interrogatorio dopo il fermo. Sulle loro tracce è arrivato il commissariato di Barriera Nizza che ha eseguito una perquisizione a carico di 4 di loro dopo un furto in un centro commerciale. Lì fu trovato lo spray, che tra l'altro si può acquistare liberamente, poi collane, catenine, orologi. E dì lì, nel gennaio di quest'anno, venne l'idea di un collegamento con Piazza san Carlo. "Era già stata presa in considerazione l'ipotesi di un panico generato dall'uso di gas urticante - ha spiegato oggi il procuratore Armando Spataro -. Vari testimoni della zona dove era nato il panico raccontarono di aver avuto la sensazione che fosse stato spuzzato qualcosa di irritante". I contorni della banda si mettono a fuoco, si esaminano le utenze e i profili social dei giovani della gang. Il controllo delle celle telefoniche e poi delle loro comunicazioni, porta a dire che quattro di loro erano in piazza quella sera del 3 giugno: Sohaib Bouimadaghen, Hamza Belghzi, Mohammed Machmachi, Aymene Es Sabihi. Il primo, arrestato ieri notte ha ammesso la sua responsabilità. Il secondo, fermato questa mattina, è stato interrogato oggi. Le indagini proseguono per mettere a posto tutti i tasselli.

“Non conosco i dettagli dell’operazione ma da quel che ho potuto capire mi pare che si sia trattato di un lavoro investigativo straordinario” afferma il procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo, in merito al blitz della polizia che ha portato in carcere le persone sospettate di avere scatenato il panico in Piazza San Carlo. Il magistrato si è complimentato con il questore, Francesco Messina, e con i colleghi della procura presso il tribunale che hanno coordinato l’inchiesta. “Un’indagine complessa - dice - e condotta in modo molto intelligente”.

“Gli arresti di questa mattina sono una notizia che apprendiamo con soddisfazione. Alla Procura va il merito di aver chiuso in tempi brevi un’indagine su una vicenda così complessa” dice l’avvocato Nicola Menardo, dello studio Grande Stevens, legale di Marisa Amato e Vincenzo D’Ingeo, travolti dalla folla in fuga da piazza San Carlo lo scorso 3 giugno a Torino. “Le condizioni della donna sono stabili. Non ci sono miglioramenti rispetto alla tetraplegia. Il marito ha avuto lesioni polmonari e addominali che ora stanno rientrando, ma è ancora molto provato”, continua l’avvocato Menardo. “Oggi abbiamo depositato un’istanza di accesso agli atti per capire le responsabilità dei singoli soggetti coinvolti - conclude - e ipotizzare le prime richieste risarcitorie”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    10:06 Sabato 14 Aprile 2018 fatti microcriminalità, macroeffetti

    l'esito dell'inchiesta sui fatti di piazza San Carlo dimostra che se se vuole, se si è determinati, e si opera senza pregiudizi, si può trovare il famoso ago nel pagliaio, che qui, sotto la forma di uno spruzzo urticante per disorientare e scippare in mezzo alla folla, ha provocato una catastrofe. La microcriminalità è pericolosa, lo scippo, i furti in casa, le rapine in strada, se tollerati e non perseguiti e stroncati sul nascere, portano insicurezza nei cittadini e convincimento di impunità nei delinquenti. La formazione di bande di delinquenti, spesso figli di onesti immigrati, è da stroncare sul nascere, compresi quelle che colonizzano qualche giardinetto in centro e in periferia. Non sono ragazzate, non sono da sottovalutare.

  2. avatar-4
    17:59 Venerdì 13 Aprile 2018 sornione hanno sparso terrore

    e quindi li condannerei per terrorismo a fini eversivi, giusto per gradire neh

  3. avatar-4
    16:40 Venerdì 13 Aprile 2018 LuigiPiccolo Uno schifo

    Uno sguardo severo un dito che indica di non farlo mai più è una tirata d'orecchie poi saranno liberi come prima. Il Comune si renderà parte civile dicendo (  noi non abbiamo colpa è stato un atto di terzi. ) Dimenticando  le responsabilità organizzative

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