POTERI FORTI

Profumo cerca Compagnia in Acri

Sfumata la nomina all’Authority per l’energia, il presidente della San Paolo punta a sostituire Guzzetti alla guida di tutte le fondazioni bancarie. La corte a Quaglia (Crt) e alla finanza bianca. I giochi per la successione a Gastaldo

Un occhio alla “sua” Compagnia di San Paolo e l’altro all’Acri, la potente associazione delle fondazioni e casse di risparmio. Lo strabismo di Francesco Profumo è comunque volto a concentrare lo sguardo sempre sul potere della finanza. Mentre segue con attenzione e attiva partecipazione l’iter per giungere ad individuare il successore di Piero Gastaldo nella carica di segretario generale della Compagnia, l’ex ministro e già rettore del Politecnico, sfumata la prospettiva di sedersi alla guida dell’Authority per l’energia, si prepara a percorrere la strada verso un’altra successione: quella all’ultraottantenne Giuseppe Guzzetti, da 18 anni alla presidenza dell’Acri e in scadenza, dopo una proroga triennale, il giugno del prossimo anno.

Tempi decisamente più brevi, anche se non brevissimi vista la complessità della selezione in corso, quelli per il passaggio di testimone da Gastaldo a colui che sarà individuato per sostituirlo sulla prestigiosa e strategica poltrona della segreteria generale della Compagnia. Mentre sono in corso i colloqui da parte dei cacciatori di teste della Key2People di Milano, incaricata di profilare i candidati, si delineano sempre con maggiore nettezza le preferenze da parte del vertice. Attendibili rumors confermano la predilezione di Profumo per il 44enne torinese Stefano Firpo, “mandarino” cresciuto nella nidiata di Corrado Passera con un pedigree di tutto rispetto che, tra le altre, annovera esperienze in ruoli di rilievo alla Bce e in Banca Intesa dov’è stato responsabile dell’ufficio del consigliere delegato, così come la direzione della segreteria tecnica dell’allora ministro Federica Guidi che lascerà, senza spostarsi dal dicastero, per assumere il ruolo il ruolo di direttore generale per la Politica industriale, la Competitività e le Pmi con il ministro Carlo Calenda.

Punterebbe invece sulla new entry degli aspiranti, ovvero sull’economista Pietro Garibaldi, la vicepresidente (con identico ruolo in Confindustria) Licia Mattioli. Cinquant’anni, considerato un Fornero boy, professore ordinario all’Università di Torino, Garibaldi è stato direttore del Collegio Carlo Alberto, un lungo curriculum in cui figura, tra le altre, l’attività nel dipartimento di ricerca del Fondo Monetario Internazionale e un incarico di consigliere economico del Ministero dell’Economia con Domenico Siniscalco nel 2004 e 2005. In passato è stato professore associato alla Bocconi e membro del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo. A vedere bene al posto di Gastaldo il segretario generale di Unioncamere Paolo Bertolino sarebbe, invece, Annamaria Poggi anche lei nel comitato di gestione della fondazione di corso Vittorio Emanuele. Dalla quale, come si diceva, Profumo potrebbe approdare, il prossimo anno, al vertice dell’Acri. Senza, ovviamente, dover lasciare il ponte di comando della Compagnia. Cosa che sarebbe, invece, accaduta nell’eventualità ricercata ma ormai sfumata di andare a presiedere l’Arera, l’authority per l’energia.

Nessuna incompatibilità, semmai necessarie molte compatibilità tra gli 83 soci (fondazioni e casse di risparmio) dell’Acri al fine di garantire a Profumo la vittoria di quello che si annuncia un duello con l’altro possibile successore di Guzzetti, ovvero Matteo Melley, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di La Spezia. I prossimi 7 e 8 giugno a Parma si terrà il 24esimo congresso dell’associazione e già in quell’occasione il quadro potrebbe delinearsi con maggiori dettagli. Nel frattempo, in Acri ai tre attuali vice di Guzzetti (Melley, Profumo e il cuneese Giuseppe Ghisolfi sulla via dell’uscita con più tempo per coltivare la sua passione di anchorman a Telecupole) se ne è aggiunto un quarto: Umberto Tombari, numero uno della Cassa di Risparmio di Firenze, titolare del più importante studio legale di diritto societario del capoluogo toscano, dove hanno lavorato Maria Elena Boschi e il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi. Nel 2001 Tombari era stato membro della commissione ministeriale per la riforma del diritto societario voluta dall’allora ministro della Giustizia Michele Vietti e sarebbe poi stato chiamato dal ministro Passera a collaborare alla stesura del decreto Sviluppo Italia. Una personalità di spicco, ma che non sarebbe papabile per la successione di Guzzetti. Quest’ultimo infatti avrebbe concentrato la sua scelta (e il valore di un suo endorsement) proprio tra Profumo e Melley.

Non a caso il presidente della Compagnia sta cercando appoggi proprio in quegli ambienti cattolici di cui l’ultraottantenne banchiere è esponente e simbolo. A partire dal “collega” di Profumo in Fondazione Crt. L’appoggio di Giovanni Quaglia, fedelissimo di Fabrizio Palenzona (ormai fuori dai giochi anche se il suo nome era per mesi circolato per il vertice Acri) ma in un certo senso più autonomo rispetto al passato dal camionista di Tortona, avrebbe per Profumo un peso doppio: quello territoriale e quello di garanzia presso la finanza bianca.

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