TRAVAGLI DEMOCRATICI

Chiamparino non lascia (ma raddoppia)

Dominus del Pd e gran burattinaio per le prossime regionali. Le schermaglie dei giorni scorsi l'hanno rafforzato. Si fa largo l’ipotesi del ticket con il chirurgo Salizzoni. Quei brutti presentimenti di far la fine di Fassino

Da traghettatore a comandante di lungo corso. È il cambio di ruolo che si prospetta per Sergio Chiamparino nel caso, assai probabile, che per il Pd piemontese non si tratti di attraversare il breve spazio verso un congresso ravvicinato, bensì di seguire la rotta che potrebbe essere tracciata a livello nazionale con l’elezione di un segretario cui affidare il timone, perlomeno, oltre la boa delle europee dell’anno venturo. Ipotesi ancor più probabile dopo il rinvio dell’assemblea del Nazareno convocata per sabato prossimo e, appunto, procrastinata a data da stabilire. Elezioni europee che coincideranno con le amministrative laddove sono previste e, quindi, con le regionali in Piemonte.

I segnali che arrivano, anche con qualche colpo di tosse di formica affidato nei giorni scorsi a interviste ed esternazioni, da vari esponenti democrat della regione sembrano andare tutti nella stessa direzione: prepararsi a una chiamata ecumenica rivolta al Chiampa affinché sia lui a prendere formalmente e con pieni poteri la guida del partito. Lo stesso verso il quale colui che è stato investito del ruolo di confessore delle varie anime perse, tiene un atteggiamento che a più di un osservatore appare come indicativo di una strategia non certo impostagli, tutt’altro. Non è casuale che Chiamparino abbia sospeso gli incontri, incominciati nelle scorse settimane assieme alla presidente del partito piemontese Giuliana Manica con le varie componenti. Il congelamento era stato fissato fino al 21, ma adesso che l’assemblea nazionale slitta a non si sa a quando è del tutto ipotizzabile che anche le audizioni nel confessionale di via Masserano seguano identico calendario.

Altro segnale:  lo stesso tavolo, apparecchiato dal presidente della Regione con tutte le forze di maggioranza per ragionare delle elezioni del 2019, come previsto, ha evitato oculatamente ogni ragionamento su possibili organigrammi e altri argomenti che potessero risultare un passo avanti azzardato finché non si conoscerà l’esito della convention romana e, soprattutto, dei suoi riflessi sul percorso del Pd in Piemonte. E, dettaglio non proprio secondario, si è tenuto in piazza Castello e non nella sede del Pd. In quell’occasione il coro di richieste rivolte al presidente affinché sia (ancora) lui a governare la Regione nel prossimo quinquennio, se gli elettori porteranno il centrosinistra alla vittoria, è stato pressoché unanime. E, contrariamente al passato anche recente, lui non ha escluso con l’abituale nettezza l’ipotesi. Scacciando dalla testa quei brutti presentimenti, quelli di far la fine dell’altro ex ragazzo di via Chiesa della Salute, Piero Fassino.

È  pur vero che è a Chiamparino che si deve l’invito alla discesa in campo di Mauro Salizzoni e che il luminare dei trapianti, prossimo alla pensione, resta una sorta di erede designato, ma è altrettanto immaginabile un suo ruolo di primo piano anche nel caso il Chiampa dovesse ripensarci e, alla fine, accettare di candidarsi. Non appare così azzardato pensare a un ticket con, ovviamente sempre in caso di vittoria, Chiamparino presidente con l'amico chirurgo nel ruolo di vice e naturale successore di Antonio Saitta alla Sanità. Perché se i conti da rimettere in ordine sono stati la mission principale di questa legislatura in cui il governatore ha affidato il complesso e ingrato compito al suo attuale braccio destro (e sinistro) Aldo Reschigna, con l’enorme progetto di Città della Salute e, a corollario, un previsto impegno sul fronte dell’edilizia sanitaria per sostituire più di un ospedale ormai vetusto e inadeguato, sarà proprio la sanità il fulcro dell’attività e dell’impegno di risorse per l’ente. Un tandem di splendidi settantenni: il “coscritto” Salizzoni ha da pochi giorni festeggiato 70 anni, il governatore li compirà il prossimo settembre.

Prospettive non imminenti, ma neppure poi così lontane e alle quali, per ora, il Pd sfrondato dei ragionamenti e delle elucubrazioni già finiti nel confessionale di Chiamparino durante gli scorsi incontri, si presenta ad oggi senza un’idea chiara su chi dovrebbe assumere la segreteria dopo le dimissioni di Davide Gariglio e, soprattutto, quale tipo di partito per superare la batosta del 4 marzo scorso. Ma, appunto, soprattutto prima, e in tempo utile, delle regionali dell’anno prossimo.

Un Pd avvolto dalla nebbia. Nella quale, al momento, pare visibile e definita solo la figura di Chiamparino. Certo non un’innovazione, tantomeno un passaggio generazionale come spesso auspicato senza mostrare capacità di tradurlo in pratica, ma pur sempre una soluzione che potrebbe mettere d’accordo tutti. Chi per convinzione e chi per convenienza. L’altro giorno, Carlo Bongiovanni, il fedelissimo attendente di Chiamparino, cui spesso bisogna guardare per recepire messaggi cifrati del Capo, su facebook ha scritto: “Attenzione, ruffiani in movimento”. Già, perché se le consultazioni ufficiali in via Masserano sono ferme in attesa di quel che succederà a Roma, attorno a Chiamparino sono in molti a muoversi. Come capita per sedersi al tavolo del Comandante della nave. Mica di un traghetto.

print_icon

6 Commenti

  1. avatar-4
    10:21 Martedì 17 Aprile 2018 Bambù un nome ??

    ditemi quale può essere una valida alternativa a Chiamparino! e io la sosterrò, se sostenibile.

  2. avatar-4
    06:44 Martedì 17 Aprile 2018 tandem Fedeltà commovente

    Capisco che qualcuno abbia un buon ricordo del Chiampa perché magari è tra i suoi beneficati come Bongiovanni, ma sostenere che nel Pd non c'è altro mi pare un po' troppo.....

  3. avatar-4
    16:47 Lunedì 16 Aprile 2018 Bambù Chiamparino tutta la vita

    scusate, ma qualcuno ha in mente un'alternativa ??!! o banfate e basta come tanti Manichei.

  4. avatar-4
    16:35 Lunedì 16 Aprile 2018 dedocapellano Ma chi è questo Carlo Bongiovanni?

    sappiamo solo che è dipendente comunale e svolge il lavoro di vigile urbano ,,,,,,,, mah!

  5. avatar-4
    10:01 Lunedì 16 Aprile 2018 tandem L'attrazione per l'abisso....

    Il PD al completo pare pervaso da un autolesionismo compulsivo, anche un pragmatico come Chiamparino ha la mente oscurata dal narcisisimo e protagonismo. Dio li acceca e poi li perde.....

  6. avatar-4
    09:24 Lunedì 16 Aprile 2018 Damos Meglio non potrebbe andare ....

    Era chiaro a tutti che un narcisista ed arrogante come Chiamparino non sarebbe andato in pensione, ma si sarebbe avventurato in un secondo tentativo, credendo di essere immortale ... Meglio, la sconfitta sarà più dura e più sonora : un avversario più giovane e nuovo avrebbe avuto più possibilità, un Dinosauro presuntuoso non riuscirà a fare due passi oltre ...

Inserisci un commento