POLITICA & GIUSTIZIA

Finpiemonte, asse Pd-Forza Italia boccia la commissione d’inchiesta

Il Nazareno risorge a Palazzo Lascaris. Con l'astensione dei berlusconiani la maggioranza di centrosinistra affossa la richiesta dei Cinquestelle. Un consociativismo che per il leader grillino Bono è foriero di intese future (e nasconde responsabilità comuni)

“Appurare la verità è a tutela di tutti. Non abbiamo tentennamenti e non abbiamo paura, perché non c’è da averne” dice il Pd, con l’esordiente capogruppo Domenico Ravetti. Però, intanto, boccia la commissione di inchiesta su Finpiemonte chiesta dai Cinquestelle che sollecitava a “andare fino in fondo” alla vicenda che ha terremotato la finanziaria regionale con il suo ex presidente, Fabrizio Gatti, in cella e milioni di euro spariti dopo essere finiti in una banca svizzera. I grillini avevano chiesto di fare chiarezza “usando lo strumento più efficace a disposizione del consiglio regionale”. Che, invece, devierà su una indagine conoscitiva affidata alla prima commissione, già convocata per oggi.

Più che prevedibili le reazioni del Movimento 5 stelle che ha visto votare a favore alla sua proposta soltanto Fratelli d’Italia e il Movimento per la sovranità nazionale rappresentati a Palazzo Lascaris da Roberto Ravello e Gian Luca Vignale. “Il Pd applica due pesi e due misure – dice allo Spiffero il leader pentastellato Davide Bono –.  Quando era all’opposizione in Regione aveva chiesto e ottenuto due commissioni di inchiesta, così come in Comune per i fatti di Piazza San Carlo, ha utilizzato una analoga commissione in maniera becera, come ha fatto il suo presidente Enzo Lavolta”.

A stupire vieppiù i grillini è stata l’astensione di Forza Italia, che con una formazione quasi completamente rimaneggiata (in ragione dei nuovi innesti successivi all’elezione in parlamento di numerosi consiglieri) da quando è guidata dall’ex senatore chivassese Andrea Fluttero pare aver assunto un tratto ancor più consociativo. “Sorge il legittimo dubbio che dietro a questo atteggiamento ci sia il fatto che Finpiemonte è stata, in passato, amministrata anche da loro, abbiano preferito non votare la nostra richiesta. Che poi ci sia un lavoro per la prossima legislatura a questo punto è un altro dubbio” dice Bono non scacciando l’ipotesi di una sorta di atteggiamento tra il difensivo e il consociativo tra il nuovo gruppo consiliare azzurro e quello democrat. A sostegno di questa ipotesi il consigliere grillino aggiunge un particolare: “È stata proprio Forza Italia, nella riunione dei capigruppo, a dire per prima che era meglio l’indagine conoscitiva, anche se non dimentichiamo che lo stesso Sergio Chiamparino non si era affatto dichiarato contrario alla commissione d’inchiesta. Invece – spiega Bono – il Pd ha affidato il lavoro sporco a Forza Italia”.

Durissima la reazione arrivata anche da FdI e Mns. “Se il centrosinistra piemontese crede che la vicenda Finpiemonte finisca a tarallucci e vino si sbaglia di grosso. Non basta infatti bocciare la costituzione di una Commissione di indagine per sperare che la vicenda e i mancati controlli, anche da parte della Regione Piemonte, finiscano sotto il tappeto” dichiarano Vignale e Ravello. “Il Consiglio regionale è tornato ad occuparsi delle ormai tristemente note vicende legate a Finpiemonte. E lo ha dovuto fare perché le richieste di chiarezza avanzate dalle opposizioni continuano a non trovare riscontri da parte dell’amministrazione Chiamparino – sostengono Ravello e Vignale –. È chiaro a tutti che qualcosa sul fronte dei controlli non ha funzionato. La magistratura ha il compito di accertare le responsabilità penali, ma spetta al Consiglio regionale valutare altri tipi di responsabilità. Non vi è alcuna cultura di giustizialismo sommario ma riteniamo utile e doveroso creare uno strumento propedeutico a fare chiarezza su una vicenda che ha ancora connotati fumosi”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    19:14 Martedì 17 Aprile 2018 gastone COME SQUALIFICARSI DI FRONTE AI PIEMONTESI

    Chi in Regione Piemonte boccia una commissione d'inchiesta sul gravissimo caso FINPIEMONTE, oltre a commettere un atto politicamente inqualificabile da parte di chi amministra e governa, si gioca la faccia di fronte a migliaia di migliaia di piemontesi.

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